CRANS-MONTANA – Il pellegrinaggio verso la cappella di Saint-Christophe di Crans-Montana, dove viene celebrata la messa dedicata alle decine di giovani vittime della strage di Capodanno, comincia prestissimo. Un'ora prima della funzione la chiesa è stracolma, non ci sono più posti a sedere, tanta gente viene bloccata all'ingresso dalla polizia. "Full", tutto pieno, ripete la polizia cantonale. Sono più di mille le persone presenti. Altoparlanti e uno schermo permettono di seguire la cerimonia nella piazza davanti alla chiesa.
“Il cuore spezzato”
Alle 10 in punto il rintocco delle campane, il vescovo di Sion Jean-Marie Lovey, che celebra la funzione, parla tutte le lingue delle comunità colpite da un dolore così grande, accarezzando con le parole le famiglie delle vittime e dei giovani dispersi, che non si sono ancora riusciti a identificare, provando a raccogliere le loro paure, le loro grida disperate. "Oggi siamo tutti col cuore spezzato", esordisce il vescovo. Che poi legge un messaggio di papa Leone che esprime solidarietà alle vittime di questa immane tragedia e alle loro famiglie. “Il Papa si unisce al nostro dolore con parole commoventi”, dice, “e desidera manifestare la sua compassione e sollecitudine alle famiglie e sostenere coloro che soffrono".
“Crans-Montana come Gerusalemme”
"Crans-Montana è divenuta come una Gerusalemme", prosegue il vescovo. “Vedete, sulle nebbie che coprono la terra, il profeta nell'Antico Testamento vedeva sorgere una luce, l'uomo non è fatto per le tenebre e per la morte, è la luce che cerca. La luce che vedranno anche i nostri ragazzi divenuti i figli di tutti".
La solidarietà globale
Alla funzione sono presenti anche il vescovo di Losanna, Ginevra e Friborgo Charles Morerod e il vescovo di Coira Joseph Maria Bonnemain, il pastore riformato di Montana Guy Liagre, il presidente del Consiglio sinodale vallesano, Stephan Kronbichler e quello del sinodo svizzero Gilles Cavin. Perché in questo paese del Cantone Vallese convivono diverse tradizioni, lingue e appartenenze. Ma oggi prevale la solidarietà globale per stare accanto ai "fratelli e sorelle che hanno perso il bene più prezioso", un figlio o una figlia con tutta la vita ancora da vivere, da ascoltare, da accompagnare lungo il cammino.
Il lutto nazionale
La confederazione elvetica ha intanto indetto una giornata di lutto nazionale per venerdì 9 gennaio in ricordo delle vittime dell'incendio del bar Le Constellation. Alle 14 è previsto un minuto di silenzio e le campane delle chiese suoneranno in tutta la Svizzera.