Leone XIV: “Il mondo ha ancora i suoi Erode, preghiamo per bambini e anziani vittime di guerra”
di Iacopo ScaramuzziAnche oggi “Il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi Erode”: lo ha detto papa Leone XIV che all’Angelus di mezzogiorno nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa della Santa famiglia, ha pregato in particolare per “le famiglie che soffrono a causa della guerra, per i bambini, gli anziani, le persone più fragili”.
Papa Leone: "Penso alle tende di Gaza esposte al freddo, ai rifugiati, a chi è senza dimora"
Famiglie in guerra
“Nella luce del Natale del Signore”, ha detto il Pontefice affacciato su piazza San Pietro dalla finestra del palazzo apostolico, “continuiamo a pregare per la pace, oggi in particolare preghiamo per le famiglie che soffrono a causa della guerra, per i bambini, gli anziani, le persone più fragili: affidiamoci insieme all’intercessione della Santa famiglia di Nazareth”.
La strage degli innocenti
La strage degli innocenti, ha detto Prevost commentando l’e…
Anche oggi “Il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi Erode”: lo ha detto papa Leone XIV che all’Angelus di mezzogiorno nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa della Santa famiglia, ha pregato in particolare per “le famiglie che soffrono a causa della guerra, per i bambini, gli anziani, le persone più fragili”.
Papa Leone: "Penso alle tende di Gaza esposte al freddo, ai rifugiati, a chi è senza dimora"
Famiglie in guerra
“Nella luce del Natale del Signore”, ha detto il Pontefice affacciato su piazza San Pietro dalla finestra del palazzo apostolico, “continuiamo a pregare per la pace, oggi in particolare preghiamo per le famiglie che soffrono a causa della guerra, per i bambini, gli anziani, le persone più fragili: affidiamoci insieme all’intercessione della Santa famiglia di Nazareth”.
La strage degli innocenti
La strage degli innocenti, ha detto Prevost commentando l’episodio evangelico della fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e Gesù bambino, “ha la sua origine nella vita tormentata di Erode, un uomo crudele e sanguinario, temuto per la sua efferatezza, ma proprio per questo profondamente solo e ossessionato dalla paura di essere spodestato”. Proprio “questa durezza di cuore”, però, “evidenzia ancora di più il valore della presenza e della missione della Santa Famiglia”, ha detto il Papa, “che, nel mondo dispotico e ingordo che il tiranno rappresenta, è nido e culla dell’unica possibile risposta di salvezza: quella di Dio che, in totale gratuità, si dona agli uomini senza riserve e senza pretese”.
“Divisioni e conflitti”
“Mentre guardiamo con stupore e gratitudine a questo mistero”, ha proseguito Leone, “pensiamo alle nostre famiglie, e alla luce che pure da esse può venire alla società in cui viviamo. Il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi Erode, i suoi miti di successo ad ogni costo, di potere senza scrupoli, di benessere vuoto e superficiale, e spesso ne paga le conseguenze in solitudine, disperazione, divisioni e conflitti. Non lasciamo che questi miraggi soffochino la fiamma dell’amore nelle famiglie cristiane. Al contrario”, ha detto il Papa, “custodiamo in esse i valori del Vangelo: la preghiera, la frequenza ai sacramenti – specialmente la Confessione e la Comunione – gli affetti sani, il dialogo sincero, la fedeltà, la concretezza semplice e bella delle parole e dei gesti buoni di ogni giorno. Ciò le renderà luce di speranza per gli ambienti in cui viviamo, scuola d’amore e strumento di salvezza nelle mani di Dio”.