Campobasso, intossicazione alimentare: muoiono mamma e figlia 15enne
di Agnese Ananasso , Romina MarcecaUna ragazza di 15 anni, Sara Di Vita, è morta la notte scorsa all'ospedale Cardarelli di Campobasso dove era stata ricoverata a causa di un malore persistente da alcune ore. Dopo poche ore è deceduta anche la mamma, Antonella Di Ielsi, di 50 anni di Pietracatella (Campobasso) ricoverata anche lei in gravi condizioni. Lavorava con il marito commercialista, Gianni Di Vita, 55 anni, che è stato in passato a lungo sindaco del paese. Assieme alla figlia maggiore è stato trasferito a Roma, allo Spallanzani. Lui si trova in rianimazione, la ragazza, 18 anni, in epatologia ma solo in via precauzionale.
Gli accessi al pronto soccorso
Da fonti investigative si apprende che i componenti della famiglia, prima del ricovero di ieri, si erano recati già due volte al pronto soccorso del Cardarelli, il 25 e il 26 dicembre, ed erano stati poi subito dimessi con la diagnosi di intossicazione alimentare e gastroenterite ma escludendo il botulino. Un'altra figlia, di 18 anni, non è andata in ospedale, …
Una ragazza di 15 anni, Sara Di Vita, è morta la notte scorsa all'ospedale Cardarelli di Campobasso dove era stata ricoverata a causa di un malore persistente da alcune ore. Dopo poche ore è deceduta anche la mamma, Antonella Di Ielsi, di 50 anni di Pietracatella (Campobasso) ricoverata anche lei in gravi condizioni. Lavorava con il marito commercialista, Gianni Di Vita, 55 anni, che è stato in passato a lungo sindaco del paese. Assieme alla figlia maggiore è stato trasferito a Roma, allo Spallanzani. Lui si trova in rianimazione, la ragazza, 18 anni, in epatologia ma solo in via precauzionale.
Gli accessi al pronto soccorso
Da fonti investigative si apprende che i componenti della famiglia, prima del ricovero di ieri, si erano recati già due volte al pronto soccorso del Cardarelli, il 25 e il 26 dicembre, ed erano stati poi subito dimessi con la diagnosi di intossicazione alimentare e gastroenterite ma escludendo il botulino. Un'altra figlia, di 18 anni, non è andata in ospedale, non ha accusato sintomi ma non aveva partecipato alla cena della Vigilia di Natale, momento in cui potrebbe essere avvenuta l'intossicazione, forse dovuta all’ingestione di pesce o funghi. Comunque, adesso, anche per lei è scattato un protocollo di controlli sanitari. Non avrebbe mangiato la sera del 24 le stesse pietanze di genitori e sorella.
L’inchiesta e l’autopsia
La procura di Campobasso ha disposto l'autopsia sui corpi delle vittime e dall’esame arriverà la risposta certa sulle cause della morte. Sull'accaduto indaga la squadra mobile del capoluogo molisano, guidata da Marco Graziano. Gli agenti in queste ore hanno acquisito le cartelle mediche e stanno svolgendo una serie di accertamenti in ospedale, ascoltando anche le persone informate dei fatti. Tutte le cene e i pranzi sono stati organizzati in casa. E non è escluso che nelle prossime ore la polizia possa eseguire una perquisizione nell’abitazione della famiglia Di Vita. Dirimente sarà la testimonianza del marito e padre delle due vittime. Le ipotesi investigative comunque non si spostano dalla intossicazione da botulino o dalla listeria. Gli inquirenti parlano anche di “intossicazione chimica”.
"Siamo sconvolti, è una tragedia che ci lascia senza parole, la nostra comunità conta 1.200 persone e se vedete adesso il paese è vuoto. Siamo tutti in casa, senza parole – spiega a Repubblica, con la voce rotta dall’emozione il sindaco di Pietracatella, Antonio Tommasone – Ho proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali e ho annullate o tutte le iniziative per le feste. Conosco Gianni Di Vita da molti anni, è uno dei consiglieri comunali. Parlo a fatica e ancora non ho visto la seconda figlia che si trova a casa con le amiche e i parenti. Sono ore di grande dolore per tutti noi”.
L’ospedale: “La situazione è precipitata rapidamente”
"I quadri clinici hanno avuto un'evoluzione veramente rara che ha portato rapidamente al decesso nonostante le forme di supporto intensive che abbiamo messo in atto", ha detto all'Ansa Vincenzo Cuzzone, responsabile del reparto di Rianimazione dell'ospedale Cardarelli di Campobasso.
"Hanno cominciato ad avere questi sintomi dopo un pasto, ma sono notizie frammentarie raccolte da loro che comunque erano scossi - aggiunge il medico -. C'è stata un'insufficienza epatica e poi una cascata di eventi uno dopo l'altro con una rapidità veramente unica che ha portato a un'insufficienza multiorgano. L'altra sorella sta bene, non ha avuto i sintomi dei familiari. Quel giorno sembra non abbia consumato il pasto con loro. In questi giorni è anche difficile risalire esattamente a quale pasto faccia riferimento l'episodio".
"Noi ieri abbiamo gestito la ragazzina arrivata in pronto soccorso con sintomi generici, come nausea, vomito e dolori addominali - conclude Cuzzone -. Dopo il decesso, e l'evoluzione rapida e improvvisa, abbiamo chiesto alla famiglia di portare anche la mamma in ospedale perché i familiari avevano riferito che avesse gli stessi sintomi. Abbiamo cercato di giocare un po’ d'anticipo, ma questo anticipo non è bastato. Il padre è attualmente ricoverato da noi, in rianimazione, ha una buona stabilità. In caso di evoluzione lo trasferiremo in un centro di riferimento, come lo Spallanzani di Roma o l'ospedale di Napoli".