ROMA – Nel meccanismo sempre più complesso e conflittuale della famiglia nel bosco, si è sbloccato un ingranaggio fondamentale: la scuola. La tutrice Maria Luisa Palladino ha trovato un’insegnante disponibile, dopo diversi “no” ricevuti, e si è accordata con la struttura alla periferia di Vasto che oggi ospita i tre bambini e la madre, Catherine Birmingham.
La persona scelta è una docente in pensione residente nella città marittima in provincia di Chieti, cosa che le può consentire di raggiungere la casa famiglia agevolmente. C’erano stati, fin qui, tre ordini di problemi che avevano fatto in modo che da due mesi i piccoli fossero senza alcun tipo di istruzione: le molte defezioni di maestre e professoresse di ruolo o in quiescenza, intimorite dai racconti sulla rigidità della madre Cate, la sua opposizione a un insegnamento ortodosso e conferito all’interno della struttura. Ancora, si è rivelato un problema la lontananza dell’unica maestra che fin qui aveva dato la sua disponibilità:…
ROMA – Nel meccanismo sempre più complesso e conflittuale della famiglia nel bosco, si è sbloccato un ingranaggio fondamentale: la scuola. La tutrice Maria Luisa Palladino ha trovato un’insegnante disponibile, dopo diversi “no” ricevuti, e si è accordata con la struttura alla periferia di Vasto che oggi ospita i tre bambini e la madre, Catherine Birmingham.
La persona scelta è una docente in pensione residente nella città marittima in provincia di Chieti, cosa che le può consentire di raggiungere la casa famiglia agevolmente. C’erano stati, fin qui, tre ordini di problemi che avevano fatto in modo che da due mesi i piccoli fossero senza alcun tipo di istruzione: le molte defezioni di maestre e professoresse di ruolo o in quiescenza, intimorite dai racconti sulla rigidità della madre Cate, la sua opposizione a un insegnamento ortodosso e conferito all’interno della struttura. Ancora, si è rivelato un problema la lontananza dell’unica maestra che fin qui aveva dato la sua disponibilità: Rossella D’Alessandro, che risiede e lavora a Palmoli, tre quarti d’ora da Vasto.
Alla fine la tutrice Palladino ha trovato la figura giusta e ha imposto la sua linea: i bambini dedicheranno un ampio periodo della loro giornata in struttura per riprendere in mano un percorso educativo e scolastico interrotto. L’insegnante di Vasto punterà molto sul recupero linguistico – i tre bambini non parlano un buon italiano – e, successivamente, sceglierà quali discipline affrontare e con quale gerarchia. Non è ancora chiaro se la prima lezione sarà già lunedì.
Gli avvocati di Catherine e Nathan Trevallion avevano indicato un’altra strada: l’offerta del doposcuola avanzata dl Comune di Palmoli e guidata proprio dalla maestra D’Alessandro. Questa opportunità, però, avrebbe significato far uscire i bambini dalla struttura e consentire la riunificazione della famiglia nel casale in comodato di Palmoli. Il Tribunale dei minorenni dell’Aquila non ha intenzione di cambiare regime fino al termine della perizia psichiatrica ordinata e, quindi, l’avvocata Palladino ha fatto prevalere la sua scelta. Cate e Nathan, ricordiamo, dal 13 novembre scorso hanno la potestà genitoriale sospesa e non possono decidere sui percorsi educativi, culturali, sanitari dei figli.
"I bambini hanno subito troppi traumi”
In questo momento, i due genitori sono in uno stato di “prostrazione e disorientamento”, parole dl sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli. L’ultimo incontro tra l’assistente sociale che ha in mano il caso e i funzionari della struttura è stato interpretato come un segnale della possibilità che anche Catherine venga allontanata dalla casa famiglia dove vivono i suoi figli: “E’ rigida su tutto e ha una forte influenza sui bambini”, hanno affermato gli addetti che lavorano alla vicenda.
Su questa possibilità – l’allontanamento di Cate – non vi sono conferme e lo psichiatra della difesa, il professor Tonino Cantelmi, ora dice: “Spero che questo non avvenga, i bambini hanno già subito troppi allontanamenti”. Sulla questione, l’avvocata Palladino si è tirata fuori – “non dipende da me” - e, comunque, lei stessa recentemente ha detto dei bambini: “Sono ben integrati nella struttura protettiva”.
E’ lo stesso concetto espresso da Marina Terragni, garante per l’infanzia e l’adolescenza: "Deve certamente trattarsi di un fraintendimento: non è infatti immaginabile, qualunque sia l'atteggiamento della signora, che ai tre minori si possa infliggere un ulteriore trauma dopo quello del prelevamento dalla loro casa nel novembre scorso".
L’esposto contro il Tribunale dei minorenni
La figlia dell’ex ristoratore che ha prestato la casa a Nathan Travellion, Leonora Carusi, ha presentato un esposto alla Procura dell’Aquila contro il Tribunale dei minorenni per come è stata gestita tutta la questione dei bambini. Intanto, dell’ispezione del ministero di Giustizia, annunciata ormai 40 giorni fa dal ministro Carlo Nordio, non si ha, invece, alcuna notizia.
Sabato prossimo, in un terreno adiacente al casaletto originario, dove tuttora Nathan cura gli animali, si terrà un presidio di protesta da parte delle persone che sostengono la famiglia anglo-australiana.