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Una scintilla e l’assenza di aria. Ecco come si scatena il flashover

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“Il locale si è trasformato in un attimo in una palla di fuoco, senza luoghi sicuri dove fuggire” spiegano Giovanni Bellomia, ingegnere dei Vigili del Fuoco, e Valeria Di Sarli, dirigente di ricerca del Cnr
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Cos’è un flashover?

I video mostrano il locale avvolto in una palla di fuoco e le autorità del Canton Vallese parlano di un flashover. «Si tratta di un termine tecnico. Indica un incendio in cui tutti i materiali combustibili presenti in un locale bruciano istantaneamente e contemporaneamente. Perché avvenga è necessario che il soffitto raggiunga i 600-650 gradi di temperatura. È una condizione molto particolare, difficile da raggiungere» spiega Giovanni Bellomia, ingegnere e dirigente funzionario dei Vigili del Fuoco a Ragusa, autore di vari manuali di prevenzione antincendio.

Cosa potrebbe averlo innescato?

«Non sempre la combustione produce fiamme visibili: la sigaretta ne è un esempio», spiega Valeria Di Sarli, dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del Cnr. «Una piccola sorgente di calore, come una candelina scintillante, può innescare una combustione che inizialmente è quasi impercettibile. Il calore accumulato riscalda…

Cos’è un flashover?

I video mostrano il locale avvolto in una palla di fuoco e le autorità del Canton Vallese parlano di un flashover. «Si tratta di un termine tecnico. Indica un incendio in cui tutti i materiali combustibili presenti in un locale bruciano istantaneamente e contemporaneamente. Perché avvenga è necessario che il soffitto raggiunga i 600-650 gradi di temperatura. È una condizione molto particolare, difficile da raggiungere» spiega Giovanni Bellomia, ingegnere e dirigente funzionario dei Vigili del Fuoco a Ragusa, autore di vari manuali di prevenzione antincendio.

Cosa potrebbe averlo innescato?

«Non sempre la combustione produce fiamme visibili: la sigaretta ne è un esempio», spiega Valeria Di Sarli, dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del Cnr. «Una piccola sorgente di calore, come una candelina scintillante, può innescare una combustione che inizialmente è quasi impercettibile. Il calore accumulato riscalda l’ambiente e fa degradare i materiali combustibili, liberando gas infiammabili. Questi gas, soprattutto in locali chiusi senza ricambio d’aria, si raccolgono verso il soffitto e al minimo innesco possono scatenare una combustione improvvisa e totale, che avvolge tutto e non lascia tempo né zone sicure dove fuggire: è il fenomeno del flashover. Diversamente da un’esplosione, il flashover può produrre fiammate violente, temperature estreme e rompere vetri per l’eccessivo calore».

Quanto sono pericolosi i fuochi pirotecnici nei locali al chiuso?

«Da Vigile del Fuoco mi sono trovato davanti a una scena simile un anno fa: un locale che ospitava una festa a Ragusa distrutto dalle fiamme in pochi minuti» racconta Bellomia. «Siamo arrivati subito, ma le candeline scintillanti avevano incendiato i festoni e gli addobbi appesi al soffitto. Il fuoco si è propagato in tempi rapidissimi e ha divorato tutto l’edificio. A volte per le feste si usano locali certificati come ristoranti adibiti a sale da ballo, ma per i locali di pubblico spettacolo sono previste precauzioni più stringenti».

Quali sono queste precauzioni?

«Arredi, tende, divani. Ogni oggetto deve rispondere a norme precise» spiega l’ingegnere dei Vigili del Fuoco. «Al cinema per esempio ci sediamo su poltrone progettate per non essere incendiabili. Lo stesso vale per i materassi degli alberghi. Se ci cade una sigaretta, si forma un buco ma non vanno a fuoco. Non ci facciamo attenzione, ma nei locali di pubblico spettacolo si fa molta prevenzione. Spesso a fare la differenza fra un incendio senza vittime e una tragedia è la gestione dell’evacuazione e delle uscite di sicurezza».

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