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Il Papa: “La guerra è tornata di moda, confini invasi con forza. No a aborto e maternità surrogata”

(agf)

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Nell’udienza di inizio anno agli ambasciatori il Papa denuncia il diffondersi di un linguaggio “orwelliano” in nome della libertà di espressione e chiede la fine delle violenze in Ucraina, a Gaza e in Cisgiordania e il rispetto del popolo venezuelano. In agenda un viaggio in Spagna
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L’appello a rispettare il “diritto umanitario internazionale” e il “multilateralismo”, in un mondo dove “la guerra è tornata di moda” e si usa nuovamente la forza “la forza per violare i confini altrui”, ma anche l’appello affinché gli Stati non incoraggino aborto, eutanasia e maternità surrogata. Papa Leone XIV traccia le priorità geopolitiche della Santa Sede nel tradizionale discorso di inizio anno agli ambasciatori.

Affermazione del proprio dominio

“Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo”, ha detto Leone, che ha parlato prevalentemente in inglese. “A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si …

L’appello a rispettare il “diritto umanitario internazionale” e il “multilateralismo”, in un mondo dove “la guerra è tornata di moda” e si usa nuovamente la forza “la forza per violare i confini altrui”, ma anche l’appello affinché gli Stati non incoraggino aborto, eutanasia e maternità surrogata. Papa Leone XIV traccia le priorità geopolitiche della Santa Sede nel tradizionale discorso di inizio anno agli ambasciatori.

Affermazione del proprio dominio

“Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo”, ha detto Leone, che ha parlato prevalentemente in inglese. “A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini, ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio”.

Ospedali, case, civili

Dinanzi agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede il Papa americano ha richiamato “l’importanza del diritto umanitario internazionale, il cui rispetto non può dipendere dalle circostanze e dagli interessi militari e strategici”. Per Leone, “non si può tacere che la distruzione di ospedali, di infrastrutture energetiche, di abitazioni e di luoghi essenziali alla vita quotidiana costituisce una grave violazione del diritto umanitario internazionale”. Nel suo discorso il Papa ha sottolineato la necessità di garantire migranti e detenuti, in particolare prigionieri politici.

Vita e eutanasia

Rivendicando la libertà religiosa, a suo avviso messa in forse anche in paesi a maggioranza cristiana, il Papa ha voluto difendere il principio dell’obiezione di coscienza ed ha riproposto l’insegnamento tradizionale della Chiesa su vita e famiglia. Leone ha criticato in particolare i “progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all’accesso al cosiddetto diritto all’aborto sicuro” e la “maternità surrogata, che, trasformando la gestazione in un servizio negoziabile, viola la dignità sia del bambino ridotto a ‘prodotto’, sia della madre, strumentalizzandone il corpo e il processo generativo e alterando il progetto di relazionalità originaria della famiglia”. Gli Stati, ancora, dovrebbero promuovere “politiche di autentica solidarietà, anziché incoraggiare forme di illusoria compassione come l’eutanasia”. Leone ha stigmatizzato tanto la persecuzione dei cristiani in diverse parti del mondo quanto le manifestazioni di antisemitismo.

Ucraina, Gaza, Cisgiordania

In un giro d’orizzonte geografico, il Papa è tornato a condannare il protrarsi della guerra in Ucraina, “con il carico di sofferenze inflitte alla popolazione civile”, facendo appello per un cessate-il-fuoco e rinnovando “la piena disponibilità della Santa Sede ad accompagnare ogni iniziativa che favorisca la pace e la concordia”. Quanto al Medio Oriente, Leone ha incoraggiato “ogni iniziativa diplomatica che provveda a garantire ai palestinesi della Striscia di Gaza un futuro di pace e di giustizia durature nella propria terra”, condannando altresì “l’aumento delle violenze in Cisgiordania, perpetrate contro la popolazione civile palestinese, che ha il diritto a vivere in pace nella propria terra”.

Venezuela e Mar dei Caraibi

“Viva preoccupazione”, ha detto il Papa nato a Chicago, “desta anche l’acuirsi delle tensioni nel Mar dei Caraibi e lungo le coste americane del Pacifico”, facendo appello “a cercare soluzioni politiche pacifiche alla presente situazione, avendo a cuore il bene comune delle popolazioni e non la difesa di interessi di parte. Ciò vale in particolare per il Venezuela”, ha proseguito Leone, “in seguito ai recenti sviluppi. Rinnovo, al riguardo, l’appello a rispettare la volontà del popolo venezuelano e ad impegnarsi per la tutela dei diritti umani e civili di ognuno e per l’edificazione di un futuro di stabilità e di concordia”, ha proseguito Prevost, facendo appello a costruire “una società fondata sulla giustizia, sulla verità, sulla libertà e sulla fraternità e così risollevarsi dalla grave crisi che affligge il Paese da molti anni”.

Un linguaggio orwelliano

Prevost ha rilevato che oggi si assiste a un “indebolimento della parola”, che viene “sovente rivendicato in nome della stessa libertà di espressione. Tuttavia, a ben vedere, è vero il contrario: la libertà di parola e di espressione è garantita proprio dalla certezza del linguaggio e dal fatto che ogni termine è ancorato alla verità. Duole, invece, constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano”.

Grazie all’Italia

Il Papa ha voluto ringraziare in particolare l’Italia, a conclusione del Giubileo, e, in italiano, ha voluto sottolineare che “la Santa Sede e l’Italia condividono non solo la vicinanza geografica, ma soprattutto la lunga storia, di fede e di cultura, che lega la Chiesa a questa splendida Penisola e al suo popolo”. Leone si è detto “grato per le visite che mi hanno reso le Alte Cariche dello Stato all’inizio del mio Pontificato e per la squisita ospitalità riservatami al Palazzo del Quirinale dal Signor Presidente della Repubblica, al quale desidero far giungere il mio cordiale e riconoscente saluto”.

Viaggio in Spagna

Proprio oggi, intanto, è emerso che il Papa si recherà nei prossimi mesi in Spagna. Dopo quello in Turchia e Libano, sarebbe il suo primo viaggio in Europa. Dopo un incontro avvenuto questa mattina in Segreteria di Stato il cardinale José Cabo, arcivescovo di Madrid, ha infatti riferito che Leone ha deciso che visiterà la capitale spagnola, Barcellona (prevedibilmente in occasione del centesimo anniversario della morte di Antonio Gaudì, architetto della Sagrada familia, che cade il prossimo 10 giugno), ma farà tappa anche nelle Canarie, isole al centro dei flussi migratori dall’Africa all’Europa. La Santa Sede non ha ancora annunciato ufficialmente il viaggio, anche se lo farà a breve, ma sta già lavorando all'agenda in collaborazione con il governo e la Chiesa.

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