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Leone XIV: “No all’aumento di spese militari e all’IA in guerra. Blasfemo benedire i nazionalismi”

(ansa)

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Nel suo primo messaggio per la giornata mondiale della pace, tradotto anche in ucraino, il Papa denuncia le “campagne di comunicazione” in favore di “una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza” e evoca l’escalation nucleare degli anni Sessanta
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Leone XIV critica i “ripetuti appelli a incrementare le spese militari” che si diffondono in tanti paesi, accompagnati da “campagne di comunicazione” per convincere l’opinione pubblica, nonché il ricorso all’intelligenza artificiale in guerra, e stigmatizza come “blasfemia” il fatto che oggi si voglia “benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata”.

Non si prepara la pace con la guerra

“Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace”, scrive il Papa nel suo primo messaggio per la Giornata della pace che la Chiesa celebra il primo gennaio e viene presentato oggi in Vaticano, tra gli altri, da Maria Agnese Moro, la figlia di Aldo Moro. “Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di l…

Leone XIV critica i “ripetuti appelli a incrementare le spese militari” che si diffondono in tanti paesi, accompagnati da “campagne di comunicazione” per convincere l’opinione pubblica, nonché il ricorso all’intelligenza artificiale in guerra, e stigmatizza come “blasfemia” il fatto che oggi si voglia “benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata”.

Non si prepara la pace con la guerra

“Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace”, scrive il Papa nel suo primo messaggio per la Giornata della pace che la Chiesa celebra il primo gennaio e viene presentato oggi in Vaticano, tra gli altri, da Maria Agnese Moro, la figlia di Aldo Moro. “Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di là del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza”.

IA e concentrazioni finanziarie

Nel messaggio per la pace, tradotto anche in ucraino, il Papa nato a Chicago fa numerosi riferimenti tanto a Francesco, e alla sua denuncia di una “terza guerra mondiale a pezzi”, quanto al Concilio vaticano II e alla Pacem in terris di Giovanni XXIII, il Papa che si impegnò per disinnescare l’escalation nucleare tra Unione Sovietica e Stati Uniti all’inizio degli anni Sessanta. Oggi, aggiunge, “l’ulteriore avanzamento tecnologico e l’applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali” hanno “radicalizzato la tragicità dei conflitti armati” e “si va persino delineando un processo di deresponsabilizzazione dei leader politici e militari, a motivo del crescente “delegare” alle macchine decisioni riguardanti la vita e la morte di persone umane. E’ una spirale distruttiva, senza precedenti, dell’umanesimo giuridico e filosofico su cui poggia e da cui è custodita qualsiasi civiltà”, scrive il Papa, che torna a “denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione”.

Scuole, università e media

“Nel corso del 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del Pil mondiale”, scrive Robert Francis Prevost. “Per di più, oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza”.

Nazionalismi e violenza

Il Papa torna a lanciare l’appello per una “pace disarmata e disarmante” che pronunciò la sera dell’elezione in Conclave e sottolinea il “servizio fondamentale che le religioni devono rendere all’umanità sofferente, vigilando sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole. Le grandi tradizioni spirituali, così come il retto uso della ragione, ci fanno andare oltre i legami di sangue o etnici, oltre quelle fratellanze che riconoscono solo chi è simile e respingono chi è diverso. Oggi”, prosegue Leone, “vediamo come questo non sia scontato. Purtroppo, fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata”. E invece “i credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio”.

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