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Caos test Medicina, la testimonianza: "Io esclusa dalla graduatoria, così ho perso solo tempo"

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Circa 5mila candidati restano esclusi dai posti messi a bando e scivoleranno nei corsi affini. Altri 25mila iscritti al semestre filtro dovranno ora immatricolarsi ad altre lauree. “Certamente – dice una studentessa – avrei dovuto prepararmi meglio, ma credo non sia solo colpa mia. Il semestre filtro così non va”
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«Il semestre filtro è stato un caos. Ho solo perso tempo». Giulia Fumaroli ha 19 anni, vive a Torino, lo scorso anno si è diplomata e quest'anno ha tentato di accedere a Medicina: zero esami passati su tre. È una delle escluse dalla graduatoria e dai corsi affini. «Certamente avrei dovuto prepararmi meglio per le prove, ma credo non sia solo colpa mia. Il semestre filtro così non va».

Cosa è andato storto?

«Il periodo di lezioni è stato troppo ristretto, i corsi molto affrettati e poco approfonditi rispetto al livello di crediti formativi che dovevamo ottenere, le esercitazioni e le simulazioni ci sono state comunicate troppo tardi, a ridosso degli appelli».

Ma i quiz a crocette del passato non erano peggio?

«Le domande erano assurde, fuori contesto, slegate dal corso di laurea, non c'è dubbio. Ma visto che la riforma purtroppo non ha abolito neanche stavolta il numero chiuso, allora tanto valeva avere un sistema di valutazione più rapido. Io credo che il bimestre filtro si sarebbe do…

«Il semestre filtro è stato un caos. Ho solo perso tempo». Giulia Fumaroli ha 19 anni, vive a Torino, lo scorso anno si è diplomata e quest'anno ha tentato di accedere a Medicina: zero esami passati su tre. È una delle escluse dalla graduatoria e dai corsi affini. «Certamente avrei dovuto prepararmi meglio per le prove, ma credo non sia solo colpa mia. Il semestre filtro così non va».

Cosa è andato storto?

«Il periodo di lezioni è stato troppo ristretto, i corsi molto affrettati e poco approfonditi rispetto al livello di crediti formativi che dovevamo ottenere, le esercitazioni e le simulazioni ci sono state comunicate troppo tardi, a ridosso degli appelli».

Ma i quiz a crocette del passato non erano peggio?

«Le domande erano assurde, fuori contesto, slegate dal corso di laurea, non c'è dubbio. Ma visto che la riforma purtroppo non ha abolito neanche stavolta il numero chiuso, allora tanto valeva avere un sistema di valutazione più rapido. Io credo che il bimestre filtro si sarebbe dovuto tenere in estate, con prove a risposte chiuse su un syllabus più ristretto. Così ho solo sprecato mesi».

Perché sostiene di aver perso tempo?

«Ho dovuto seguire lezioni, poi fare appelli, ora mi ritrovo a dovermi iscrivere a un altro corso di laurea in ritardo, con un semestre di frequenza e di esami in meno degli altri, come fossi immatricolata fuori corso. E se volessi ritentare l'accesso a Medicina il prossimo anno, dovrei congelare di nuovo la carriera accademica per sei mesi».

Non ha passato nessun esame. Ora cosa farà?

«Dovrò fare la pendolare in treno tra casa e Novara per iscrivermi a Biotecnologie. Qui a Torino è a numero programmato e ormai non posso più frequentarlo. Il ministero dovrebbe obbligare tutti gli atenei ad aprire le iscrizioni a qualsiasi corso di laurea per consentire libertà di scelta».

Farà ricorso con l'Unione degli universitari?

«Sì, sarà un ricorso collettivo. Le regole sono state cambiate in corsa con decreti per modificare le graduatorie. Un'ingiustizia soprattutto per chi è entrato senza sapere che poteva rifiutare voti, ripescare sufficienze».

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