Mamma e figlia morte per intossicazione, il padre lascia lo Spallanzani dopo dieci giorni
di Federica AngeliIl rientro a casa di Gianni Di Vita segna una svolta dolorosa ma necessaria in una vicenda che ha sconvolto il Molise. Dopo dieci giorni di ricovero all’ospedale Spallanzani di Roma, dove era stato trasferito per accertamenti specialistici, l’uomo è stato dimesso: gli esami tossicologici sono negativi e le sue condizioni cliniche sono migliorate e i medici hanno autorizzato il ritorno a Pietracatella, paese di poco più di mille persone in provincia di Campobasso. Una decisione attesa non solo sul piano sanitario, ma anche umano, perché consente finalmente di programmare l’ultimo saluto alla moglie e alla figlia.
Il decesso
Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, erano morte nelle ore successive al Natale dopo il rico…
Il rientro a casa di Gianni Di Vita segna una svolta dolorosa ma necessaria in una vicenda che ha sconvolto il Molise. Dopo dieci giorni di ricovero all’ospedale Spallanzani di Roma, dove era stato trasferito per accertamenti specialistici, l’uomo è stato dimesso: gli esami tossicologici sono negativi e le sue condizioni cliniche sono migliorate e i medici hanno autorizzato il ritorno a Pietracatella, paese di poco più di mille persone in provincia di Campobasso. Una decisione attesa non solo sul piano sanitario, ma anche umano, perché consente finalmente di programmare l’ultimo saluto alla moglie e alla figlia.
Il decesso
Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, erano morte nelle ore successive al Natale dopo il ricovero all’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove erano giunte con sintomi compatibili con una sospetta intossicazione alimentare. La tragedia aveva coinvolto l’intero nucleo familiare: anche Gianni Di Vita era stato inizialmente ricoverato e poi trasferito a Roma per ulteriori cure. Ora, con le dimissioni del padre, potranno essere fissati i funerali di madre e figlia, che si terranno nel loro paese d’origine, con ogni probabilità accompagnati dalla proclamazione del lutto cittadino.
Il banco vuoto
A Campobasso, intanto, il dolore si è manifestato in modo silenzioso ma evidente tra i banchi di scuola. Al liceo classico “Mario Pagano”, dove Sara frequentava le lezioni, il ritorno in aula dopo la pausa festiva è stato segnato dall’assenza della studentessa. Il suo banco vuoto è diventato il simbolo di una perdita che ha colpito compagni e docenti. L’istituto ha annunciato che nei prossimi giorni sarà organizzato un momento di ricordo in sua memoria.
L’indagine
Sul fronte giudiziario, le indagini proseguono per chiarire le cause delle due morti. Gli inquirenti stanno lavorando su più livelli, in attesa di poter incrociare i dati provenienti da quattro distinti filoni di accertamento: gli esiti delle autopsie, le analisi del Centro antiveleni, gli esami sugli alimenti consumati dalla famiglia e la documentazione clinica raccolta durante il ricovero allo Spallanzani. Un contributo decisivo potrebbe arrivare anche da Gianni Di Vita che, ora rientrato in Molise, potrebbe essere ascoltato nelle prossime ore dagli investigatori della Squadra Mobile. Una comunità intera resta in attesa di risposte, mentre si prepara a stringersi attorno a una famiglia colpita da una tragedia senza precedenti.