E’ partita l’operazione per trasferire i sopravvissuti alla strage di Crans Montana negli ospedali europei, per alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie svizzere e avvicinare a casa i pazienti, prevalentemente in gravi condizioni. L’obiettivo è quello di spostare già oggi 24 persone, tra le quali 5 italiani destinti ai centri ustioni del nostro Paese: uno però per ora non è trasportabile, gli altri 4 viaggiano verso Milano. Nel primo pomeriggio al Niguarda è arrivato il primo di loro, un giovane di 15 anni proveniente da Berna.
La struttura europea
La Svizzera già da ieri ha attivato la struttura di protezione civile europea che ha sede a Bruxelles, l’Emergency response coordination center (Ercc), ed è a disposizione degli Stati che hanno bisogno di aiuto in situazioni di emergenza. Questa mattina si è svolta una riunione tra i rappresentanti dei vari Paesi dai quali provengono i feriti per stabilire dove ricoverarli. Quattro di loro andranno in Belgio, otto in Francia, s…
E’ partita l’operazione per trasferire i sopravvissuti alla strage di Crans Montana negli ospedali europei, per alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie svizzere e avvicinare a casa i pazienti, prevalentemente in gravi condizioni. L’obiettivo è quello di spostare già oggi 24 persone, tra le quali 5 italiani destinti ai centri ustioni del nostro Paese: uno però per ora non è trasportabile, gli altri 4 viaggiano verso Milano. Nel primo pomeriggio al Niguarda è arrivato il primo di loro, un giovane di 15 anni proveniente da Berna.
La struttura europea
La Svizzera già da ieri ha attivato la struttura di protezione civile europea che ha sede a Bruxelles, l’Emergency response coordination center (Ercc), ed è a disposizione degli Stati che hanno bisogno di aiuto in situazioni di emergenza. Questa mattina si è svolta una riunione tra i rappresentanti dei vari Paesi dai quali provengono i feriti per stabilire dove ricoverarli. Quattro di loro andranno in Belgio, otto in Francia, sette in Germania e appunto cinque in Italia.
I feriti che rientreranno in Italia
Era stata chiesta la disponibilità di letti agli ospedali del Piemonte, della Liguria, della Toscana, dell’Emilia-Romagna, della Lombardia e del Veneto. Alla fine però si usera solo il Niguarda di Milano, dove ieri sono arrivati tre feriti e oggi ne sono attesi quattro. Le operazioni di trasporto sono state un po’ complicate da problemi meteo che rendono più complicato l’uso degli elicotteri. Si è valutata quindi anche la possibilità di utilizzare le ambulanze per spostare gli ustionati.
Pazienti fragili
Si tratta di pazienti fragili, appunto intubati, per i quali bisogna organizzare trasferimenti protetti. necessaria la presenza di un rianimatore, di un infermiere esperto di terapia intensiva e nei mezzi devono esserci tutti i macchinari necessari all’assistenza intensiva di un malato così critico. Gli ustionati richiedono un’assistenza di alta specializzazione, anche perché le loro condizioni di salute tendono a peggiorare nel tempo. Uno dei grandi rischi che corrono è quello infettivo.