CRANS-MONTANA – «Non mi dimetto. Mi porterò dietro questo fardello per tutta la vita. Ci dispiace profondamente». Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, risponde alle domande dei giornalisti internazionali, ammette le responsabilità del Comune, respinge l’ipotesi più dura, quella di corruzione: «Non l’abbiamo nemmeno immaginato».
Prova un senso di colpa?
«Ho vissuto questa settimana con grande difficoltà. È una cosa che farò fatica a superare, mi porterò questo fardello, la tristezza dei familiari, per tutta la vita».
Si dimette?
«No. Non si abbandona la nave nel mezzo di una tempesta. Ci si assume la responsabilità».
L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha parlato di “tragedia evitabile”.
«Le parole dell’ambasciatore restano quelle parole».
Teme che come Comune sarete coinvolti nell’indagine?
«Sarà il sistema giudiziario a stabilirlo. Per ora, siamo in attesa».
Nessun controllo al Constellation dal 2020 al 2025. Com’è possibile?
«Ci dispiace profondamente. Non abbiamo u…
CRANS-MONTANA – «Non mi dimetto. Mi porterò dietro questo fardello per tutta la vita. Ci dispiace profondamente». Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, risponde alle domande dei giornalisti internazionali, ammette le responsabilità del Comune, respinge l’ipotesi più dura, quella di corruzione: «Non l’abbiamo nemmeno immaginato».
Prova un senso di colpa?
«Ho vissuto questa settimana con grande difficoltà. È una cosa che farò fatica a superare, mi porterò questo fardello, la tristezza dei familiari, per tutta la vita».
Si dimette?
«No. Non si abbandona la nave nel mezzo di una tempesta. Ci si assume la responsabilità».
L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha parlato di “tragedia evitabile”.
«Le parole dell’ambasciatore restano quelle parole».
Teme che come Comune sarete coinvolti nell’indagine?
«Sarà il sistema giudiziario a stabilirlo. Per ora, siamo in attesa».
Nessun controllo al Constellation dal 2020 al 2025. Com’è possibile?
«Ci dispiace profondamente. Non abbiamo una risposta, non siamo in grado di spiegarlo».
Ma i suoi collaboratori le avranno dato una spiegazione.
«Non sono autorizzato a rispondere».
Un video mostra l’uso di candele pirotecniche già sei anni fa.
«Siamo scioccati. Nessuno aveva sentito parlare di questo pericolo. Siamo venuti a conoscenza di questo video raccapricciante e spaventoso come tutti gli altri. Dimostra la negligenza del gestore».
E la schiuma mai segnalata?
«Poiché non è richiesto uno studio sui materiali durante un’ispezione, i nostri responsabili della sicurezza presumibilmente l’hanno ritenuta accettabile».
Qual era la capienza del locale? C’erano uscite di sicurezza?
«Sulle uscite, ce n’erano in numero sufficiente per il numero di clienti. Consentivano l’accesso a 100 persone al piano superiore e 100 al piano inferiore. L’indagine dirà delle condizioni di quelle uscite la notte del 31 dicembre».
C’era un allarme antincendio?
«Non credo che ce ne fosse uno («Non è necessario per un edificio di queste dimensioni», dice il consigliere al suo fianco, ndr)».
Ammette le sue mancanze ma vuole costituirsi parte civile. Non è una contraddizione?
«Il Comune si è adoperato per costituirsi, avere accesso al fascicolo e contribuire al pieno accertamento della verità. Sarà la giustizia a decidere se possiamo essere considerate vittime. Noi crediamo di esserlo”.
Bar e ristoranti vengano ispezionati di frequente. C’era una differenza di trattamento con il Constellation?
«Non credo che sia la realtà. Il dipartimento stabilisce un programma e un calendario. Abbiamo 128 esercizi che dovrebbero essere sottoposti a ispezione annuale. Il nostro servizio di sicurezza è composto da cinque persone».
Avete preso in considerazione l’ipotesi di corruzione, soldi in cambio di mancati controlli?
«Non solo non l’abbiamo preso in considerazione, ma non l’abbiamo nemmeno immaginato».
C’è chi pensa che le autorità abbiano chiuso gli occhi.
«Avremmo desiderato che le persone ci avessero avvisati. Avremmo fatto tutto il possibile, saremmo intervenuti. Credetemi».
Le persone incaricate delle ispezioni e i proprietari si conoscono?
«Nessuno del team era amico dei proprietari, a quanto ne so».
Ha detto che non c’è stata negligenza da parte del Comune. Lo dichiarerebbe ancora?
«No. Molte ispezioni non sono state effettuate. Tuttavia, ho sempre parlato di buona fede. Non ero a conoscenza di queste carenze».