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Medicina a Tirana, dietrofront di Tor Vergata: gli studenti pagheranno le stesse tasse di Roma

(ansa)
L’annuncio del rettore dell’ateneo romano Nathan Levialdi Ghiron dopo il pressing della ministra Anna Maria Bernini. Il caso era stato sollevato da “Repubblica”
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Ora è ufficiale: come anticipato da Repubblica, gli studenti ammessi alla facoltà di Medicina a Tirana in joint degree con l’università di Tor Vergata pagheranno le stesse tasse dei loro colleghi di Roma. E cioè un contributo variabile tra 0 e 3.100 euro, calcolato in base al loro Isee. E non i 9.650 all’anno che erano prima chiesti dall’università cattolica albanese Nostra signora del buon consiglio.

Una vittoria per 220 studenti, il cui strano caso era stato sollevato da Repubblica. In breve: gli iscritti al semestre filtro erano entrati nella graduatoria nazionale dopo aver superato almeno una delle tre prove previste, erano stati assegnati all’università di Tor Vergata ma presso la sede di Tirana e avevano così realizzato di dover pagare quasi 10mila euro l’anno, più del triplo rispetto ai loro coetanei. Una notizia che, controllando sul sito dell’ateneo romano, sarebbe dovuto già essere nota dall’agosto scorso, quando da decreto i 220 posti di Tirano erano già banditi tra i compl…

Ora è ufficiale: come anticipato da Repubblica, gli studenti ammessi alla facoltà di Medicina a Tirana in joint degree con l’università di Tor Vergata pagheranno le stesse tasse dei loro colleghi di Roma. E cioè un contributo variabile tra 0 e 3.100 euro, calcolato in base al loro Isee. E non i 9.650 all’anno che erano prima chiesti dall’università cattolica albanese Nostra signora del buon consiglio.

Una vittoria per 220 studenti, il cui strano caso era stato sollevato da Repubblica. In breve: gli iscritti al semestre filtro erano entrati nella graduatoria nazionale dopo aver superato almeno una delle tre prove previste, erano stati assegnati all’università di Tor Vergata ma presso la sede di Tirana e avevano così realizzato di dover pagare quasi 10mila euro l’anno, più del triplo rispetto ai loro coetanei. Una notizia che, controllando sul sito dell’ateneo romano, sarebbe dovuto già essere nota dall’agosto scorso, quando da decreto i 220 posti di Tirano erano già banditi tra i complessivi 17.278 di Medicina e la procedura era in fase di accreditamento.

La svolta invece è arrivata solo ieri, 12 gennaio, quando anche la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha scoperto, grazie alla stampa, l’anomalia. A quel punto la ministra, furiosa, ha convocato d’urgenza il rettore di Tor Vergata, costringendolo di fatto a una immediata revisione della contribuzione sproporzionata e differenziata, molto più alta di quella degli atenei statali italiani che ha limiti fissati per legge. Pena la revoca dell’accreditamento della sede albanese. Sul tavolo del confronto s’era pure affacciata l’ipotesi di trovare in fretta e furia 220 posti in Italia per consentire ai ragazzi di proseguire gli studi senza esborsi eccessivi.

Ventiquattro ore dopo è arrivata la conferma di Tor Vergata: a Tirana si pagherà come a Roma.

«Abbiamo compreso la preoccupazione del ministro Bernini nella richiesta di uniformità di tassazione anche per Tirana, nostra sede all'estero presso l'università Nostra Signora di Buon Consiglio», ha spiegato il rettore di Tor Vergata in una nota, ricordando che «con l'ateneo albanese abbiamo un accordo di joint degree per il corso di laurea congiunto in Medicina e Chirurgia e lì la nostra sede all'estero è stata accreditata per accogliere 220 studenti».

«L'importo elevato rispetto alla tassazione universitaria italiana è quanto l'Università Nostra Signora di Buon Consiglio aveva chiesto ai propri iscritti in questo anno accademico», ha scritto Nathan Levialdi Ghiron. Che poi ha aggiunto: «Grazie a una interlocuzione positiva del nostro ateneo con l'ateneo di Tirana, gli studenti di Medicina e Chirurgia che studiano presso la sede di Tirana di Tor Vergata avranno rimodulata la loro tassazione universitaria secondo i criteri italiani legati all'Isee. L'imminente scadenza dei tempi per l'iscrizione ha imposto una pronta reazione del nostro ateneo alla richiesta del ministro Bernini. La fattiva collaborazione dell'Università Nostra Signora del Buon Consiglio, a cui va la nostra gratitudine, unitamente all'impegno dell'Ateneo di Tor Vergata atto a consentire la sostenibilità del corso, ha garantito il diritto allo studio degli studenti che avevano scelto la sede di Tirana tra le loro preferenze».

Soddisfatta Bernini: «Gli studenti di Medicina che hanno scelto e sono stati assegnati alla sede di Tor Vergata a Tirana pagheranno le stesse tasse dei colleghi che studiano a Roma. Nessuna differenza – ha detto - Il semestre aperto è nato per ampliare le opportunità, non per creare nuove disuguaglianze. Il diritto allo studio non è uno slogan: è un impegno concreto. E l'Università deve essere davvero accessibile a tutti, ovunque si studi».

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