Si celebrano oggi i funerali di cinque delle sei vittime italiane della strage di Crans-Montana in Svizzera, dove l'incendio nella notte di Capodanno del bar Le Constellation ha causato la morte di 40 persone. Alle 11 a Roma nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’Eur ci sono state le esequie di Riccardo Minghetti, 16 anni. Nello stesso orario a Bologna il ricordo per Giovanni Tamburi nella cattedrale di San Pietro, mentre a Milano alle 14.45 i funerali di Chiara Costanzo, 16 anni nella basilica di Santa Maria delle Grazie e Achille Barosi, 16 anni nella basilica di Sant'Ambrogio. Il funerale di Sofia Prosperi, la vittima più giovane, sarà invece celebrato a Lugano dal vescovo Alain de Reamy nella cattedrale di San Lorenzo. Un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane.
- I funerali in diretta video
- Giovanni Tamburi, la mamma: “Stringo la sua felpa per sentirlo vicino”
- Il dolore dei genitori di Emanuele Galeppini:“Sul corpo niente ustioni, vogliamo la verità”
Giovanni Tamburi, la madre: “Ho perso un pezzo di me stessa”
"Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio. Credo che lui ne è molto felice, perché ci guarda". Ha commentato così l'affluenza di persone per il funerale del figlio, la madre di Giovanni Tamburi, Carla Masiello, fuori dalla Cattedrale di San Pietro a Bologna prima della celebrazione. "Sarebbe stato impossibile trovare una foto di Giovanni senza sorriso, perché sorrideva sempre", ha poi detto la madre del 16enne bolognese tra le vittime nell'incendio a Crans-Montana. "Ho perso un pezzo di vita, ho perso un pezzo di me stessa. Devo andare avanti per gli altri figli - ha aggiunto -. Penso che il Signore abbia compiuto un miracolo perché non era sfigurato. Quindi, è proprio rimasto un angelo". "Adesso penso a piangere mio figlio poi io confido che giustizia sia fatta però non riesco ancora a pensare a questo - ha proseguito -. Fa paura il fatto che possano succedere cose simili in qualsiasi paese, ma soprattutto in un paese come la Svizzera, che è così rigido sulle regole". Riguardo alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, Masiello ha spiegato che "è stata meravigliosa. Mi ha chiamato, si sentiva la partecipazione, mi ha promesso 'tuo figlio te lo trovo'. Ringrazio anche l'onorevole Lucia Borgonzoni, che mi è stata vicina, il cardinale Zuppi, monsignor Ottani, che da Gerusalemme si è sempre tenuto in contatto, ha celebrato delle messe per Giovanni. E don Stefano Greco, che è il mio padre spirituale ed era il padre spirituale di Giovanni, che ha amato tantissimo Giovanni e l'ha visto crescere". "Ho una fortissima fede che mi sostiene - ha concluso la madre di Giovanni - Se il Signore l'ha voluto, forse ha voluto preservarlo dai dolori della vita. Non diventerà mai vecchio, non si ammalerà mai e non avrà sofferenza. Il Signore prende a sé a quelli che ha più cari".
Padre Chiara Costanzo: "Chi ha calpestato regole paghi"
"Abbiamo bisogno di sapere che le indagini verranno effettuate con scrupolo, senza cercare di insabbiare nulla ma facendo luce sulla verità e sulle responsabilità. E a quel punto condannando chi ha permesso che i nostri figli entrassero in un posto non idoneo". Lo ha detto Andrea Costanzo, padre di Chiara, una delle giovani vittime di Crans Montana, al termine dei funerali a Milano. "E' una giustizia che dobbiamo a tutti i nostri ragazzi - ha aggiunto -. La devo a Chiara in particolare, perché lei aveva un grandissimo senso di giustizia. Qualcuno ha calpestato le regole probabilmente, le regole del vivere civile, e dobbiamo fare in modo che chi è stato superficiale cambi mestiere". Prima della cerimonia Costanzo ha avuto un colloquio col ministro Giuseppe Valditara, al quale ha espresso il desiderio che lo Stato si costituisca parte civile al processo sull'incendio di Capodanno a Crans Montana. "Non sono un tecnico e non so quali siano i passi procedurali, ma desidererei che l'Italia si costituisse parte civile", ha dichiarato l'uomo, ad ogni modo "chiedo che il Governo faccia tutto ciò che è in suo potere per fare emergere la verità, se questo vuol dire costituirsi parte civile auspico che venga fatto".
Zuppi per addio a Tamburi: “Sembra incredibile, siamo fatti per vivere”
"Dare l'ultimo saluto sembra incredibile, pensando alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava. Ed è così, perché siamo fatti per vivere". L'arcivescovo di Bologna, card. Matteo Zuppi, impegnato a Roma n Vaticano al Concistoro con il Papa, ha inviato un messaggio in occasione dei funerali di Giovanni Tamburi. Rivolgendo un pensiero anche alle altre giovani vittime, ai tanti che porteranno a lungo le ferite, ai familiari, e pure al capotreno ucciso il 5 sera a Bologna ha aggiunto: "Sento l'unica consolazione proprio nella luce tenera del Natale, di quell'Astro del ciel che dall'enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra, accettando la debolezza e il limite umano, la nostra sofferenza, la morte. Natale non è affatto un facile sentimento a poco prezzo. Natale è luce che lotta contro le tenebre e le vince perché ama fino alla fine, perché così la nostra vita non finisca".
Padre di Chiara Costanzo: "A Meloni chiedo niente omissioni"
"La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti. Siccome non ho mai avuto la possibilità di stringerle la mano, vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni". Lo ha detto Andrea Costanzo, padre di Chiara, una delle giovani vittime di Crans Montana, al termine dei funerali a Milano. "Visto che le nostre istituzioni si sono dimostrate molto serie - ha aggiunto - sono convinto che la presidente sia con noi".
La mamma di Achille: 'Ci hai insegnato il coraggio e l'amore, tua per sempre’
"Tu, insieme ai tuoi amici, ci avete insegnato cosa sono il coraggio e l'amore. Oltre all'orrore che ho toccato con mano e sentito, ho visto la vostra enorme purezza. Hai solo sedici anni e mezzo ma eri molto più maturo e capivi tutto. Avevi la fierezza di un vero italiano, sapevi tutto sulla mafia e sul codice penale tanto che non avevi deciso ancora se fare l'architetto o il giudice. Sii fiero del tuo Paese quanto lo sono io". Lo ha detto Erica, la mamma di Achille Barosi, una delle vittime della strage di capodanno di Crans-Montana, durante i funerali di suoi figlio a Milano.
"Sono seduta sul tuo letto e ascolto la nostra canzone, che cantavano a squarciagola mentre andavamo e tornavamo da casa dei tuoi adorati nonni e di tua zia, nonché la tua seconda mamma - ha aggiunto -. La tua versione femminile è qui con l'anima. Credimi, Matilde ti ama come un'anima gemella e io mi prenderò cura di lei. Dillo a Riccardo".
"Ho avuto il privilegio e la fortuna di essere tua mamma. Sono tanto fiera di te e la tua anima è qui con me - ha proseguito -. Ti ho sempre riconosciuto come un'anima antica, folle come piace a me. Di notte io e papà dormiamo con i tuoi zainetti di quando avevi due anni, io il San Bernardo e papà la mucca". Per "spiccare il volo", ha detto ancora la mamma, "ha scelto il tuo posto del cuore, angelo mio, le tue montagne. D'altronde il posto terreno più vicino a Dio. Cioccolata (il cane di famiglia, ndr) ti ha fatto un dispetto: ti ha preso un disegno, lo ha fatto a mille pezzi e lo ha lasciato sotto la tuo scrivania. È il suo modo dispettoso, come te, di salutarti e lasciarti andare".
"Sei libero, vola amore io, hai delle ali luminosissime e saprò vederti. Mamma - ha concluso - tua per sempre".
I funerali di Emanuele Galeppini domani a Boccadasse
Il funerale di Emanuele Galeppini si terrà domani alle 11:30 nella chiesetta di Sant'Antonio, a Boccadasse, il piccolo borgo marinaro all'inizio di Corso Italia, a Genova. La notizia delle esequie, organizzate dalla società funebre del Comune di Genova, Asef, è stata autorizzata dai genitori di Emanuele. Giornalisti, cineoperatori e fotografi, come richiesto dalla famiglia, non potranno accedere alla chiesa.
L'ultimo saluto ad Achille con 'Perdutamente' di Lauro
Un mazzo di rose bianche, un lungo applauso e le note di 'Perdutamente' di Achille Lauro. Fuori dalla Basilica di Sant'Ambrogio, subito dopo i funerali, Milano ha dato il suo ultimo saluto ad Achille Barosi, una delle vittime della strage di capodanno di Crans-Montana. Mentre la bara veniva caricata sul carro funebre è partita la canzone di Lauro, già citata dalla mamma durante le esequie come uno dei loro brani preferiti che cantavano insieme.
La sorella di Chiara: “Sono così arrabbiata che sei andata via da questa terra a 16 anni”
Elena, la sorella, in lacrime chiude i ricordi in chiesa: “Chiara non posso credere che non vedrò più il tuo bellissimo sorriso, che illuminava tutte le nostre giornate. Che non potrò più chiederti consigli su tutto, dallo studio ai trucchi. Sono così arrabbiata che sei andata via da questa terra a 16 anni perché volevi festeggiare il Capodanno. Tu che avevi tanti sogni, volevi innamorarti e avere figli. Chiara del mio cuore, oggi c’è solo un grande vuoto. Ti amo tantissimo, grazie Chiara”.
Le compagne di classe di Chiara: “Con te non ci si sentiva mai giudicate”
Le compagne di classe Uma e Bea ricordano in lacrime l’amica: “Chiara, eri davvero straordinaria. Eri la colonna portante della mia vita, non so come farò senza di te. Con te non ci si sentiva mai giudicate, hai sempre ascoltato e dato i consigli migliori”. (sara bernacchia)
Chiara Costanzo, l’insegnante di ritmica: “Eri così piccola, cosi forte”
Gaia, l'allenatrice di ginnastica acrobatica, in lacrime: "Eri così piccola, così forte, ora che non ci sei più il dolore è grande, resta la gratitudine di averti avuta nelle nostre vite". (sara bernacchia)
Chiara Costanzo, il messaggio dell’insegnante: “Sei sempre stata per gli altri prima che per te stessa”
L’insegnante di latino e italiano della ragazza al Moreschi affida un messaggio al sacerdote, che lo legge: “Avremo mille occasioni per dirci tutto quello che vogliamo, ma devi sapere quanto tu sei importante per me. Ricordo il tuo altissimo senso di giustizia. Sei sempre stata per gli altri prima che per te stessa. Eri la studentessa che ogni prof vorrebbe avere. Eri il metro della mia efficacia. Sapevi portare il buonumore anche durante la noiosa lezione di metrica latina. Ora sarai tu a spiegarci il paradiso di Dante, a guardarci dall’alto. Non sei scomparsa, sei ovunque”. (sara bernacchia)
Lo zio di Chiara Costanzo: “Sei stata vittima di una strage assurda”
Lo zio di Chiara, Piero, si rivolge alla nipote scomparsa: “Sei stata vittima di una strage assurda, evitabile se si fossero adottate le più banali regole di sicurezza, per questo ti prometto che ci batteremo fino all’ultimo per farti avere giustizia”. “Eravamo lì con te, ricordo il tuo volto, con le braccine conserte – aggiunge la zia Marina – Starò vicino alla mamma, al papà, ai tuoi fratelli che sono devastati”. (sara bernacchia)
A Lugano chiesa gremita e rose bianche per i funerali di Sofia Prosperi
Si sono celebrati questo pomeriggio nella cattedrale di Lugano i funerali di Sofia Prosperi, la 15enne italosvizzera studentessa dell'International School di Fino Mornasco, nel Comasco, che è una delle vittime più giovani del rogo di Capodanno a Crans-Montana.
"Il pensiero - ha detto il vescovo di Lugano Alain de Raemy, in una chiesa gremitissima di ragazzi, molti dei quali stringevano una rosa bianca - va a tutti gli altri giovani che condividevano con lei la festa di Capodanno e a tutti i giovani colpiti ogni giorno dalle bombe delle guerre, da malattie incurabili, dalla disperazione del suicidio, sulle strade, sul lavoro, divorati dalla fame nell'indifferenza generale, ai giovani della strage di Crans-Montana, a chi è rimasto ferito, a chi è rimasto traumatizzato, ai defunti, ai soccorritori, ai medici, a tutti i genitori e al caro amico di Sofia, Lorenzo (Canturino, 15 anni, compagno di scuola di Sofia e tuttora ricoverato all'ospedale Niguarda con ustioni sul 40% del corpo, ndr). Tutto in noi oggi dice di no: no, non ce la facciamo, non è vero, non si può morire a 15 anni. Ma oggi Sofia vive uno sconvolgente sì, il più grande della sua vita, una vita piena ed eterna. Il più grande e bel viaggio mai immaginato".
Anche la senatrice a vita Liliana Segre ai funerali di Chiara Costanzo
Anche la senatrice a vita Liliana Segre ha deciso di partecipare ai funerali di Chiara Costanzo, una delle due giovani vittime milanesi della strage di Crans-Montana. La senatrice è arrivata poco dopo l'inizio della celebrazione nella basilica di Santa Maria delle Grazie che è gremita di persone, molte delle quali non sono riuscite ad entrare per assistere alla funzione.
Il vescovo ai funerali di Chiara Costanzo: “Oggi non cerchiamo colpe”
"Oggi non siamo qui a cercare spiegazioni o colpe, ci sarà tempo anche per questo ma non è oggi". Così monsignor Alberto Torriani, arcivescovo di Crotone ed ex rettore del Collegio San Carlo di Milano durante i funerali di Chiara Costanzo. Nella chiesa Santa Maria delle Grazie il vescovo parla ad uno ad uno ai fratelli e ai genitori di Chiara Costanzo: "Luca la vita sta bussando, non smettere di camminare e di desiderare. Elena, la fatica che vivi non deve farti paura, la vita ti vuole. Camilla vorrei dirti grazie, continua ad essere faro della tua famiglia. Andrea e Giovanni, la vita che avete consegnato a Chiara non è finita, Luca, Elena, la vita è lì. Il dolore non passerà presto, ma la vita deve avere uno sguardo di speranza, non di ottimismo. Oggi non comprendiamo tutto, ma per continuare a camminare è sufficiente pensare alla vita che comunque non muore in eterno". (zita dazzi)
Funerali di Achille Barosi, il sacerdote: “Quando tutto diventa buio, basta una piccola luce a provare di riprendere a vivere”
“Il cuore è straziato e la mente confusa, con tante domande. Perché la morte? E perché così? Perché la morte nella primavera della vita? Sono domande importanti e scomode, teniamole, non accontentiamoci di domande scomode - afferma il sacerdote dal pulpito durante i funerali di Achille Barosi - Questa liturgia prova a tenere accesa una luce. Quando tutto diventa buio e qui davvero tutto si è fatto buio non è necessario che tutti diventi luminoso, basta una piccola luce a provare di riprendere a vivere e a camminare. Vorremmo che questa luce piccola scendesse per tutti noi, per provare a riprendere a vivere, a camminare. Non lontano da qui si tengono le esequie di Chiara. Ci sentiamo in comunione con quanti stanno pregando con lei. Sono morti insieme è bello che siano consegnati tra le braccia del signore. Ricordiamo nella preghiera i feriti e le loro famiglie“. Sul sagrato sono state posizionate due corone di fiori degli amici, una dei compagni di via Settembrini e un'altra con scritto 'ti vogliamo bene' e la firma.
Sono arrivati, in rappresentanza delle istituzioni, anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo. Presente anche l'ex parlamentare del Pd Emanuele Fiano. (tiziana de giorgio)
Il vescovo al funerale di Chiara Costanzo: “L’urlo diventa preghiera”
"L'urlo che diventa preghiera è quello che ci serve oggi per consegnare Chiara", inizia così la messa del vescovo Torriani per i funerali di Chiara Costanzo alla chiesa Santa Maria delle Grazie. "Il Vangelo ci parla di passi e fermate improvvise proprio come avvenuto quel maledetto giorno a Crans-Montana. Resta solo un padre con la morte nel cuore. L’immagine di un urlo straziante, con la sensazione che la morte abbia steso il suo mantello su tutto il resto. L’urlo della vita che non vuole arrendersi di fronte a quel che è successo. Il Vangelo vi consegna un'immagine di una donna malata, allo stremo delle forze, somiglia a ciò che sentiamo oggi. La morte ci toglie la parola, le forze. Una tragedia così ci fa sentire impotenti. I discorsi retorici ci lasciano vuoti. Oggi non è il momento di cercare colpevoli, ma verrà quel giorno. Oggi dobbiamo cercare dentro di noi una parla che rimetta in circolo la vita, che si genera dall'incontro. Papà Andrea, mamma Giovanna, Camilla, Andrea, Luca: oggi questa fede cristiana sgangherata ci porta una parola che abbia il tocco dell'affidamento. Quando il desiderio diventa possesso smette di generare vita. Da soli non si regge un tale dolore, un peso del genere chiede di essere condiviso. Quando la morte arriva così, noi tutti ci sentiamo spezzati e ci viene da dire: non è giusto. Sì non lo è. Per la scuola, per la famiglia, per i medici, per Chiara. Non è giusto sapendo il forte senso di giustizia che animava i suoi pensieri e la sua vita. Che senso ha parlare ancora di futuro ai ragazzi oggi? Il senso profondo del continuare sta nel cercare il profondo bagaglio di ricchezza che porta dentro la vita”. (zita dazzi)
Chiesa già gremita, tutti in fila per l’ultimo saluto ad Achille. Il nonno: “Serve tanta fede e amore per non sprofondare nella disperazione”
Chiesa già gremita, tutti in fila per l’ultimo saluto ad Achille. "L'unica cosa che posso dire è che ci vuole solamente tanta fede e tanto amore ed essere vicini, è l'unica medicina che possiamo avere gratis per non cercare di sprofondare nella disperazione. Noi abbiamo tanto amore e tanta fede e questo ci tiene in piedi". Così Osvaldo Barosi, nonno di Achille, il sedicenne morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana, lasciando la camera ardente allestita nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano dove alle 14.45 verrà celebrato il funerale del ragazzo. "Hanno detto che Achille è tornato dentro per recuperare il telefono. Tutte balle, sono tutte balle ma poi ognuno ha la sua versione e io là non c'ero", ha concluso.
La Nuvola dell’Eur illuminata di bianco per ricordare Riccardo Minghetti
"Dalle 17 di oggi e fino alle 7 di domani mattina, La Nuvola dell'Eur sarà illuminata di bianco, in segno di vicinanza e di sentita partecipazione al cordoglio per la tragica scomparsa nell'incendio di Crans-Montana di Riccardo Minghetti, ragazzo amatissimo che viveva all'Eur, frequentava il liceo Cannizzaro e l'Eur Sporting Club, entrambe strutture di proprietà di Eur Spa. Siamo rimasti profondamente colpiti e affranti per la tragedia che ha colpito la comunità dell'Eur e di Roma". Così in una nota Eur Spa.
"Le nostre più sincere condoglianze vanno alla famiglia di Riccardo, ai suoi cari e a quelle di tutti i ragazzi che hanno perso la vita in questa assurda tragedia. Un pensiero di vicinanza profonda - prosegue Eur Spa - va a Manfredi Marcucci e a tutti gli altri ragazzi feriti, con l'augurio che possano guarire presto e tornare all'affetto dei propri cari".
Chiesa piena già un’ora prima dei funerali di Chiara Costanzo
Già un'ora prima dell'inizio del funerale, centinaia di persone affollano il piazzale davanti alla chiesa di Santa Maria alle Grazie dove alle 14,45 inizia il funerale di Chiara Costanzo, una delle 6 vittime italiane del rogo di Crans Montana. Quando il portone apre, si mettono tutti in coda e in 10 minuti la chiesa è completamente piena. In prima fila ci sono i parenti, sui banchi laterali gli alunni del collegio San Carlo, dove Chiara aveva frequentato la scuola media e dove in questi giorni è stata allestita la camera ardente. Davanti all'altare sono state posate le prime dieci corone di fiori, fra le quali ci sono quella della squadra di calcio Alcione e quella dei familiari.
Alle esequie c'è il sindaco di Milano Giuseppe Sala insieme all’assessore regionale Gianluca Comazzi , mentre il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, con la vicesindaca Anna Scavuzzo, assisterà a quelle di Achille in Sant’Ambrogio. A officiare la cerimonia è l’ex rettore del collegio San Carlo, monsignor Alberto Torriani, oggi vescovo di Crotone. (zita dazzi)
Sabato 10 gennaio consolle spente per un minuto in tutta Italia
Un minuto di silenzio in tutte le discoteche d'Italia per commemorare le giovanissime vittime della strage di Crans-Montana. Questa l'iniziativa ideata da due ex pr napoletani Alessandro e Andrea cannavale e sostenuta dal Silb-Fipe Campania, presieduta da Alessandro Esposito, che vedrà tutte le consolle spegnersi all'una di notte di sabato 10 gennaio.
"Le giovani vite spezzate non devono e non possono essere dimenticate. È fondamentale trasformare tragedie simili in momenti di consapevolezza collettiva affinché non accadono mai più". Così il deputato di alleanza verdi-sinistra Francesco Emilio Borrelli che sottolinea: "l'iniziativa di spegnere le consolle per un minuto in tutte le discoteche d'Italia è un gesto semplice ma di enorme valore simbolico che consente a tutti noi di riflettere sulla estrema gravità di quanto accaduto, anche nei luoghi di divertimento. Come è giusto che sia". "Mi auguro sia da sprone a chi opera nel settore per evitare situazioni di pericolo e alle istituzioni - aggiunge il parlamentare - per effettuare controlli più cogenti. È possibile conciliare il mondo della notte con il divertimento e la sicurezza, basta volerlo".
Applausi accompagnano il feretro di Riccardo Minghetti
Diversi applausi hanno accompagnato il feretro di Riccardo Minghetti, il giovane di 16 anni vittima della tragedia di Crans-Montana, all'uscita dalla basilica di Santi Pietro e Paolo, a Roma, dove si è svolto il funerale. Soltanto gli applausi hanno rotto per qualche istante il silenzio. Sulla bara una maglietta sportiva e una corona di rose bianche da "mamma, papà e Matilde", sua sorella. La famiglia del giovane che è stata accolta ancora una volta dagli applausi quando ha attraversato la scalinata della chiesa per raggiungere il feretro del giovane Riccardo. Ai piedi della scalinata riempita completamente dai tantissimi giovani, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
La mamma di Giovanni: “Voglio dare un messaggio di speranza”
“Voglio dare un messaggio di speranza a tutti – dice la mamma di Giovanni Tamburi, Carla Masiello – Giovanni amava la neve e ieri ha nevicato. Adesso c’è il sole. Il mio è un messaggio di amore. Giovanni è un angelo, qui c’è il corpo di mio figlio ma lui non è qui, è altrove”
Il papà di Giovanni Tamburi: “Sono morto con te”
Il padre di Giovanni, Giuseppe Tamburi, dal pulpito: “Sono morto con te, tu sei in cielo, io invece ne vivrò un’altra di vita con un vuoto incolmabile. Non potrai andare a trovare la ragazza per cui ti avevo già comprato il biglietto, non potrai mai salire sulla moto che ti avevo regalato. Ma grazie per questi 16 anni che ci hai regalato”. Il feretro ha lasciato la cattedrale accompagnato da Fake Plastic Trees dei Radiohead.
Gli amici di Riccardo: “Hai lasciato una ferita che non si può rimarginare”
"Te ne sei andato troppo presto – dicono i compagni di classi della quarta E del Cannizzaro – Hai lasciato una ferita che non si può rimarginare. Non riusciamo a immaginare un futuro senza le tue battute e il tuo sorriso. Avrai sempre un posto nel nostro cuore. Ci mancherai in ogni piccola cosa. Il vuoto lo riempiremo con tutto quello che ci hai lasciato". (marco carta)
I genitori di Riccardo: “Era felice a Crans, un abbraccio a Manfredi che speriamo guarisca presto”
Alla fine della cerimonia hanno preso la parola i genitori di Riccardo Massimo e Carla. Entrambi hanno dedicato un pensiero alle famiglie delle altre vittime e ai ragazzi rimasti feriti. "Aveva un cuore grande, tenero e gentile", le parole della mamma. "Ci ha fatto faticare con la sua insubordinazione alle regole tipica degli adolescenti. Era un bravo ragazzo. Era felice a Crans, aveva trovato una comitiva. Stava diventando un bell’uomo in tutti i sensi. Un abbraccio a Manfredi che ho visto nascere. Speriamo che guarisca presto". Papà Massimo lascia un pensiero per gli amici e per i giovani presenti. "Immagino che lassù si sarà già organizzato con gli altri, ma non ricordate solo loro, ma tutte le 40 vittime. Un pensiero agli amici e ai compagni di scuola - ha concluso - continuate a vivere con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di Riccardo'. (marco carta)
Funerali di Giovanni, don Stefano Greco: “Sul banco degli imputati ci sono moderni erode che continuano a calpestare l’innocenza”
Nell’omelia don Stefano Greco, amico di famiglia e catechista di Giovanni, dice che sul banco degli imputati ci sono moderni erode che continuano a calpestare l’innocenza. Ricorda poi la passione che condivideva con il ragazzo per la musica e di quando parlarono dell’Incompiuta di Schubert. “E’ perfetta e struggente perché incompleta. Giovanni la nostra Incompiuta. Certo mancano i pezzi del futuro: il diploma, i viaggi, l’amore adulto, la vecchiaia. Ma ci rendiamo conto che stavi suonando una melodia di una delicatezza assoluta.
Hai lasciato i vestiti in quel bar, sei saltato in sella alla moto che papà ti aveva regalato e ci hai sorpassati tutti per andare nel luogo - come diceva Bach - dove nasce la musica. Gesù ti ha detto la tua curiosità merita l’infinito”. (emanuela giampaoli)
Il messaggio di Zuppi alla famiglia di Giovanni: “Ora sei una stella che splende”
“Giovanni è come una stella del cielo illuminata dalla luce di Dio, riposa in pace caro Giovanni”. Il cardinale Matteo Zuppi, che in questi giorni è stato molto vicino alla famiglia ma non ha potuto essere qui per via del Concistoro ha voluto mandare un messaggio: “Sembra incredibile pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava essere qui. L’unica consolazione è nella luce del Natale e in quell’astro del cielo che abbiamo celebrato. Davanti alla morte di Giovanni, ci siamo stretti ai suoi famigliari, diventandolo un po’ anche noi” (emanuela giampaoli)
Roma, il sacerdote ai funerali di Riccardo: “Lui ha combattuto la sua battaglia e ha finito la corsa. Resta a noi raccogliere il suo testimone"
"Di fronte a un tragedia come questa non ci sono parole", ha detto don Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale che celebra la messa con Padre Luca Atzeni e don Giulio, professore del Cannizzaro. "Davanti queste situazioni rivediamo tutta l'assurdità e l'imprevedibilità. Riccardo amava lo sport, la famiglia, gli amici. Era un ragazzo che amava la vita. Lui ha vissuto, ha amato. La vostra presenza qui ne è la testimonianza. Lui ha combattuto la sua battaglia e ha finito la corsa. Resta a noi raccogliere il suo testimone". (marco carta)
Funerali di Giovanni, l’amica: “Eri luce, ci manchi più di quanto riusciamo a dirci a parole”
Chiesa stracolma, la metà ragazzi, ci sono i suoi compagni di classe del Righi. Beatrice, compagna di classe dal pulpito a nome di tutta la scuola prende la parola: “Ciao Gio, continuiamo a chiederci perché ci siamo dovuti salutare così presto, senza averti potuto dare un ultimo abbraccio. Ci manchi più di quanto riusciamo a dirci a parole. Ogni volta che passavi portavi luce. Non siamo qui per dirti addio, ma ti porteremo sempre con noi. Solo ora abbiamo capito che dobbiamo apprezzare quel che abbiamo prima che il tempo ci costringa ad apprezzare ciò che non abbiamo più. Ciao Gio avrai sempre un posto dentro di noi”. (emanuela giampaoli)
Valditara nella scuola dove studiava Achille Barosi: “Sono vicino ai ragazzi, grande commozione”
"Ho voluto testimoniare la mia vicinanza anche questi ragazzi che hanno perso un loro compagno, ci tenevo a essere qui a celebrare il minuto di silenzio che in tutte le scuole d'Italia sarà rispettato. C'è stata una grande commozione come potete immaginare". Così il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara uscendo dall'istituto artistico dalle Orsoline dove studiava Achille Barosi. "Oggi è il momento del cordoglio, della vicinanza ai genitori e ai compagni dei giovani che sono morti, un pensiero anche ai ragazzi e alle ragazze ferite e alle loro famiglie", ha concluso il ministro, che questo pomeriggio parteciperà ai funerali di Chiara Costanzo alla chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Il maestro di nuoto di Riccardo: “Tragedia immane”
"Sono stato uno dei maestri di nuoto di Riccardo", ricorda Ruggero che insegna alla Ferratella. "Lo conosco da quando aveva 7 anni. Era una persona dolce e sensibile, spesso particolarmente vivace in un contesto come quello di una qualunque didattica che alle volte esige un po' più di concentrazione. Quello che é successo é una sciagura immane. Non è accettabile". (marco carta)
Roma, in chiesa un cartellone con le foto degli amici: “Riccardo vive in tutti noi”
"Riccardo vive in tutti noi". É il cartellone realizzato dagli amici del 16enne romano morto nella strage di Crans-Montana con tutte le loro foto, in ricordo del ragazzo. (marco carta)
In chiesa il feretro di Riccardo Minghetti. Ci sono il sindaco di Roma Gualtieri e i ministri Abodi e Schillaci
Un grande silenzio ha accolto l'arrivo del feretro alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo. Momenti di commozione all'ingresso dell'arrivo della mamma del giovane, Carla. "Riccardo era speciale, ci mancherà" dice un amico tra le lacrime mentre inizia la cerimonia. Ai funerali partecipa anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il ministro dello Sport Andrea Abodi e il ministro della Salute, Orazio Schillaci. (alessandra ziniti)
La ministra Bernini al funerale di Giovanni Tamburi. La mamma: “Ora è un angelo”
È una folla di giovanissimi quella che si è raccolta intorno alla cattedrale metropolitana di San Pietro, nel cuore di Bologna, per il funerale di Giovanni Tamburi. I compagni, numerosi quelli arrivati direttamente dal liceo Righi che frequentava Tamburi, insieme ai familiari si sono stretti in abbracci addolorati, mentre a pochi metri di distanza, di fronte al Comune, la bandiera sarà esposta, listata a lutto come sul resto degli edifici pubblici per l'intera giornata.
La mamma di Giovanni Tamburi: “Io ho una grande fede, ci è stata la fatta grazia che il volto di Giovanni non è stato sfigurato. Ora è davvero un angelo”. Il resto della famiglia lo ha atteso in chiesa. E’ arrivata al funerale la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini. In prima fila il sindaco Matteo Lepore, il presidente della regione Michele de Pascale. In chiesa anche la sottosegretaria della Lega Lucia Borgonzoni (emanuela giampaoli)
Bologna, il feretro di Giovanni Tamburi nella cattedrale di San Pietro
Il feretro di Giovanni Tamburi, il sedicenne morto nella strage di Crans-Montana, è arrivato nella cattedrale di San Pietro a Bologna. La mamma Carla Masiello è arrivata con il fratello di Giovanni, Riccardo che la notte del rogo l’ha cercato fuori da Le constellation. (emanuela giampaoli)
Lezioni sospese nel liceo di Riccardo Minghetti
Il ragazzo di 16 anni frequentava il liceo scientifico Cannizzaro. Oggi lezioni sospese alle 10.10 per permettere a tutti i ragazzi di partecipare al funerale. Tra le tante corone dei fiori a ridosso dell'altare spicca il cartellone dei compagni di classe, c'è scritto "Riccardo vive in tutti noi" ed è accompagnato da numerose foto del ragazzo. (marco carta)
Tappeto di gigli bianchi nella Basilica di Santi Pietro e Paolo per l’ultimo saluto a Riccardo
È stracolma la Basilica di San Pietro e Paolo a Roma per l’ultimo saluto a Riccardo Minghetti. A terra un tappeto di gigli bianchi, i ragazzi del liceo Cannizzaro entrano ognuno con una rosa bianca in mano. Il papà del giovane morto a Crans-Montana li abbraccia uno per uno all'ingresso: "Riccardino vi ringrazia da lassù" (alessandra ziniti)
Un minuto di silenzio nelle scuole italiane per ricordare le vittime di Crans-Montana
Un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane. Un modo per "ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie", ha spiegato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che alle 10.30 partecipa al minuto di silenzio presso le Orsoline di San Carlo, la scuola di Milano dove studiava Achille Barosi.