Il Papa: “Investimenti finanziari impazziti, rovinano vite umane. No alla frenesia prima di Natale”
di Iacopo ScaramuzziLeone XIV critica gli investimenti finanziari “mai come oggi impazziti e ingiustamente concentrati” e “idolatrati” per attività come il commercio delle armi, che costano la vita a milioni di persone, o imprese economiche che devastano l’ambiente.
"Casseforti della terra”
Il “vero tesoro” della vita si trova nel cuore umano, ha detto il Papa nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro, “non nelle casseforti della terra, non nei grandi investimenti finanziari, mai come oggi impazziti e ingiustamente concentrati, idolatrati al sanguinoso prezzo di milioni di vite umane e della devastazione della creazione di Dio”.
Quell’esempio di Elon Musk
Nella sua prima intervista, nei mesi scorsi, il Papa aveva fatto un esempio concreto, ossia la notizia che Elon Musk sarebbe diventato “il primo trilionario al mondo. Cosa significa e di cosa si tratta? Se questa è l’unica cosa che ha ancora valore, allora siamo nei guai...”. È nota, poi, l’attenzione di Leone XIV alle conseguenze negative ch…
Leone XIV critica gli investimenti finanziari “mai come oggi impazziti e ingiustamente concentrati” e “idolatrati” per attività come il commercio delle armi, che costano la vita a milioni di persone, o imprese economiche che devastano l’ambiente.
"Casseforti della terra”
Il “vero tesoro” della vita si trova nel cuore umano, ha detto il Papa nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro, “non nelle casseforti della terra, non nei grandi investimenti finanziari, mai come oggi impazziti e ingiustamente concentrati, idolatrati al sanguinoso prezzo di milioni di vite umane e della devastazione della creazione di Dio”.
Quell’esempio di Elon Musk
Nella sua prima intervista, nei mesi scorsi, il Papa aveva fatto un esempio concreto, ossia la notizia che Elon Musk sarebbe diventato “il primo trilionario al mondo. Cosa significa e di cosa si tratta? Se questa è l’unica cosa che ha ancora valore, allora siamo nei guai...”. È nota, poi, l’attenzione di Leone XIV alle conseguenze negative che potrebbe avere l’intelligenza artificiale sul lavoro, tema al centro della enciclica che sta preparando in questi mesi.
Giornate piene e vuote
Il Papa ha incentrato la catechesi della odierna udienza generale in piazza San Pietro sull’importanza del cuore. “Siamo assorbiti da tante attività che non sempre ci rendono soddisfatti”, ha detto, “a volte, alla fine di giornate piene di attività, ci sentiamo vuoti. Perché? Perché noi non siamo macchine, abbiamo un “cuore”, anzi, possiamo dire, siamo un cuore. Il cuore è il simbolo di tutta la nostra umanità, sintesi di pensieri, sentimenti e desideri, il centro invisibile delle nostre persone”. Ed è “nel cuore”, ha detto Prevost, “che si conserva il vero tesoro, non nelle casseforti della terra, non nei grandi investimenti finanziari, mai come oggi impazziti e ingiustamente concentrati, idolatrati al sanguinoso prezzo di milioni di vite umane e della devastazione della creazione di Dio. È importante riflettere su questi aspetti, perché nei numerosi impegni che di continuo affrontiamo, sempre più affiora il rischio della dispersione, talvolta della disperazione, della mancanza di significato, persino in persone apparentemente di successo”.
La frenesia del Natale
"Con l'avvicinarsi del Natale”, ha detto il Papa, “facciamo attenzione a non lasciarci prendere da un frenetico attivismo nei preparativi della festa, che finiremmo per vivere in modo superficiale e che lascerebbe spazio alla delusione. Prendiamoci invece il tempo di rendere il nostro cuore attento e vigile nell'attesa di Gesù, affinché la sua presenza amorevole diventi per sempre il tesoro della nostra vita e del nostro cuore”. Quanto al presepe, “auspico”, ha detto il Papa, “che un elemento così importante, non solo della nostra fede, ma anche della cultura e dell’arte cristiana, continui a far parte del Natale per ricordare Gesù che, facendosi uomo, è venuto ad abitare in mezzo a noi”.
Quel che resta e quel che passa
Il Papa agostiniano ha citato sant’Agostino, “Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in te”, per spiegare che “l’inquietudine è il segno che il nostro cuore non si muove a caso”, ma cerca un “tesoro”, ossia l’amore di Dio, che si trova, però, “solo amando il prossimo che si incontra lungo il cammino: fratelli e le sorelle in carne e ossa, la cui presenza sollecita e interroga il nostro cuore, chiamandolo ad aprirsi e a donarsi. Il prossimo ti chiede di rallentare, di guardarlo negli occhi, a volte di cambiare programma, forse anche di cambiare direzione. Carissimi”, ha detto il Papa ai fedeli, “nessuno può vivere senza un significato che vada oltre il contingente, oltre ciò che passa”.