✕

Famiglia nel bosco, la scuola per i bimbi non parte. La tutrice: “La madre dice no a tutto”

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham con due figli 

Ascolta l'audio

L’avvocata Palladino: “Non riusciamo a organizzare lezioni nella struttura di Vasto, la donna è così rigida”. Gli avvocati: “La famiglia ha dato disponibilità per un’educazione parentale gestita dal Comune di Palmoli”. Il sindaco: “Lo faremo dopo la perizia psichiatrica”
2 minuti di lettura

ROMA – La scuola per i tre bambini di Nathan e Catherine non parte, ci sono ancora discussioni tra i funzionari scelti dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila e Cate Birmingham, la madre ospitata insieme ai figli nella casa famiglia di Vasto e considerata, da più voci, l’elemento di contrapposizione alle scelte dello Stato.

Ieri, a “La vita in diretta”, la tutrice Maria Luisa Palladino ha detto: “La madre rifiuta tutto, è molto rigida". I suoi atteggiamenti, ha spiegato, ostacolerebbero il percorso di inserimento del nucleo familiare, oggi separato dal padre, nella struttura. Catherine Birmingham e i tre figli vivono a Vasto dallo scorso 20 novembre, da quando è diventata pubblica la prima ordinanza di sospensione della potestà genitoriale per Cate e Nathan Trevallion.

ROMA – La scuola per i tre bambini di Nathan e Catherine non parte, ci sono ancora discussioni tra i funzionari scelti dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila e Cate Birmingham, la madre ospitata insieme ai figli nella casa famiglia di Vasto e considerata, da più voci, l’elemento di contrapposizione alle scelte dello Stato.

Ieri, a “La vita in diretta”, la tutrice Maria Luisa Palladino ha detto: “La madre rifiuta tutto, è molto rigida". I suoi atteggiamenti, ha spiegato, ostacolerebbero il percorso di inserimento del nucleo familiare, oggi separato dal padre, nella struttura. Catherine Birmingham e i tre figli vivono a Vasto dallo scorso 20 novembre, da quando è diventata pubblica la prima ordinanza di sospensione della potestà genitoriale per Cate e Nathan Trevallion.

L’avvocata Palladino ha detto, rivendicando la necessità di seguire protocolli stabiliti: “Sull’educazione dei figli decide la struttura in base alle regole che hanno sempre avuto”. Quindi, “la maestra la stiamo cercando. L’avevo trovata, ma adesso pare che siano nati dei problemi. Spero di trovare la quadra per il bene dei bambini, l’educazione scolastica è urgente”. Sono stati gli stessi giudici del Tribunale dei minorenni a indicare i ritardi sintattici, grammaticali e di puro alfabeto dei tre bambini che vivevano nel bosco di Palmoli.

Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas offrono una lettura diversa, anche sul fronte scuola. Sottolineano come i genitori abbiano detto di voler collaborare e che le soluzioni alternative in campo educativo ci sono e sono praticabili. “Il percorso scolastico, nel rispetto del regolamento ministeriale, è già disponibile attraverso la scuola parentale e il progetto psicopedagogico istituito dall’amministrazione comunale di Palmoli, per il quale la famiglia ha espresso il suo pieno consenso. In quell’occasione”, ha specificato l’avvocato Femminella, “i tre bambini seguirebbero il corso che il Comune ha allestito per i figli di immigrati integrando così anche la socializzazione tra pari“.

La cosa più logica, nell’interesse dei minori, dice ancora l’avvocato, “è restituire agli stessi una vita normale con i propri genitori nella casa a loro disposizione: vanno accompagnati in un sano percorso di mediazione culturale, garantendo ogni tutela che il nostro ordinamento riconosce imprescindibile nella vita di un bambino”.

La questione, per la difesa, è che i bambini dovrebbero uscire dalla casa famiglia e tornare a vivere insieme alla madre e al padre nel casale di Palmoli, in provincia di Chieti, offerto in comodato dall’ex ristoratore di Ortona, Armando Carusi. In mezzo, però, c’è una lunga (quattro mesi) e articolata perizia psichiatrica e di attitudine genitoriale prevista per tutti i cinque membri della famiglia anglo-australiana. Difficile che prima di allora il Tribunale possa consentire la riunificazione. Lo stesso sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, a proposito della scuola, sostiene che “per partire dobbiamo aspettare gli esiti della perizia”. I 120 giorni previsti per la sua realizzazione.

L’avvocata Palladino ha negato, infine, che la figlia maggiore abbia iniziato a mordersi le mani, come avrebbe rivelato la stessa madre ad alcuni amici indicando uno stato di stress nella primogenita.

Leggi i commenti