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La famiglia nel bosco, la tutrice vuole iscrivere i tre bambini alla scuola pubblica di Palmoli

La seconda casa nel bosco di Palmoli, offerta alla famiglia Trevallion-Birmingham in comodato d'uso 

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Il livello certificato di istruzione è troppo basso, il Tribunale dei minorenni chiede collaborazione al sindaco
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ROMA – C’è un progetto, del Tribunale dei minorenni dell’Aquila e della tutrice dei bambini del bosco, l’avvocata Maria Luisa Palladino, per riportare Utopia Rose, Galoran e Blubell al più presto all’interno di un percorso scolastico. I genitori sono contrari, perseguono i loro principi di educazione unschooling, affidata a quello che i tre figli vogliono – giocare con gli animali, cucinare dolci, fare la calza –, ma i risultati di alfabetizzazione sono stati fin qui mediocri, preoccupanti se visti con lo sguardo e la responsabilità dello Stato.

Per superare questa fase, l’avvocata Palladino ha contattato il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, per organizzare con lui un recupero educativo e culturale all’interno dell’Istituto comprensivo Castiglione Messer Marino-Carunchio, quattordici plessi tra il Comune di Palmoli, teatro della vicenda, e cinque tra municipi e frazioni che offrono, tutti insieme, il ciclo dell’infanzia, quello della primaria e le medie inferiori.

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ROMA – C’è un progetto, del Tribunale dei minorenni dell’Aquila e della tutrice dei bambini del bosco, l’avvocata Maria Luisa Palladino, per riportare Utopia Rose, Galoran e Blubell al più presto all’interno di un percorso scolastico. I genitori sono contrari, perseguono i loro principi di educazione unschooling, affidata a quello che i tre figli vogliono – giocare con gli animali, cucinare dolci, fare la calza –, ma i risultati di alfabetizzazione sono stati fin qui mediocri, preoccupanti se visti con lo sguardo e la responsabilità dello Stato.

Per superare questa fase, l’avvocata Palladino ha contattato il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, per organizzare con lui un recupero educativo e culturale all’interno dell’Istituto comprensivo Castiglione Messer Marino-Carunchio, quattordici plessi tra il Comune di Palmoli, teatro della vicenda, e cinque tra municipi e frazioni che offrono, tutti insieme, il ciclo dell’infanzia, quello della primaria e le medie inferiori.

Per Utopia Rose, 8 anni, un certificato rilasciato dall’Istituto Novalis di Brescia per affrontare la terza elementare, si ipotizza l’iscrizione alle scuole elementari di Palmoli, in Contrada Fonte La Casa, realtà pronta ad accogliere studenti ad anno avviato. Nonostante quel pezzo di carta ottenuto dall’istituto parificato, riconosciuto dalla scuola pubblica e sbandierato dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, il progresso scolastico della figlia più grande è molto limitato. “E’ ancora in una fase alfabetica e non ortografica, poiché non sillaba le lettere, non mette insieme i numeri e non ha raggiunto ancora la fase lessicale”, ha scritto la presidente del Tribunale, Cecilia Angrisano, nella seconda ordinanza, firmata l’11 dicembre scorso e resa pubblica tre giorni prima di Natale. Ha sentenziato, quindi: “È necessaria la formulazione di una programmazione didattica che assicuri un’efficace istruzione di tutti i minori e il recupero delle gravi carenze riscontrate in Utopia Rose”.

Percorso scolastico anche per i gemellini

Il percorso scolastico, come si vede, è previsto anche per i due gemelli di sei anni. È ancora il collegio di giudici a illustrare: “I tre fratelli si sono rifiutati di colorare o di leggere e scrivere, sia in lingua inglese che in italiano. Tendenzialmente sfogliano libri con disegni per età inferiori (3-5 anni) chiedendo all’educatrice di leggere per loro”.

Il Tribunale dell’Aquila nell’ordinanza bis ha scritto ancora: “Se si optasse per l’istruzione parentale, sarebbe indispensabile l’individuazione dei precettori che dovrebbero parteciparvi per le aree e le materie per cui i genitori sono carenti”.

Vista la ritrosia dei genitori sulla questine scuola, è possibile, ora, che la tutrice decida per l’iscrizione alla scuola pubblica e chieda l’aiuta della maestra più adatta per questo lavoro, Rossella D’Alessandro, che nel suo quotidiano, dopo le ore svolte alla primaria, si occupa del doposcuola con undici minori in difficoltà.

Le rigidità e la mancanza di capacità negoziali della madre, Catherine Louise Birmingham, riscontrate dai giudici e alla base della sospensione della potestà genitoriale sua e del marito Nathan Travellion, si possono ritrovare sul canale YouTube che la donna, maestra di cavalli dall’età di 19 anni, ha gestito e aggiornato fino al suo arrivo in Italia, nel 2021.

Il canale oggi presenta 34 video, pubblicati tra i 2014 e il 2022, e ha 1.140 iscritti. I primi filmati sono dedicati al suo periodo di equitazione. La donna ha pubblicato nel 2008 un libro sui cavalli, Ride for life, in cui già si trovano i principi che diventeranno basilari per la sua vita. Nel 2015, con Just be you, e la lotta tra l’amore e la paura raccontata al suo interno, la personalità di scrutatrice dei mali del genere umano si delinea. Così quella di guaritrice, online, dei timori creati dalla nostra mente.

Guaritrice dell’anima online

Il 12 marzo 2022 in un programma da rete, Spiritual Cafè con Julie Saillant, Catherine esprime il suo punto di vista sul cuore, “che deve guidare la mente e non viceversa”, e sui tre problemi fondamentali dell’umanità: lo stress, che debilita il corpo e l’anima, il quotidiano contatto con la chimica e il nostro allontanamento progressivo dalla natura. Nei tredici minuti di conversazione, la cavallerizza si sofferma sull’argomento di quel periodo: il Covid. E dice all’interlocutrice: “I media vogliono tenere le persone nella paura, la paura della morte causata dal coronavirus, per averne il controllo. Qualcun altro crea il problema, tu, come singolo uomo, devi fuggirne attraverso la crescita della tua consapevolezza. Devi cambiare la tua vita, chi sei”. I vaccini, sostiene ancora Cate, sono solo «la copertura di una malattia che è dentro l’umanità. Più vaccini produciamo, più malattia produciamo».

Quando diventerà madre, già approdata in Abruzzo, questo pensiero si tradurrà nell’opposizione alle vaccinazioni dei figli – che, fino al recente ricovero nella struttura di Vasto, avevano fatto solo quelle previste nel primo anno di vita – e alle cure della medicina tradizionale.

"Non voleva curare la bronchite di Blubell”

“Gli indizi che si ricavano dalla condotta tenuta dai genitori nelle interlocuzioni con le autorità sanitaria e sociosanitaria e nell’ambito di questo procedimento”, ha concluso il tribunale nell’ultima ordinanza, “parrebbero deporre in favore di una notevole rigidità dipendente dai valori ai quali conformano le loro scelte di vita”. Ne è stato un esempio il rifiuto dell’impiego del sondino naso-gastrico di silicone, nel trattamento dell’intossicazione da funghi dei figli. “Questo fatto denota l’assoluta indisponibilità dei genitori a derogare anche solo temporaneamente e in via emergenziale ai principi ispiratori delle proprie scelte esistenziali”. È stato necessario insistere, ha ricordato infine il Tribunale, «perché la madre abbattesse la sua contrarietà a trattare la seria bronchite con broncospasmo da cui era affetta la figlia Blubell”.

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