✕

Crans Montana, scendono a sei gli italiani dispersi. Alcuni sono minorenni. Ecco i primi nomi

(reuters)

Ascolta l'audio

Il ministro degli Esteri Tajani: “Ho parlato con le famiglie, domani sarò in Svizzera”. Tredici i connazionali feriti. La testimonianza di alcuni ragazzi: “Dentro c’era una comitiva di milanesi che conosciamo, erano almeno venti”
2 minuti di lettura

Sono rimasti in sei a non rispondere ancora al telefono e a non dare notizie alle famiglie. Alcuni di loro sono giovanissimi, anche minorenni. Diversi quelli che arrivavano da Milano. Dei diciannove dispersi sulla lista dell’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, nelle ultime ore tredici sono stati trovati in diversi ospedali.

È per questo che il ministro degli Esteri Antonio Tajani che già domani sarà a Crans Montana mantiene prudenza sui nomi degli italiani coinvolti nell’esplosione in Svizzera: l’ultimo bilancio sei dispersi e tredici i feriti , tre dei quali arrivati nel pomeriggio al Niguarda di Milano, una ragazza di 29 anni e due minorenni di 16 anni. «Sono intubati e hanno ustioni sul 34-40% del corpo», ha detto l’assessore lombardo al welfare Guido Bertolaso.

Sono rimasti in sei a non rispondere ancora al telefono e a non dare notizie alle famiglie. Alcuni di loro sono giovanissimi, anche minorenni. Diversi quelli che arrivavano da Milano. Dei diciannove dispersi sulla lista dell’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, nelle ultime ore tredici sono stati trovati in diversi ospedali.

È per questo che il ministro degli Esteri Antonio Tajani che già domani sarà a Crans Montana mantiene prudenza sui nomi degli italiani coinvolti nell’esplosione in Svizzera: l’ultimo bilancio sei dispersi e tredici i feriti , tre dei quali arrivati nel pomeriggio al Niguarda di Milano, una ragazza di 29 anni e due minorenni di 16 anni. «Sono intubati e hanno ustioni sul 34-40% del corpo», ha detto l’assessore lombardo al welfare Guido Bertolaso.

Dall’unità di crisi allestita a Crans Montana arrivano i primi nomi grazie alle segnalazioni delle famiglie.

Tra i dispersi Riccardo Minghetti, 16 anni, milanese, Chiara Costanzo, 16 anni, milanese anche lei, Giovanni Tamburi, 16 anni, ed Emanuele Galeppini, 17 anni di Genova. Tra gli altri ragazzi che non si trovano altri due minorenni.

In ospedale, con gravi ustioni, altri cinque italiani: Eleonora Palmieri, 29 anni, di Cattolica, Manfredi Marcucci, 16 anni di Roma e Giuseppe Giola, 16 anni di Milano sono stati trasportati dall’ospedale di Sion a Milano, Francesca Nota (all’ospedale di Zurigo) che è la più grave. Milanese, 16 anni appena, è in coma. Le sue condizioni non consentono il trasporto in Italia.

Tajani oggi in Svizzera

Tajani ha parlato personalmente con i familiari dei ragazzi dispersi e con quelli dei feriti e ribadisce che l’Ambasciata e il consolato italiano sono a disposizione di chiunque avesse necessità di ritrovare i propri cari.

Dalle prime ore della mattina, appena si è diffusa la notizia del disastro, il centralino della Farnesina e i numeri messi a disposizione dall’unità di crisi sono stati presi d’assalto da famiglie italiane che non riuscivano a mettersi in contatto con i loro cari che sapevano in vacanza a Crans Montana, quasi tutti ragazzi. Poi, per fortuna, moltissimi nomi sono stati depennati dalla lista man mano che i giovani, che nella tarda mattinata dormivano ancora dopo aver festeggiato l’arrivo dell’anno nuovo altrove, si svegliavano e si rendevano conto di quello che era avvenuto.

Chi sono i dispersi

Ma via via che passano le ore il quadro dei dispersi si va definendo: sono giovani partiti da Bologna, Milano, Genova. Quasi tutti i corpi delle persone rimaste intrappolate nel pub sono carbonizzati, da qui la difficoltà nell’identificazione. «Potrebbero volerci molti giorni», spiegano le autorità.

La testimonianza

Tra gli italiani in salvo c’è anche un giovane di Stresa, Martino Forte. La sua testimonianza in video è stata pubblicata sulla pagina Facebook di Vco Azzurra Tv, emittente locale di Verbania. "Fortunatamente - dice il giovane che è in Svizzera insieme ad alcuni amici - dopo aver festeggiato la mezzanotte in piazza, abbiamo deciso di tornare a casa nonostante fossimo passati davanti al locale più di una volta nel corso della serata". "La città - racconta Martino - in questo momento vive un silenzio che si può dire assordante perché effettivamente non ci sono parole per descrivere il dolore che può provare una comunità, soprattutto per la giovane età dei ragazzi che si trovavano all'interno del club".

La comitiva di ragazzi milanesi

Salvi anche tre giovanissimi milanesi, uno dei quali figlio di una persona che lavora a Crans Montana . «Siamo venuti qui a passare le vacanze di fine anno. Ieri sera eravamo in fila lì davanti cercando di entrare, poi alla fine abbiamo optato per un altro locale, ma lì dentro c’erano almeno una ventina di ragazzi milanesi che conosciamo: tre sappiamo che sono feriti, uno in terapia intensiva, degli altri non sappiamo ancora nulla”.

Leggi i commenti