Un nuovo naufragio nel Mediterraneo centrale, al largo della Libia, sarebbe costato la vita a 166 persone. Lo scrive la ong tedesca Sea Watch, citando le notizie di Alarm Phone, rete internazionale di attivisti e volontari che gestisce una linea telefonica di emergenza per migranti in difficoltà durante la traversata del Mediterraneo.
L’organizzazione è stata informata il 19 dicembre che la sera prima un’imbarcazione era partita dal porto libico di Zuwara con a bordo 117 persone. "Abbiamo ripetutamente tentato di contattare la barca tramite telefono satellitare, ma senza successo”, riferisce Alarm Phone. “La sera del 21 dicembre, abbiamo ricevuto informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avevano trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno. L'uomo avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l'unico sopravvissuto”. Il 21 e 22 dicembre “sia la cosiddetta Guardia costiera libica che quella tunisina ci hanno ripetutamente detto che in quei…
Un nuovo naufragio nel Mediterraneo centrale, al largo della Libia, sarebbe costato la vita a 166 persone. Lo scrive la ong tedesca Sea Watch, citando le notizie di Alarm Phone, rete internazionale di attivisti e volontari che gestisce una linea telefonica di emergenza per migranti in difficoltà durante la traversata del Mediterraneo.
L’organizzazione è stata informata il 19 dicembre che la sera prima un’imbarcazione era partita dal porto libico di Zuwara con a bordo 117 persone. "Abbiamo ripetutamente tentato di contattare la barca tramite telefono satellitare, ma senza successo”, riferisce Alarm Phone. “La sera del 21 dicembre, abbiamo ricevuto informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avevano trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno. L'uomo avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l'unico sopravvissuto”. Il 21 e 22 dicembre “sia la cosiddetta Guardia costiera libica che quella tunisina ci hanno ripetutamente detto che in quei giorni non avevano fatto sbarcare nessuno”. Inoltre né le ricerche aeree compiute il 20 e 21 dicembre dall’aereo Frontex Osprey 4 né quella compiuta il 22 dicembre da Seabird 3 di Sea-Watch hanno trovato tracce dell’imbarcazione. “Continuiamo a cercare ulteriori informazioni e speriamo che non sia vero che ci sia un solo sopravvissuto”, conclude Alarm Phone.
"Se le frontiere fossero aperte, queste persone probabilmente non sarebbero mai state costrette ad attraversare il Mediterraneo”, commenta Sea Watch. “Chiediamo risposte. Tutto ciò che vogliamo per Natale sono frontiere aperte!”.