Il decreto, annunciato dalla ministra Anna Maria Bernini nell’intervista a Repubblica, per disegnare la graduatoria nazionale di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria al termine delle prove di Chimica, Fisica e Biologia del semestre filtro è arrivato. La ministra lo ha firmato. Entro il 27 dicembre gli studenti dovranno accettare o rifiutare il voto preso al secondo appello. E poi in graduatoria entreranno studenti con sufficienze dirette, sufficienze reintegrate e crediti da recuperare.
Le sufficienze dirette
Ecco cosa significa: le sufficienze dirette riguardano i voti pari o superiori a 18 che sono stati ottenuti e accettati subito, le sufficienze reintegrate permettono di ripristinare il voto positivo del primo appello rifiutato, qua…
Il decreto, annunciato dalla ministra Anna Maria Bernini nell’intervista a Repubblica, per disegnare la graduatoria nazionale di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria al termine delle prove di Chimica, Fisica e Biologia del semestre filtro è arrivato. La ministra lo ha firmato. Entro il 27 dicembre gli studenti dovranno accettare o rifiutare il voto preso al secondo appello. E poi in graduatoria entreranno studenti con sufficienze dirette, sufficienze reintegrate e crediti da recuperare.
Le sufficienze dirette
Ecco cosa significa: le sufficienze dirette riguardano i voti pari o superiori a 18 che sono stati ottenuti e accettati subito, le sufficienze reintegrate permettono di ripristinare il voto positivo del primo appello rifiutato, qualora al secondo appello il voto sia risultato insufficiente; i crediti da recuperare riguardano i i casi in cui non è stata raggiunta la sufficienza in una o due materie.
Se per le sufficienze dirette c’è poco da spiegare, erano già previste al momento della riforma, un approfondimento meritano le altre due fattispecie.
Il reintegro delle sufficienze
Per quanto riguarda le sufficienze reintegrate, si tratta di «una scelta – spiegano dal ministero – volta a tutelare il risultato già acquisito» e gli studenti devono opzionarla sempre entro il 27 dicembre 2025, per rendere il voto nuovamente valido ai fini della graduatoria. Entro la stessa data gli studenti potranno accettare i voti del secondo appello.
Il recupero dei crediti
Nel caso del recupero dei crediti invece, quelli mancanti dovranno essere sanati presso la sede universitaria assegnata sulla base della graduatoria che sarà pubblicata in anticipo di qualche giorno rispetto a quanto stabilito in precedenza: l’8 gennaio e non più il 12. «Questa modalità permette allo studente di non essere escluso dalla graduatoria e di proseguire il proprio percorso, a condizione di recuperare i crediti successivamente», spiega il Mur.
Almeno due prove per materia organizzate dagli atenei
Il criterio di omogeneità dettato da Roma riguarderà i contenuti: le verifiche dovranno basarsi sul syllabus, lo stesso già usato per gli appelli di novembre e dicembre.
Ogni ateneo dovrà però organizzare le prove. Non potranno essere meno di due per ciascun insegnamento.
In ogni caso, il punteggio finale viene calcolato solo sulla base dei voti pari o superiori a 18: i risultati insufficienti non contribuiscono alla definizione del punteggio utile per la graduatoria.
I voti del semestre non faranno per forza media
C’è un’altra novità: in via transitoria, limitatamente all’anno accademico 2025/2026, le Università potranno inoltre prevedere – su richiesta dello studente – che i voti del semestre filtro non concorrano alla media finale, riconoscendo la specificità di questa prima applicazione della riforma. Nell’intervista a Repubblica la ministra aveva assicurato che c’era una riflessione in corso su questo tema, per evitare di penalizzare la carriera accademica di chi non è riuscito a ottenere risultati migliori al primo scoglio.
Gli idonei a Medicina
Resta salvo che tutti gli studenti che non proseguono nel corso scelto potranno immatricolarsi in qualsiasi corso di studio anche oltre i termini previsti dai regolamenti degli atenei e comunque entro il 6 marzo 2026. Gli idonei a Medicina, ad esempio, cioè quelli con almeno un esame superato nei due appelli, sono 22.500 a fronte di 17.278 posti disponibili. Chi resterà fuori dalla graduatoria potrà scivolare in un corso affine o iscriversi a un’altra facoltà, portandosi dietro i crediti maturati nel semestre filtro. Come si legge nel decreto, resta ferma la facoltà di utilizzare i crediti formativi universitari conseguiti in caso di nuova iscrizione al semestre filtro.
Il ricorso
Com’era atteso però le nuove regole hanno portato già al primo ricorso al Tar. Lo ha annunciato il comitato “Medicina senza filtri” che giudica i decreti ministeriali «illegittimi».
Il comitato – composto da Studio Legale Leone-Fell, Radicali Italiani, Dispenso Academy, Associazione Acquirenti e Associazione Intesa Universitaria - evidenzia come «tali atti amministrativi abbiano di fatto modificato la legge delega e il decreto legislativo istitutivo, violando la gerarchia delle fonti e alterando le regole dopo lo svolgimento delle prove».
«I decreti – scrivono – non si limitano a una mera attuazione tecnica, ma riscrivono l’impianto normativo fissato dalla legge delega n. 26/2025 e dal decreto legislativo. Una scelta che lede gli studenti e contrasta con i principi di uguaglianza, ragionevolezza e certezza del diritto».
Criticità riguardano, a loro avviso, il recupero dei debiti formativi perché «demandano il recupero alle singole università, con modalità diverse, nemmeno specificate».
Per questo oltre al ricorso al Tar, il comitato annuncia l’avvio di un “Tour dei diritti” nelle principali città italiane per incontrare studenti e famiglie.
Anche secondo l’Unione degli universitari, i chiarimenti sulla graduatoria arrivati solo oggi rappresentano «una grave violazione dei principi di trasparenza, equità e tutela del diritto allo studio». «Siamo di fronte a una selezione retroattiva – denuncia l’Udu –. L? student? (l’Udu usa lo schwa, ndr) hanno affrontato un semestre ad altissima pressione senza conoscere nel dettaglio le regole con cui sarebbero stati valutati. Chiarire criteri, categorie e priorità a semestre già iniziato o concluso significa aumentare incertezza, competizione e disuguaglianze».