Annabella, l’ultima foto con bici e zaino. Si indaga per sequestro. Il padre: “Non era tranquilla”
dalla nostra inviata Romina MarcecaUno dei frame del 6 gennaio che ritraggono Annabella Martinelli
Padova – Ora che la speranza inizia ad affievolirsi davanti alle ricerche senza esito, la procura di Padova decide di diffondere le ultime immagini di Annabella Martinelli prima della sua scomparsa. Tre frame ripresi dalle telecamere di videosorveglianza a Teolo, 25 chilometri dalla città, nella serata dell’Epifania. C’è Annabella in jeans e giubbotto verde, in spalla uno zainetto rosso, il cappuccio in testa. È sulla sua bicicletta viola, non ha i guanti, indossa un paio di occhiali neri. Sono le 22,18 quando passa davanti a un distributore e già ha le due pizze acquistate poco prima nel portapacchi.
L’inchiesta per sequestro di persona
Quella sera c’erano meno 4 gradi in zona, spiegano i residenti. Il procuratore Antonello Racanelli ha ipotizzato il reato di sequestro di persona per il fascicolo aperto dopo la scomparsa della studentessa di 22 anni. Un escamotage di routine quando si vuole richiedere un ampio spettro di accertamenti: dai tabulati telefonici all’accesso ai social fi…
Padova – Ora che la speranza inizia ad affievolirsi davanti alle ricerche senza esito, la procura di Padova decide di diffondere le ultime immagini di Annabella Martinelli prima della sua scomparsa. Tre frame ripresi dalle telecamere di videosorveglianza a Teolo, 25 chilometri dalla città, nella serata dell’Epifania. C’è Annabella in jeans e giubbotto verde, in spalla uno zainetto rosso, il cappuccio in testa. È sulla sua bicicletta viola, non ha i guanti, indossa un paio di occhiali neri. Sono le 22,18 quando passa davanti a un distributore e già ha le due pizze acquistate poco prima nel portapacchi.
L’inchiesta per sequestro di persona
Quella sera c’erano meno 4 gradi in zona, spiegano i residenti. Il procuratore Antonello Racanelli ha ipotizzato il reato di sequestro di persona per il fascicolo aperto dopo la scomparsa della studentessa di 22 anni. Un escamotage di routine quando si vuole richiedere un ampio spettro di accertamenti: dai tabulati telefonici all’accesso ai social fino al sequestro delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Non c’è alcun sospetto che la ragazza sia stata rapita, ha spiegato il procuratore, e proprio ieri ha dato il suo assenso alla diffusione delle foto per accelerare le ricerche e raccogliere il più possibile testimonianze utili. Perché ogni giorno sono almeno venti le segnalazioni ai carabinieri, ad oggi tutte risultate inattendibili. Adesso che dalle foto emergono nuovi particolari sull’abbigliamento, è possibile che possano arrivare indicazioni più precise.
I timori del padre
La famiglia continua a rimanere in silenzio, non lancia nessun appello, resta chiusa nella villetta poco fuori il centro città. Ma il papà di Annabella, convocato dagli inquirenti, ha espresso il timore che la figlia possa aver compiuto un gesto autolesionista. In considerazione del fatto, avrebbe spiegato, che nell’ultimo periodo non era molto serena e aveva mostrato di essere inquieta. Una delle ipotesi, questa, insieme alle altre, che la procura non vuole scartare. L’ottimismo è difficile da alimentare ma c’è una probabilità che la famiglia desidera tenere in piedi, e cioè che Annabella possa trovarsi in compagnia di qualcuno. Una persona che, sperano, non le abbia fatto del male e con la quale si è voluta allontanare in un momento buio della sua vita.
L’ipotesi dei soccorritori
Per i soccorritori che ogni giorno battono palmo a palmo il territorio dei Colli Euganei non è escluso, invece, che Annabella sia scivolata dentro il sottobosco in quella sera tanto fredda e con addosso abiti inadeguati. Il parco regionale, però, non ha restituito, al momento, nulla di Annabella. Né lo zaino né una scarpa o un brandello di tessuto. E allora si torna a casa con una piccola fiammella di fiducia ancora accesa.
La testimonianza: “L’ho vista quella sera”
Una studentessa di 19 anni, Giulia, sarebbe l'ultima testimone ad aver visto e avvicinato lo scorso 6 gennaio Annabella Martinelli. "Le ho chiesto se avesse avuto bisogno di qualcosa, se la catena della bicicletta fosse caduta o avesse necessità di un passaggio. Io stavo salendo verso il centro di Teolo", racconta la testimone, secondo quanto rivela Il Mattino di Padova. Le circostanze sono state riferite dalla ragazza a uno dei numeri pubblicati dalla famiglia per avere notizie, e poi ai Carabinieri, che stanno indagando sulla vicenda.
"C'era buio - prosegue il racconto - faceva freddo e c'era perfino un pò di foschia, insomma la classica sera da lupi. Dopo il primo tornante, che permette la salita da Villa di Teolo e con il quale ti lasci alle spalle l'autovelox, stavo quasi per arrivare alla seconda serpentina quando all'improvviso sul ciglio della strada, nella stessa mia direzione di marcia, ho visto una sagoma che nell'immediato mi è sembrata quella di una figura femminile. Siccome andavo davvero piano, ho potuto osservare bene questa persona a piedi. Aveva uno zaino in spalla un pò più piccolo di quelli che si usano a scuola ed era intenta a spingere, tenendola per il manubrio, una bici viola che tra l'altro mi è rimasta davvero impressa per il colore".
Giulia avrebbe chiesto se la giovane avesse bisogno di aiuto: "Era senza telefono - è il resoconto - non aveva nulla in mano, zero bibite o pizza, semplicemente era quasi ferma e per quello che posso dire io, mi è parsa tranquilla. Ho insistito almeno tre volte con la mia offerta di aiuto, ma poi dentro di me ho detto basta, perché non volevo risultare né molesta, né farle pensare che fossi una malintenzionata". Mentre si allontanava in auto, alla testimone è sembrato che la ragazza stesse per imboccare un sentiero sterrato che porta a Teolo.
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