Quasi un milione di persone ha trascorso il periodo di Natale con l’influenza. Nella settimana tra il 15 e il 21 dicembre ci sono stati 950mila contagi secondo il rapporto appena uscito di RespivirNet, che monitora le infezioni respiratorie in Italia ed è curato dall’Istituto Superiore di Sanità. “Stiamo attraversando una stagione impegnativa. E’ cominciata in anticipo rispetto agli anni scorsi e i contagi continuano ad aumentare molto. La circolazione sarà sostenuta almeno per tutto gennaio. Alla fine conteremo probabilmente più casi rispetto alle stagioni precedenti” spiega Alessandro Rossi, presidente della Società Italiana di Medicina.
Più di 20mila persone, sempre nella settimana precedente al Natale, hanno cercato aiuto al pronto soccorso. I dati non si riferiscono a tutte le Regioni italiane, ma permettono di fare il confronto con la stessa settimana dell’anno scorso, quando ai reparti di emergenza per colpa delle infezioni respiratorie si erano rivolti 15mila pazienti. Il rapporto poi fotografa la situazione alla vigilia delle feste, che tra baci, abbracci e ore trascorse insieme al chiuso sono una manna per i virus.
“Dalle telefonate che riceviamo in studio possiamo già parlare di un ulteriore aumento dei casi” conferma Rossi. Molto più contenuti restano i contagi da Covid. All’inizio dell’autunno rappresentavano il 15% delle persone colpite da infezioni respiratorie. Oggi sono scesi sotto al 5% ed è una buona notizia, visto che Sars-Cov2 sta prendendo di mira soprattutto gli anziani. “Mentre l’influenza è un virus fortemente stagionale, il Covid lo è solo parzialmente. Ci accompagna ormai in modo subliminale per tutto l’anno”.
I due virus protagonisti
Ad alimentare il fuoco dell’influenza sono due virus. Il più diffuso è H3N2, che ha dato vita a una stagione intensa in Oceania durante lo scorso inverno australe, ha spazzato con forza il Giappone e la Corea del Sud già nelle prime settimane dell’autunno portando addirittura alla chiusura di alcune scuole, e imperversa oggi in Europa. La sua capacità di mutare rapidamente ha portato alla diffusione della variante K, capace con le sue mutazioni di sfuggire in parte al vaccino. “Vaccinarsi resta però una buona idea, per ridurre la severità dei sintomi” spiega Rossi. “Anche se siamo in là con la stagione, bastano una decina di giorni perché la protezione sia efficace”.
Il secondo virus molto diffuso al momento è H1N1 e contro di lui il vaccino resta sempre protettivo. “E’ particolarmente insidioso per gli anziani” dice Rossi. “La variante K ha invece la caratteristica di essere molto contagiosa e di circolare molto fra i bambini”. Se nella media della popolazione i contagiati sono 17,1 su mille (la settimana scorsa erano 14,7), nella fascia d’età tra 0 e 4 anni raggiunge il livello di 50.
L’anno scorso in totale i malanni di stagione hanno colpito 16 milioni di persone: una cifra record. Quest’anno però è stato modificato il metodo di conteggio dei casi. Sarà difficile fare un confronto diretto usando la statistica, ma il polso dei medici, l’accesso ai dipartimenti di emergenza, l’avvio precoce e l’andamento ripido della curva sono tutti indicatori chiari. “Ci stiamo avvicinando al picco dei casi” commenta Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. “Lo toccheremo verosimilmente nelle prossime settimane, durante le quali ci aspetta una circolazione ancora sostenuta dei virus respiratori”.
L’influenza aviaria
L’influenza aviaria infine, un virus che circola in modo rampante fra gli animali e di cui si teme il passaggio anche alla nostra specie, resta diffusa negli allevamenti. Non sono stati registrati però casi fra gli esseri umani. “Al 22 dicembre 2025 – conclude il rapporto RespiVirNet – sono stati notificati 32 focolai in allevamenti avicoli sul territorio nazionale, confermando la Lombardia come la regione maggiormente colpita”.