La prima cena del Papa con i cardinali: “Ecco come ha scelto il nome Leone XIV”
di Iacopo ScaramuzziCITTA’ DEL VATICANO – E' legato al problema dei posti di lavoro nel quadro della rivoluzione digitale in corso la scelta di Robert Francis Prevost di scegliere il nome Leone XIV da Papa. A spiegarlo a Hrt, la Radio Televisione Croata, è stato il cardinale Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado. “Il suo nome è il suo programma“, ha detto Nemet alla giornalista Angela Jelicic Krajcar.
“Io ho avuto l'onore di stare a tavola con lui, con altri cinque cardinali – racconta – Abbiamo parlato, e gli abbiamo chiesto come ha scelto il nome. Ed è molto interessante, ha detto che vuole dare più attenzione alle questioni di ordine sociale nel mondo, come alle questioni di giustizia. Ha detto anche che siamo dentro una nuova rivoluzione: ai tempi di Leone XIII era in corso una rivoluzione industriale, adesso è in corso la rivoluzione digitale. Oggi come ai tempi di Leone XIII c’è il problema dei posti di lavoro – perché la digitalizzazione porta ad una diminuzione di mano d'opera necessarie per il…
CITTA’ DEL VATICANO – E' legato al problema dei posti di lavoro nel quadro della rivoluzione digitale in corso la scelta di Robert Francis Prevost di scegliere il nome Leone XIV da Papa. A spiegarlo a Hrt, la Radio Televisione Croata, è stato il cardinale Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado. “Il suo nome è il suo programma“, ha detto Nemet alla giornalista Angela Jelicic Krajcar.
“Io ho avuto l'onore di stare a tavola con lui, con altri cinque cardinali – racconta – Abbiamo parlato, e gli abbiamo chiesto come ha scelto il nome. Ed è molto interessante, ha detto che vuole dare più attenzione alle questioni di ordine sociale nel mondo, come alle questioni di giustizia. Ha detto anche che siamo dentro una nuova rivoluzione: ai tempi di Leone XIII era in corso una rivoluzione industriale, adesso è in corso la rivoluzione digitale. Oggi come ai tempi di Leone XIII c’è il problema dei posti di lavoro – perché la digitalizzazione porta ad una diminuzione di mano d'opera necessarie per il lavoro. E poi c’è un fatto storico: Leone XIII quando era giovane veniva spesso in una parrocchia guidata da padri agostiniani a Roma. Noi cardinali, scherzando, abbiamo trovato un'altra spiegazione”, ha concluso il cardinal Nemet: “Finora c’era Francesco che parlava coi lupi. Adesso abbiamo un Leone, che caccerà i lupi”.