Dodici anni fa si era salvato dopo uno schianto in sella alla sua moto. Era finito in coma ma ce l’aveva fatta. Il destino ha bussato una seconda volta alla porta di Fabrizio Bresaola, 34 anni, praticamente a poco più di 10 chilometri dalla strada di Arco (provincia di Trento) dove era rimasto vittima dell’incidente nel 2013. Stavolta dopo la caduta, mentre guidava la sua motocicletta lungo la Gardesana orientale, è morto in ospedale a poche ore di distanza.
Una sorte beffarda, a due giorni dal Natale, che colpisce anche per i dettagli spietati: l’identica dinamica dell’incidente, lo stesso ospedale di Trento dove è stato ricoverato dopo i due schianti, il fatto che sia il figlio del capo della polizia locale di Malcesine, adesso in pens…
Dodici anni fa si era salvato dopo uno schianto in sella alla sua moto. Era finito in coma ma ce l’aveva fatta. Il destino ha bussato una seconda volta alla porta di Fabrizio Bresaola, 34 anni, praticamente a poco più di 10 chilometri dalla strada di Arco (provincia di Trento) dove era rimasto vittima dell’incidente nel 2013. Stavolta dopo la caduta, mentre guidava la sua motocicletta lungo la Gardesana orientale, è morto in ospedale a poche ore di distanza.
Una sorte beffarda, a due giorni dal Natale, che colpisce anche per i dettagli spietati: l’identica dinamica dell’incidente, lo stesso ospedale di Trento dove è stato ricoverato dopo i due schianti, il fatto che sia il figlio del capo della polizia locale di Malcesine, adesso in pensione. Fabrizio Bresaola, residente ad Arco, ha perso il controllo della sua moto nella serata del 23 dicembre, nel tratto che collega Nago Torbole a Malcesine. Era solo e nell’incidente non è stato coinvolto nessun altro mezzo. Un Natale triste per la comunità dove la famiglia Bresaola è abbastanza nota.
Secondo le prime ricostruzioni, per cause in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine, il giovane avrebbe perso il controllo della moto finendo sull’asfalto. L’impatto non gli ha lasciato scampo. I testimoni hanno chiamato immediatamente i soccorsi ma gli sforzi dei medici dell’ospedale Santa Chiara non sono stati sufficienti a strappare il motociclista alla morte, dodici anni dopo il coma.
Era l’agosto del 2013 quando Fabrizio Bresaola era in moto con la moglie, una coppia di ragazzi. Anche in quel caso era caduto sull’asfalto perdendo il controllo della motocicletta. La giovane che viaggiava sul sellino posteriore si era ferita in maniera più lieve. L’incidente si era verificato in via Marconi, circa 11 chilometri dal punto in cui il 23 dicembre c’è stato il secondo e fatale impatto.