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La famiglia nel bosco, una nuova relazione: “Mamma Catherine non vuole che i figli imparino”

Un altro atto dell’assistente sociale: “Diffidente e infastidita”. I difensori ribattono: “E’ solo una donna sotto pressione, ha accettato le vaccinazioni per i bimbi e un’insegnante a domicilio”
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ROMA – Mamma Catherine non vuole che ai tre figli venga insegnato nulla. Lo scrivono nell’ultima relazione, consegnata al Tribunale dei minorenni dell’Aquila alla vigilia di Natale, l’assistente sociale che si sta occupando del caso, Veruska D’Angelo, e gli operatori della casa famiglia di Vasto in cui, dallo scorso 20 novembre, vivono sia i tre bimbi del bosco di Palmoli che, appunto, la loro madre, Catherine Birmingham.

Assistente e funzionari della struttura protetta si muovono insieme, per dare più forza al loro punto di vista in quella che è diventata dopo due mesi una battaglia legale. Insieme, ancora, hanno definito con parole critiche l’atteggiamento della donna, ai loro occhi “diffidente” e “infastidita” di fronte alle indicazioni de…

ROMA – Mamma Catherine non vuole che ai tre figli venga insegnato nulla. Lo scrivono nell’ultima relazione, consegnata al Tribunale dei minorenni dell’Aquila alla vigilia di Natale, l’assistente sociale che si sta occupando del caso, Veruska D’Angelo, e gli operatori della casa famiglia di Vasto in cui, dallo scorso 20 novembre, vivono sia i tre bimbi del bosco di Palmoli che, appunto, la loro madre, Catherine Birmingham.

Assistente e funzionari della struttura protetta si muovono insieme, per dare più forza al loro punto di vista in quella che è diventata dopo due mesi una battaglia legale. Insieme, ancora, hanno definito con parole critiche l’atteggiamento della donna, ai loro occhi “diffidente” e “infastidita” di fronte alle indicazioni delle educatrici.

Nel rapporto si parla di una resistenza attiva e passiva alle regole della casa famiglia: Catherine è come contraria alle regole interne. Sempre in base alle contestazioni mosse, la madre australiana non ha particolare cura degli ambienti in cui oggi vive. La donna, ricordiamo, è ospitata in una stanza al piano di sopra di quella dei figli e li può vedere a colazione, a pranzo e a cena.

La nuova relazione appesantisce la posizione di Catherine: sarebbe inamovibile sulla questione di un’educazione indotta da soggetti esterni, insegnanti pubblici o privati che siano. Su questo versante l’avvocata Maria Luisa Palladino, curatrice dei tre minori, avrebbe dovuto far partire già da oggi le lezioni all’interno della struttura di Vasto, ma non ci sono conferme se ci sia riuscita. Negli orari in cui la madre, privata della potestà genitoriale insieme al padre, Nathan Travellion, non ha accesso ai figli, il sistema gestito dal Tribunale può comunque organizzare lezioni per far crescere conoscenze e competenze dei tre bambini.

E’ un momento davvero difficile per Catherine Birmingham, la guida culturale della famiglia, messa in discussione nelle sue qualità genitoriali e nei suoi ferrei convincimenti alimentari, sanitari, ambientali, appunto educativi.

I difensori della coppia, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, negano che Cate abbia questo atteggiamento di chiusura totale, mettendo in evidenza come sia stata la stessa donna a dare disponibilità a iniziare un percorso di collaborazione, sia nelle vaccinazioni, sia nella stessa educazione scolastica. Nell’ultima istanza difensiva, infatti, la possibilità di “un’insegnante a casa” è contemplata.

L’assistente sociale si è soffermata anche sui tre bambini, indicando come positivo il loro inserimento nella struttura di accoglienza: “Mostrano capacità di adattamento al nuovo contesto”.

Le festività sono andate via, per la famiglia Travellion-Birmingham, tra brevi incontri, alcuni regali scartati e molte distanze. Vi sono stati anche alcuni dissidi tra Nathan e Catherine sul rapporto da tenere con gli psichiatri che dovranno stilare la perizia sulla loro attitudine genitoriale, perizia richiesta dal Tribunale dei minorenni. Il prossimo appuntamento, da questo punto di vista, è segnato per il 23 gennaio.

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