Askatasuna, la destra invoca la linea dura: “Ruspe sui centri sociali, sono figli di papà”
di Alessandra ZinitiAlle sei del pomeriggio, mentre gli attivisti di Askatusuna lanciano il nuovo guanto di sfida a Matteo Piantedosi (« La nostra storia non è finita, ci troverà ovunque»), il ministro dell’Interno pensa ai nove agenti rimasti feriti negli scontri. Chiama il capo della Polizia Vittorio Pisani e fa arrivare al questore di Torino, Paolo Sirna, «l’apprezzamento per la professionalità e l’equilibrio dimostrati per l’ennesima volta dalle forze di polizia che hanno dovuto fronteggiare violenze e intemperanze di ogni genere».
Il programma degli sgomberi va avanti
Il Viminale ribadisce: il programma degli sgomberi delle occupazioni abusive andrà avanti senza sconti per nessuno. Toccherà presto anche a Casapound, come Piantedosi ha ripetuto dopo lo sgombero del centro sociale di Torino, e a Spin Time, due realtà che però - fanno notare al ministero dell’Interno - a differenza di Askatasuna e Leoncavallo, ospitano decine di famiglie con bambini che non è possibile lasciare per strada e per le qu…
Alle sei del pomeriggio, mentre gli attivisti di Askatusuna lanciano il nuovo guanto di sfida a Matteo Piantedosi (« La nostra storia non è finita, ci troverà ovunque»), il ministro dell’Interno pensa ai nove agenti rimasti feriti negli scontri. Chiama il capo della Polizia Vittorio Pisani e fa arrivare al questore di Torino, Paolo Sirna, «l’apprezzamento per la professionalità e l’equilibrio dimostrati per l’ennesima volta dalle forze di polizia che hanno dovuto fronteggiare violenze e intemperanze di ogni genere».
Il programma degli sgomberi va avanti
Il Viminale ribadisce: il programma degli sgomberi delle occupazioni abusive andrà avanti senza sconti per nessuno. Toccherà presto anche a Casapound, come Piantedosi ha ripetuto dopo lo sgombero del centro sociale di Torino, e a Spin Time, due realtà che però - fanno notare al ministero dell’Interno - a differenza di Askatasuna e Leoncavallo, ospitano decine di famiglie con bambini che non è possibile lasciare per strada e per le quali è necessario trovare soluzioni alternative. Insomma, una sorta di «scudi umani» che continuano a mettere al riparo dall’intervento risolutivo delle forze dell’ordine come invece accaduto nei mesi scorsi a Milano e tre giorni fa a Torino.
Il centrodestra invoca la linea dura
Gli scontri di ieri pomeriggio tra attivisti e forze dell’ordine rinforzano la volontà del governo ad andare avanti con la linea dura. «Ruspe sui centri sociali, covi di delinquenti. Lo sgombero di Askatasuna è solo l’inizio», minaccia il Matteo Salvini riprendendo le parole dell’altro vicepremier Antonio Tajani che, in visita di solidarietà alla redazione de La Stampa dopo l’assalto delle scorse settimane, dice: «Tanti di questi manifestanti sono figli di papà che se la prendono con i figli del popolo. La legge deve essere sempre rispettata e lo Stato ha il dovere di farla rispettare. E quello che è accaduto nel pomeriggio è la dimostrazione che Piantedosi ha fatto bene».
L’accusa: “Figli di papà violenti”
Figli di papà violenti, è questa l’immagine più evocata dagli esponenti del governo per mettere all’indice gli attivisti che ieri pomeriggio hanno messo a ferro e fuoco Torino. Dopo Tajani e Salvini, anche il ministro della Pubblica amministrazione Alberto Zangrillo: «Siete gli stessi che non molti decenni fa portarono il terrore nelle nostre strade, ma stavolta fidatevi, non ci riuscirete. Siete gli stessi, voi di Askatasuna, avete le stesse facce da figli di papà, buona razza non mente».
Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, il centrodestra spinge compatto sull’acceleratore della lotta ai centri sociali violenti ed invita il centrosinistra a prendere posizione e a condannare le violenze.
Nessuno difende Askatasuna: “Sgombero inevitabile”
Ma nessuno difende Askatasuna. Anche dall’opposizione si levano voci che ritengono lo sgombero inevitabile. Così lo definisce Chiara Appendino, deputata del M5S ed ex sindaca di Torino: « Dal centro sociale sono arrivate violenze non difendibili e di fronte alle quali non ci può essere spazio per il buonismo. Tuttavia, il governo non pensi di strumentalizzare questi fatti per rifarsi una verginità sulla legalità. E aprano finalmente gli occhi davanti all’occupazione di Casa Pound, perché la legge deve essere uguale per tutti». Netta la condanna del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, del Pd: «Nulla può giustificare la violenza e i danneggiamenti, mai: si tratta di comportamenti inaccettabili che non solo violano la legalità, ma compromettono gravemente la credibilità, la forza e il senso stesso delle rivendicazioni». All’atto di forza del governo plaude anche il leader di Azione Carlo Calenda: « Askatasuna è un gruppo violento e intollerante che è stato per troppo tempo tollerato. Vanno sgomberati, sciolti e perseguiti se compiono reati. Solidarietà di azione alle forze dell’ordine». Che dal canto loro, con il sindacato di polizia Sap chiede che «le manifestazioni che si preannunciano violente siano vietate».
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