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Travolse e uccise una famiglia in vacanza nel Bellunese, Angelika Hutter investita: è in fin di vita

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La giovane designer tedesca era appena fuggita dalla struttura sanitaria in cui stava scontando la pena di 4 anni e 8 mesi per triplice omicidio stradale. Nel 2023 con la sua auto piombò su un padre che spingeva il passeggino con il figlio. Morirono il bimbo di due anni, il papà e la nonna
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Chissà dove pensava di andare Angelika Hutter domenica pomeriggio quando, dopo essersi infilata in una siepe, ha scavalcato la recinzione della comunità sanitaria di Ronco dell'Adige dove stava scontando la sua pena ed è stata investita da un'auto che l'ha presa in pieno riducendola in fin di vita. Quasi una sorta di pena del contrappasso per la giovane donna che due anni e mezzo fa distrusse una famiglia in vacanza nel Bellunese travolgendo con la sua auto un papà che spingeva un passeggino e insieme alla moglie e ai suoceri stava andando a un mercatino. Era il 6 luglio del 2023 e così morirono il piccolo Mattia Antonello, che non aveva neanche due anni, suo padre Marco, 47 anni, e la nonna Maria Grazia Zuin di 67 anni. Salvi per miracolo la mamma del piccolo, Elena Ponente, e suo padre Lucio risparmiati dall'impatto perché camminavano appena dietro.

Per quale motivo Angelica Hutter, 34enne designer tedesca che da un paio di mesi andava in giro tra Veneto e Alto Adige con una macchin…

Chissà dove pensava di andare Angelika Hutter domenica pomeriggio quando, dopo essersi infilata in una siepe, ha scavalcato la recinzione della comunità sanitaria di Ronco dell'Adige dove stava scontando la sua pena ed è stata investita da un'auto che l'ha presa in pieno riducendola in fin di vita. Quasi una sorta di pena del contrappasso per la giovane donna che due anni e mezzo fa distrusse una famiglia in vacanza nel Bellunese travolgendo con la sua auto un papà che spingeva un passeggino e insieme alla moglie e ai suoceri stava andando a un mercatino. Era il 6 luglio del 2023 e così morirono il piccolo Mattia Antonello, che non aveva neanche due anni, suo padre Marco, 47 anni, e la nonna Maria Grazia Zuin di 67 anni. Salvi per miracolo la mamma del piccolo, Elena Ponente, e suo padre Lucio risparmiati dall'impatto perché camminavano appena dietro.

Per quale motivo Angelica Hutter, 34enne designer tedesca che da un paio di mesi andava in giro tra Veneto e Alto Adige con una macchina a noleggio in cui mangiava e dormiva, abbia investito a 160 chilometri all'ora la famiglia che in fila indiana camminava tranquillamente su un marciapiede, non si è mai davvero capito.

Probabilmente in preda a un attacco d'ira incontrollato dopo una lite con una persona, si era messa al volante ed era partita sgommando ad alta velocità. Qualche giorno prima era già stata notata e denunciata a Bolzano dalle forze dell'ordine che in quella macchina piena di coperte e cibo avevano trovato oggetti «atti ad offendere», come risulta nella denuncia. «Sono disoccupata, sono qui perché sto facendo un giro in Italia», la vaga giustificazione data dalla donna originaria di un land della Baviera riguardo alla sua presenza.

Di certo, stabilì poi il giudice, non era nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, come ha dimostrato una perizia che le ha riconosciuto la seminfermità mentale.

Una condizione che, per quel triplice omicidio stradale, le ha consentito di patteggiare una pena molto bassa, quattro anni e otto mesi, da scontare non in carcere ma in una comunità sanitaria di recupero per persone affette da patologie psichiatriche.

Da la casa "Don Girelli" di Ronco all'Adige, in provincia di Verona, dove era stata mandata a marzo 2024, Angelika Hutter si era allontanata di nascosto domenica scorsa qualche decina di minuti prima dell'incidente. Le telecamere della struttura l'avevano ripresa mentre attraversava una siepe e scavalcava la recinzione. I titolari della comunità avevano appena fatto a tempo a dare l'allarme ai carabinieri e al giudice di sorveglianza quando è arrivata notizia dell'impatto tra una berlina guidata da un anziano e la giovane donna, rimasta a terra in gravi condizioni.

Al pronto soccorso Angelika Hutter è arrivata in codice rosso e da tre giorni combatte per la vita nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Verona.

«La nostra — ha spiegato Giuseppe Ferro, direttore della comunità — è una struttura sanitaria, cura le persone e non le "contiene". Durante la pausa pomeridiana Angelika è entrata dentro una siepe e ha scavalcato la recinzione. Non c'erano segnali evidenti ma probabilmente c'era una situazione stressante, per lei come per tutti i pazienti psichiatrici che seguiamo, magari acuita dal periodo festivo».

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