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“Lì c’era l’oceano, i dinosauri hanno lasciato le stesse impronte che facciamo noi sulla battigia”

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Elisabetta Erba, professoressa di paleontologia e paleoecologia all’università di Milano, non è stupita per il ritrovamento delle tracce nel Parco dello Stelvio
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«Immaginiamo le Bahamas. Duecento milioni di anni fa, nel triassico superiore, le Dolomiti erano così. Al posto delle montagne c’era l’oceano tropicale della Tetide, con acque basse e clima caldo».

Elisabetta Erba, professoressa di paleontologia e paleoecologia all’università di Milano, presiede anche la commissione internazionale di stratigrafia. Non è stupita per il ritrovamento delle impronte nel Parco dello Stelvio.

Come mai?

«Era un ambiente adatto alla vita dei dinosauri, che pascolavano e si spostavano lungo le spiagge, lasciando le loro impronte sul fango vicino all’acqua. Sono le stesse orme che lasciamo noi quando camminiamo sul mare. Se si verificano condizioni particolari e vengono ricoperte da altri sedimenti hanno la possibilità di fossilizzarsi. Ne abbiamo ritrovate molte sulle Dolomiti, ma chissà quante altre saranno andate perdute o sono nascoste dentro alle rocce, invisibili e irraggiungibili».

Oggi le pareti sono diventate verticali. Come mai il mare tropicale …

«Immaginiamo le Bahamas. Duecento milioni di anni fa, nel triassico superiore, le Dolomiti erano così. Al posto delle montagne c’era l’oceano tropicale della Tetide, con acque basse e clima caldo».

Elisabetta Erba, professoressa di paleontologia e paleoecologia all’università di Milano, presiede anche la commissione internazionale di stratigrafia. Non è stupita per il ritrovamento delle impronte nel Parco dello Stelvio.

Come mai?

«Era un ambiente adatto alla vita dei dinosauri, che pascolavano e si spostavano lungo le spiagge, lasciando le loro impronte sul fango vicino all’acqua. Sono le stesse orme che lasciamo noi quando camminiamo sul mare. Se si verificano condizioni particolari e vengono ricoperte da altri sedimenti hanno la possibilità di fossilizzarsi. Ne abbiamo ritrovate molte sulle Dolomiti, ma chissà quante altre saranno andate perdute o sono nascoste dentro alle rocce, invisibili e irraggiungibili».

Oggi le pareti sono diventate verticali. Come mai il mare tropicale si è trasformato in montagna?

«La placca africana si è gradualmente spostata verso nord, chiudendo e prosciugando l’oceano della Tetide. Le rocce sedimentarie che prima formavano la pianura e il fondo del mare sono state piegate e accavallate da questo movimento. Così con il tempo hanno dato vita alle Alpi. Le impronte dei dinosauri, che intanto si erano indurite e fossilizzate, si sono ritrovate così da una posizione orizzontale in riva al mare a una verticale sul versante di una montagna».

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