Crans-Montana, la famiglia difende la cameriera con il casco: “Cyane non ha colpe”
dal nostro inviato Rosario Di RaimondoCrans-Montana – Non era solo «la ragazza con il casco». Era una figlia, una sorella, un’amica. Si chiamava Cyane Panine, aveva ventiquattro anni, veniva dalla Francia e faceva la cameriera al Constellation. I suoi genitori dicono che per loro «il sole non sorge nel 2026». La sua avvocata è pronta a dar battaglia perché «è senza dubbio una vittima».
La sera di Capodanno le immagini la raffigurano sulle spalle di un collega nel momento clou della festa. Indossa un casco nero, consegnato dal fornitore di champagne. «Ero dietro di lei con le bottiglie in mano», racconta la titolare Jessica Moretti – che la definisce una «sorellina, la mia protetta» – nei verbali visionati da Repubblica. In quegli attimi, sedici bottiglie con le candele pirot…
Crans-Montana – Non era solo «la ragazza con il casco». Era una figlia, una sorella, un’amica. Si chiamava Cyane Panine, aveva ventiquattro anni, veniva dalla Francia e faceva la cameriera al Constellation. I suoi genitori dicono che per loro «il sole non sorge nel 2026». La sua avvocata è pronta a dar battaglia perché «è senza dubbio una vittima».
La sera di Capodanno le immagini la raffigurano sulle spalle di un collega nel momento clou della festa. Indossa un casco nero, consegnato dal fornitore di champagne. «Ero dietro di lei con le bottiglie in mano», racconta la titolare Jessica Moretti – che la definisce una «sorellina, la mia protetta» – nei verbali visionati da Repubblica. In quegli attimi, sedici bottiglie con le candele pirotecniche vengono portate tutte assieme ai tavoli. Cyane ne ha due in mano. Essendo sulle spalle del collega, è più in alto. Forse le fiamme entrano in contatto con la schiuma sul soffitto, che è infiammabile. Potrebbe essere l’inizio di tutto ma è presto per esserne certi.
Poco dopo la ragazza viene trovata in fin di vita dal proprietario Jacques Moretti dietro la porta di servizio bloccata. Lui dice di averla rianimata per un’ora assieme al fidanzato della ragazza, Jean-Marc Gabrielli. E fuori, sul marciapiede, quella notte c’è la sua amica Camille, che era andata ad augurarle buon anno e ora la implora di essere «coraggiosa», finché non vede un lenzuolo bianco stendersi su di lei: «Era una mia amica di lunga data. Siamo arrivate insieme in Svizzera cinque anni fa. Sono devastata». I suoi genitori, al canale France 3, raccontano: «Non era solo bella esteriormente. Aveva un cuore e un’anima meravigliosi. Voleva scappare e aiutare i clienti a uscire, ma sfortunatamente c’era questa porta che non si apriva...».
L’avvocata della famiglia, Sophie Haenni, ha depositato i documenti per costituirsi parte civile. Al quotidiano Blick dice: «È morta nel cuore degli anni, tutti i suoi sogni sono andati in frantumi». Ma ora c’è da capire cos’è successo, come si è scatenato l’incendio e perché si è propagato così velocemente. La legale attacca: «La sera del 31 dicembre, il suo lavoro al piano terra era accogliere e far accomodare i clienti. È stata Jessica Moretti a chiederle di scendere» nel seminterrato «per aiutare i colleghi a causa dell’elevato numero di bottiglie ordinate. È molto probabile che l’incendio sia stato causato dalla moltitudine di bengala accesi simultaneamente nello stesso luogo». La tragedia si sarebbe comunque evitata «se fossero state rispettate le norme di sicurezza e fossero state effettuate ispezioni adeguate. Cyane non è mai stata informata del pericolo rappresentato dal rivestimento del soffitto e non ha ricevuto alcuna formazione sulla sicurezza».
Jessica, alla polizia, ha detto che «non era la prima volta» che faceva quello spettacolo, «lo ha fatto di sua spontanea volontà». Ai camerieri «non ho mai impedito di farlo, ma non li ho mai nemmeno forzati». Gli amici difendono la ragazza dalla lunga treccia: «Non è stata colpa di Cyane. Non è normale che l’incendio si propaghi così rapidamente». Quella notte, a cercare di salvarla, c’era anche il suo fidanzato Jean-Marc, che Moretti considera come un figlio adottivo. E che per la coppia di titolari, ai canali di Bmf, ha parole di comprensione: «Non è facile parlare di loro», a causa del «dolore di tutte le famiglie» colpite. «Non stanno bene. Li sostengo pienamente in questo momento difficile. Molte persone si pongono domande, ovviamente».