✕

Naufragio di Cutro, via al processo per i mancati soccorsi. I superstiti: “Noi lasciati soli”

10/03/2023 Steccato di Cutro, Sul luogo del naufragio del 26 Febbraio 2023, sono state apposte delle croci per commemorare li migranti morti in mare (73, ultimo dato). Le ricerche della Guardia Costiera e delle associazioni locali, per trovare i dispersi in mare, continuano sulle spiagge del crotonese. 

Ascolta l'audio

Subito rinviato il dibattimento che vede sul banco degli imputati del tribunale di Crotone sei ufficiali di Guardia costiera e guardia di finanza. Lettera dei familiari delle 94 vittime e dei sopravvissuti: “L’Italia non ha mantenuto le sue promesse sui ricongiungimenti”
2 minuti di lettura

Tutti condannati e in carcere gli scafisti che portarono a sbattere sulla secca di Cutro il caicco partito dalla Turchia con oltre cento tra uomini, donne e bambini, a quasi tre anni da una delle più grandi tragedie dell’immigrazione che abbiano toccato l’Italia, adesso è l’ora dell’accertamento delle responsabilità di chi, la notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023, non fece partire in tempo quei soccorsi che avrebbero potuto salvare tante vite.

Le accuse ai sei imputati

Il processo che vede sul banco degli imputati per naufragio plurimo e omicidio colposo plurimo sei tra ufficiali e sottufficiali della guardia costiera e della guardia di finanza in servizio quella notte si è aperto oggi davanti al tribunale di Crotone. Un’udienza interlocutoria visto che, per un errore di attribuzione del collegio, il tribunale ha rinviato al 30 gennaio per consentire l’insediamento della nuova corte.

Parti civili i familiari delle 94 vittime recuperate (a cui deve aggiungersi un numero imprecisa…

Tutti condannati e in carcere gli scafisti che portarono a sbattere sulla secca di Cutro il caicco partito dalla Turchia con oltre cento tra uomini, donne e bambini, a quasi tre anni da una delle più grandi tragedie dell’immigrazione che abbiano toccato l’Italia, adesso è l’ora dell’accertamento delle responsabilità di chi, la notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023, non fece partire in tempo quei soccorsi che avrebbero potuto salvare tante vite.

Le accuse ai sei imputati

Il processo che vede sul banco degli imputati per naufragio plurimo e omicidio colposo plurimo sei tra ufficiali e sottufficiali della guardia costiera e della guardia di finanza in servizio quella notte si è aperto oggi davanti al tribunale di Crotone. Un’udienza interlocutoria visto che, per un errore di attribuzione del collegio, il tribunale ha rinviato al 30 gennaio per consentire l’insediamento della nuova corte.

Parti civili i familiari delle 94 vittime recuperate (a cui deve aggiungersi un numero imprecisato di dispersi) e i sopravvissuti della strage che, alla vigilia della prima udienza hanno sottoscritto una lettera aperta in cui esprimono tutta la loro delusione per le promesse fatte dal governo all’indomani del naufragio e non mantenute.

I ricongiungimenti familiari negati

"È difficile vivere senza giustizia. E' difficile vivere giorno per giorno nella speranza che non accada ad altri; vivere nella paura che altri membri delle nostre famiglie - bambini, padri, madri, nonni - non siano costretti ad attraversare il mare per piangere sulle tombe dei propri cari".

"Ci fa più male di tutto - è scritto nella lettera - la sensazione che vi siate dimenticati di noi. Passa un anno, poi due e già si avvicina un'altra commemorazione. Alle promesse del vostro primo ministro non sono seguiti fatti concreti. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta".

Manifestazione di protesta per il terzo anniversario

I superstiti annunciano nuove mobilitazioni. Fanno sapere che torneranno in Italia a manifestare in occasione del terzo anniversario del naufragio."Con le unghie e con i denti - scrivono - con l'amore per la verità, faremo in modo di tornare a Roma nei luoghi delle promesse infrante.

Torneremo nel vostro Paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: perché vi siete dimenticati di noi?"Vogliamo tornare il prossimo febbraio e non sentirci soli nella notte di Steccato di Cutro, in balia di un mare di promesse e lacrime che, ormai per il terzo anno consecutivo, non porteranno a nulla".

Associazioni e Ong in aula

A presentare la costituzione di parte civile ci saranno anche sei tra associazioni e organizzazioni umanitarie: Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee. Presente, in qualità di osservatore, anche un rappresentante di Amnesty international Italia.

Per le ong che operano nel Mediterraneo "i ritardi nell'attivare interventi di salvataggio non sono un semplice incidente ma una negligenza da sanzionare" come nel caso specifico di Cutro dove "le autorità italiane hanno prima dato priorità all'operazione di polizia e poi ignorato il loro dovere di soccorso”. Ecco perché, sostengono le ong, "il giudizio non può fermarsi ai funzionari di grado inferiore e ogni decisione, anche quelle delle autorità superiori, deve essere presa in considerazione risalendo la catena di comando".

Leggi i commenti