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Il bodyguard eroe, la cameriera e i giovani calciatori. Le storie dei dispersi di Crans-Montana

Decine di famiglie cercano ancora i loro cari. Sono soprattutto ragazzini, ma c’è anche lo staff del locale rimasto fino all’ultimo per tentare di soccorrere i ragazzi intrappolati
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Quasi la metà di una giovanile di calcio, il bodyguard eroe, un’intera tavolata di ragazzini di cui non si sa nulla, cameriere e personale dello staff. Sono passate quasi quaranta ore dal rogo che ha divorato il bar Le Constellation a Crans-Montana, ma fra parenti e amici non si è spenta la speranza di ritrovare i cari dispersi. Appelli su Facebook, X, Instagram, dove è nata una pagina dedicata esclusivamente agli avvisi di ricerca dei dispersi, TikTok, gruppi Whatsapp, rilanciati da media piccoli e grandi. Sui social rimbalzano le immagini di decine di ragazzini: sembrano istantanee di una gita di classe, rischiano di essere necrologi.

Lo temono a Lutry, cittadina di meno di diecimila abitanti non troppo distante da Crans, oggi in angoscia. Quella sera, dodici ragazzini fra i sedici e i diciotto anni, tutti giovani promesse della squadra di calcio locale, il Fc Lutry, erano al bar Le Constellation per festeggiare il capodanno. Due sono stati individuati fra i feriti ricoverati negli …

Quasi la metà di una giovanile di calcio, il bodyguard eroe, un’intera tavolata di ragazzini di cui non si sa nulla, cameriere e personale dello staff. Sono passate quasi quaranta ore dal rogo che ha divorato il bar Le Constellation a Crans-Montana, ma fra parenti e amici non si è spenta la speranza di ritrovare i cari dispersi. Appelli su Facebook, X, Instagram, dove è nata una pagina dedicata esclusivamente agli avvisi di ricerca dei dispersi, TikTok, gruppi Whatsapp, rilanciati da media piccoli e grandi. Sui social rimbalzano le immagini di decine di ragazzini: sembrano istantanee di una gita di classe, rischiano di essere necrologi.

Lo temono a Lutry, cittadina di meno di diecimila abitanti non troppo distante da Crans, oggi in angoscia. Quella sera, dodici ragazzini fra i sedici e i diciotto anni, tutti giovani promesse della squadra di calcio locale, il Fc Lutry, erano al bar Le Constellation per festeggiare il capodanno. Due sono stati individuati fra i feriti ricoverati negli ospedali svizzeri, ma almeno di altri cinque non si ha ancora alcuna notizia. “Il Fc Lutry è profondamente scosso dal dramma avvenuto a Crans-Montana. Alcuni membri della nostra comunità sono stati profondamente toccati da questa tragedia. Il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie”, si legge sul profilo Instagram della società. “Al momento, il club rimane concentrato sul sostegno alle famiglie e ai ragazzi”, chiariscono, annunciando che non ci saranno ulteriori commenti o interventi. Un altro calciatore, Eliot Thelen, appena 18 anni, figlio di Carlo Thelen, il presidente della Camera di commercio di Lussemburgo, oggi nella primavera del Pescara, in passato anche lui come Tahirys Dos Santos in forza al Metz, è fra i feriti, ma le sue condizioni non sono gravi.

Quella della giovanile del Lutry non è l’unica tavolata inghiottita dal rogo. “Non ho notizie di mio figlio da trenta ore, non so se è vivo, in che ospedale sia, in che cantone sia, in che Paese sia” dice Laetitia, di origine francese, madre di un ragazzino di sedici anni che sembra sparito nel nulla. La speranza è di trovarlo fra i feriti smistati in fretta fra i vari ospedali, anche oltre confine.

Adesso che 113 dei 119 ustionati sono stati identificati, la speranza sta nelle liste che le autorità stanno iniziando a diffondere fra congiunti e familiari: 71 sono svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi,1 bosniaco, 1 belga, 1 lussemburghese, 1 polacco, 1 portoghese, di 14 invece non si conosce ancora la nazionalità. Si fa ricorso all’aritmetica per misurare la possibilità statistica che il proprio caro non sia fra quei 40 corpi carbonizzati a cui solo l’esame del dna restituirà piena identificazione.

E intanto si continua a cercare, aggrappandosi anche a ogni singolo tatuaggio ricordato per cercare informazioni. “La ragazza a sinistra ha diversi tatuaggi: il simbolo dell’infinito, "C,L,A,N" dietro la spalla destra, il profilo della Thailandia sulle costole, un serpente sulla coscia, un triangolo con una palma e un gatto e per un aereo dietro l'orecchio”, scrive Lenny che sui social cerca Noemi Dabin, una delle cameriere del locale. Con lei c’era un’amica, Pauline. Una delle due è stata ricoverata a Zurigo, dell’altra non si hanno notizie.

“Ha salvato diversi ragazzi aiutandoli a uscire dalla sala di sotto, se qualcuno ha notizie di lui ci avvisi”, scrivono gli amici di Stefan, uno dei bodyguard in servizio quella notte, che sarebbe sceso nell’inferno da cui tutti cercavano di scappare per salvare più ragazzi possibile. “Da quella notte – scrivono gli amici – non sappiamo nulla di lui”.

I familiari di Amelie Pralong cercano disperatamente notizie, si rivolgono a lei sui social: “Amelie, dove sei?”. La ragazza, 22 anni era con due amiche al bar Le Constellation. “Noi continuiamo a sperare, siamo pieni di speranza. Ci aiuta a superare qualsiasi prova affrontiamo. La speranza è chiaramente più forte della morte", ha detto il nonno di Amilie ai microfoni di Bfm.

“Ma sappiamo anche di dover essere pronti ad accettare una situazione più difficile; non dobbiamo sognare, dobbiamo essere realisti di fronte a una tragedia come questa”. Alcuni hanno smesso di cercare. Lo suggeriscono i post di ricerca che rimangono muti e l’amministratore della pagina Instagram, diventato un informale centro di coordinamento ricerche, che ricorda: “non insistete, per le famiglie è dura dire che non c’è più nulla da fare”.

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