Barman ucciso, si cerca un video hot. Il vigile gli diceva: ti darò la caccia
dalla nostra inviata Alessandra ZinitiVENEZIA – Al Cocò, club di lap dance, Riccardo Salvagno era di casa. E proprio lì ripreso in atteggiamenti sessualmente espliciti con una cubista, sarebbe stato girato il video hot che da settimane turbava il sonno del vigile urbano. Quel filmato, a cui ora gli investigatori del comando provinciale dei carabinieri di Venezia danno la caccia, potrebbe essere il movente dell’omicidio di Sergiu Tarna, il 25enne barman moldavo assassinato a bruciapelo dal vigile urbano di Venezia dopo giorni di minacce e richieste di incontri di cui è rimasta ampia traccia nei cellulari del ragazzo ucciso.
Sergiu Tarna
Il trasferimento in Germania
Sergiu, stando alla testimonianza della sua migliore amica, si stava preparando a lasciare l’Italia dove era giunto da adolescente con la madre e due fratellini più piccoli, per trasferirsi in Germania. Entro metà gennaio avrebbe cominciato a lavorare in una ditta. «…
VENEZIA – Al Cocò, club di lap dance, Riccardo Salvagno era di casa. E proprio lì ripreso in atteggiamenti sessualmente espliciti con una cubista, sarebbe stato girato il video hot che da settimane turbava il sonno del vigile urbano. Quel filmato, a cui ora gli investigatori del comando provinciale dei carabinieri di Venezia danno la caccia, potrebbe essere il movente dell’omicidio di Sergiu Tarna, il 25enne barman moldavo assassinato a bruciapelo dal vigile urbano di Venezia dopo giorni di minacce e richieste di incontri di cui è rimasta ampia traccia nei cellulari del ragazzo ucciso.
Sergiu Tarna
Il trasferimento in Germania
Sergiu, stando alla testimonianza della sua migliore amica, si stava preparando a lasciare l’Italia dove era giunto da adolescente con la madre e due fratellini più piccoli, per trasferirsi in Germania. Entro metà gennaio avrebbe cominciato a lavorare in una ditta. «Voglio ricominciare da zero», le aveva detto qualche giorno prima. Erano i giorni in cui Sergiu era già pesantemente minacciato da Riccardo Salvagno, quel vigile urbano con cui aveva stretto una singolare amicizia proprio nei locali della movida che entrambi frequentavano.
Le minacce e la caccia
Forse era Tarna ad avere girato il video che, se diffuso, avrebbe messo in forte imbarazzo Salvagno che già mesi prima era stato sorpreso dai suoi colleghi della sala operativa del comando dei vigili urbani ad utilizzare le telecamere di sorveglianza per spiare la titolare del bar Dalla Moretta, moldava anche lei. Nel bar fino a novembre aveva lavorato anche Sergiu. O forse il barman, che certamente era in grosse difficoltà economiche e che aveva debiti per alcune migliaia di euro, era solo un intermediario tra chi aveva girato il video e il vigile urbano. Fatto è che Salvagno non era riuscito a farselo consegnare e, almeno dal pomeriggio di Natale, aveva preso a minacciare il giovane barman. «Preparati, ti giuro che ti darò la caccia», gli aveva scritto su Telegram il pomeriggio del 25.
Il litigio e la pistola
La sera del 26 era andato a cercare Sergiu in giro tra i bar di Mestre e Chirignano in cui erano soliti incontrarsi e avevano litigato pesantemente in strada alla presenza della donna di cui Riccardo Salvagno si era invaghito (e che aveva pure portato ad una festa dei vigili urbani) e di un altro uomo, abituale spacciatore di cocaina nei locali della movida. Nei giorni successivi, Salvagno avrebbe continuato a cercare Sergiu Tarna che si sarebbe però sempre negato fino alla sera del 30 quando il vigile, a bordo della sua auto e insieme ad un’altra persona, lo chiama intorno alle due di notte e lo aspetta fuori dal bar Nuova Mestre dove il ragazzo aveva bevuto una birra con degli amici dopo aver finito il suo turno di lavoro. Stavolta il vigile non tergiversa. Le telecamere della zona lo riprendono mentre obbliga il ragazzo a salire in macchina puntandogli la pistola alla testa, poi l’auto a bordo della quale si vede un terzo uomo si allontana verso le campagne di Mira dove Salvagno abita insieme al padre.
Il colpo alla tempia
Ed è lì, a poche decine di metri dal casolare, che il barman sarà trovato morto la mattina dopo, un colpo di pistola alla tempia, da un fotoamatore che chiama subito i carabinieri. Sergiu è vestito ancora con la divisa da cameriere, in tasca ha il portafogli e due cellulari. Ma in nessuno dei due telefoni c’è il video che ora gli investigatori cercano. E che Sergiu, se mai ne è stato in possesso, potrebbe avere conservato altrove magari tra le sue cose. Che però, e questa a dieci giorni dal delitto è una stranezza, non sono mai state trovate. Il ragazzo infatti non aveva una casa sua, negli ultimi mesi vagava chiedendo ospitalità agli amici ma i carabinieri non sono ancora riusciti a trovare il suo ultimo alloggio, quello in cui dunque sono rimasti i suoi abiti e tutto quello che aveva.
Si cerca il complice
Caccia al video, dunque, caccia all’ultimo alloggio di Sergiu e caccia anche al complice, almeno uno ha sottolineato il procuratore reggente di Venezia, Stefano Ancilotto. Da alcuni indizi gli investigatori ritengono che possa trattarsi di un albanese che, dopo il delitto, quando Salvagno è volato in Spagna, avrebbe cercato rifugio nel suo Paese.