“Sento la necessità di contare su di voi”. Papa Leone XIV apre così il primo Concistoro straordinario del suo pontificato, oggi e domani, una riunione con 170 cardinali che cade a otto mesi dal Conclave, per affrontare alcune questioni di fondo. Nel corso della prima sessione di lavoro, questo pomeriggio, i porporati, divisi in gruppi di lavoro, hanno votato “a larga maggioranza” per selezionare due dei quattro temi inizialmente indicati accantonando, tra l’altro, quello della liturgia, con annesso il controverso nodo della messa in latino.
“C’è vita nella Chiesa?”
“Sento la necessità di contare su di voi”, ha detto il Papa concludendo il primo pomeriggio di lavori, “è importante che discerniamo insieme”. Leone XIV, a quanto riferito dal portavoce vaticano Matteo Bruni, ha ripreso l’omelia che ha pronunciato ieri, per l’Epifania: “C’è vita nella nostra Chiesa? Io – ha proseguito – sono convinto…
“Sento la necessità di contare su di voi”. Papa Leone XIV apre così il primo Concistoro straordinario del suo pontificato, oggi e domani, una riunione con 170 cardinali che cade a otto mesi dal Conclave, per affrontare alcune questioni di fondo. Nel corso della prima sessione di lavoro, questo pomeriggio, i porporati, divisi in gruppi di lavoro, hanno votato “a larga maggioranza” per selezionare due dei quattro temi inizialmente indicati accantonando, tra l’altro, quello della liturgia, con annesso il controverso nodo della messa in latino.
“C’è vita nella Chiesa?”
“Sento la necessità di contare su di voi”, ha detto il Papa concludendo il primo pomeriggio di lavori, “è importante che discerniamo insieme”. Leone XIV, a quanto riferito dal portavoce vaticano Matteo Bruni, ha ripreso l’omelia che ha pronunciato ieri, per l’Epifania: “C’è vita nella nostra Chiesa? Io – ha proseguito – sono convinto di sì, ma la domanda resta li. C’è spazio per ciò che nasce? Erode – ha proseguito Leone – teme per il suo trono: la paura acceca, la gioia del Vangelo rende attenti ma anche audaci e suggerisce vie diverse da quelle percorse. Può esserci il dubbio e la paura, ma se mettiamo la nostra fiducia nel Signore possiamo fare grandi cose”.
Due temi su quattro
Per buona parte del pomeriggio i lavori si sono svolti in gruppi di lavoro, a mo’ di assemblea sinodale, ai quali il Papa non ha partecipato. Il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ha spiegato che i 170 cardinali, divisi in 21 gruppi di lavoro, ognuno con un presidente e un segretario, hanno votato per selezionare due dei quattro temi da trattare nel breve lasso di tempo del Concistoro straordinario. In una lettera riservata inviata dal Papa ai cardinali, infatti, si proponevano quattro temi: l’evangelizzazione, a partire dal testo programmatico di Francesco, Evangelii Gaudium; la Curia romana e il suo rapporto con le Chiese locali, fissato dalla costituzione apostolica Praedicate Evangelium scritta sempre da Francesco; la liturgia (e il nodo della messa in latino), e il Sinodo (fortemente rilanciato da Bergoglio). I gruppi, ha riferito Bruni, hanno votato “a larghissima maggioranza” per la sinodalità e missionarietà. Rimane fuori, in particolare, la questione della messa in latino sulla quale da settimane i cattolici tradizionalisti si sono mobilitati. Ma tanto la liturgia quanto la Curia romana, ha precisato il portavoce vaticano, possono essere “ricapitolati” nelle discussioni che si svolgeranno domani.
“Questione di tempo”
“Per ragioni di tempo e per favorire un reale approfondimento, solo due di essi saranno oggetto di una trattazione specifica”, ha detto il Papa nel suo discorso introduttivo. “Tutti i 21 gruppi contribuiranno alla scelta che faremo, ma, poiché per me è più facile chiedere consiglio a coloro che lavorano nella Curia e vivono a Roma, i gruppi che riferiranno saranno i 9 provenienti dalle Chiese locali”. Sono questi nove gruppi, alla fine del pomeriggio, ad aver avuto ciascuno tre minuti di tempo per spiegare la propria scelta, mentre gli altri gruppi si sono limitati a fornire l’esito del voto. “Questa nostra giornata e mezza insieme sarà una prefigurazione del nostro cammino futuro”, ha detto Leone. “Non dobbiamo arrivare a un testo, ma portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio per la missione della Chiesa tutta”.
“Sono qui per ascoltare”
“Sono qui per ascoltare”, ha detto Leone XIV, che questa mattina ha avviato un nuovo ciclo di catechesi dell’udienza generale al Concilio vaticano II. La riunione di questo pomeriggio si è svolta a porte chiuse, ma il discorso introduttivo del Pontefice agostiniano è stato diffuso dalla sala stampa vaticana. “Come abbiamo imparato durante le due Assemblee del Sinodo dei Vescovi del 2023 e del 2024, la dinamica sinodale implica per eccellenza l’ascolto. Ogni momento di questo tipo è un’opportunità per approfondire il nostro apprezzamento condiviso per la sinodalità”. Per il Papa, “l’unità attrae, la divisione disperde”.
Cardinali moderatori
Accanto al tavolo della presidenza, nella prima parte della riunione, accanto al Papa erano seduti solo cardinali di Curia: lo spagnolo Angel Fernandez Artime (dicastero dei Religiosi), l’italiano Fabio Baggio (Promozione dello sviluppo umano integrale), Louis Antonio Tagle (Propaganda Fide), José Tolentino de Mendonca (Cultura), Arthur Roche (Liturgia) e Victor Manuel Fernanez (Dottrina della fede). Artime è stato il moderatore della sessione odierna, Tagle e de Mendonca quelli di domani. Ai 170 cardinali è stata chiesta la riservatezza con la stampa nel corso della durata del Concistoro straordinario.
Radcliffe e le tempeste di oggi
La sessione di questo pomeriggio è stata aperta da una meditazione del cardinale britannico Timothy Radcliffe: “Siamo riuniti in questo Concistoro per offrire il nostro aiuto al Santo Padre nell’esercizio del suo ministero a servizio della Chiesa universale. Ma in che modo possiamo farlo?”, ha domandato il domenicano: “Gesù comandò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo. Pietro non deve affrontare la tempesta da solo. Questa è la nostra prima obbedienza: rimanere nella barca di Pietro, con il successore di Gesù, mentre egli fronteggia le tempeste del nostro tempo”. E “viviamo anche noi in tempi di tempeste terribili, segnati da una violenza crescente, dal crimine armato fino alla guerra”, ha proseguito Radcliffe. “Il divario tra ricchi e poveri si amplia sempre di più. L’ordine globale nato dopo l’ultima guerra mondiale si sta sgretolando. Non sappiamo ancora quali esiti produrrà l’Intelligenza Artificiale. Se non siamo già inquieti, dovremmo esserlo. La Chiesa stessa è scossa dalle proprie tempeste: abusi sessuali e divisioni ideologiche. Il Signore ci chiama a navigare in queste tempeste e ad affrontarle con verità e coraggio, senza restare timidamente ad attendere sulla riva. Se lo faremo in questo Concistoro, lo vedremo venire incontro a noi. Se invece rimarremo nascosti sulla riva, non lo incontreremo”.
Un incontro periodico
Che il Papa consulti più frequentemente i cardinali, che sono un po’ il Senato del vescovo di Roma, è stata una richiesta emersa in modo trasversale durante le congregazioni generali che hanno preceduto il Conclave di maggio scorso. Leone era l’uomo giusto per incarnare uno stile di governo collegiale. Quanto al futuro, dopo l’attuale Concistoro molti si attendono che i cardinali vengano convocati periodicamente a Roma. “Una certa regolarità sarebbe opportuna”, dice un cardinale, “una volta all’anno o ogni sei mesi, non so”. Sarà il Papa a decidere.