Cronaca

Ustioni profonde e shock. La corsa per salvare i sopravvissuti alle fiamme

Un elicottero decolla dall'ospedale Niguarda

Un elicottero decolla dall'ospedale Niguarda

 (reuters)
Quattordici ricoverati, alcuni molto gravi. Dopo l’appello della Svizzera, operativi Protezione civile, medici e psichiatri italiani
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CRANS-MONTANA – Salgono a quattordici i feriti italiani, il bilancio è rimasto stabile a 13 per due giorni, ieri in serata la Farnesina ha comunicato che c’è un altro connazionale. «Ma tutto può cambiare di ora in ora», filtra dalle autorità elvetiche che procedono con cautela. Alcuni giovani sono gravissimi e non possono essere trasportati, sette dovranno rimanere ancora in Svizzera, principalmente nell’ospedale di Zurigo. Fino a tarda sera, ambasciata e Farnesina mantenevano il riserbo sulle loro identità. Poi hanno diramato la lista aggiornata.

A Ginevra c’è Leonardo Bove, attaccante classe 2009 della squadra sportiva dilettantistica Franco Scarioni, che aveva appena chiuso il girone d’andata di under 17 con nove gol in tredici partite. Nello stesso ospedale risulta anche Kean Taser Talingdan.

È ricoverata invece a Zurigo in gravi condizioni Elsa Rubino, 15 anni, originaria di Biella, in Piemonte, studentessa del liceo linguistico. A quanto si apprende Elsa è riuscita a fuggire dal locale, al divampare delle fiamme, riportando grandi ustioni. Nella lista dei nomi della Farnesina e ricoverate a Zurigo anche Alessandra Galli Demin e Francesca Nota. A Losanna risultano invece Sofia Donadio e Luca Blatti. Altri sette giovani si trovano al Niguarda di Milano, quattro di questi sono stati trasportati ieri: due ragazzi trasferiti da Losanna, uno che era ricoverato a Berna e uno da Ginevra.

La protezione civile fa sapere che le ustioni dei giovani italiani «hanno vari livelli di gravità, per alcuni di loro è stato necessario attendere la loro trasportabilità».

Nel frattempo la macchina degli aiuti resta in movimento: gli svizzeri hanno chiesto medici specializzati e psicologi e il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci ha firmato il decreto per consentire a tutte le strutture regionali di poter intervenire con uomini e mezzi.

L’Italia si è resa disponibile ad accogliere feriti di altre nazionalità. «Le autorità elvetiche hanno chiesto ai paesi di dare disponibilità di posti letto e aiuto anche per il trasporto - spiega Luigi D’Angelo responsabile emergenze del dipartimento Protezione Civile arrivato a Crans-Montana con il ministro degli Esteri Antonio Tajani - Abbiamo immediatamente risposto a questo appello e attivato la centrale remota delle operazioni di soccorso. Le autorità chiederanno il trasferimento di circa 60 pazienti che andranno perlopiù in Germania, Belgio e Francia. Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni».

C’è anche un team medico giunto dalla Lombardia che sta operando all’ospedale di Losanna, e una squadra di psicologi della Valle d’Aosta a Crans-Montana che si occuperanno di supportare i familiari e i feriti dell’incendio di Capodanno.

In questo momento le informazioni non sono ancora complete e risultano divergenze: non combaciano per esempio i numeri diramati dalla Farnesina sui 14 feriti italiani e quelli delle autorità elvetiche che ne contano invece 11. L’ambasciata sostiene che questa differenza si spiega col fatto che «gli svizzeri identificano uno ad uno i feriti e le procedure richiedono più tempo, la nostra lista è stata invece redatta sulla base delle segnalazioni dei familiari».

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