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Tornato a Terra l’astronauta che si è ammalato nello spazio: con lui i tre compagni di missione

Il distacco della navicella Dragon di SpaceX dalla Stazione Spaziale (afp)

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La navicella è ammarata con successo al largo della California e uno staff medico ha accolto l’equipaggio. Il cosmonauta era a bordo della Stazione Spaziale Internazionale quando si è sentito male. E’ il primo rientro anticipato per ragioni mediche deciso dalla Nasa
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Rientro anticipato sulla Terra per quattro astronauti che erano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Uno di loro – la Nasa non ha rivelato chi per ragioni di privacy – si è ammalato mentre era in orbita. Si trova in una condizione “seria e difficile da diagnosticare con precisione”, anche se è “stabile e ben assistito” aveva spiegato il capo dello staff medico dell’agenzia spaziale americana.

"Siamo una famiglia”

Gli americani Zena Cardman e Mike Fincke, il giapponese Kimiya Yui e il cosmonauta russo Oleg Platonov hanno abbandonato la Stazione verso l’una di notte di giovedì e si sono tuffati al largo di San Diego, in California, quando negli Stati Uniti erano le 3 e 40 di notte (le 9 e 40 in Italia). Avevano trascorso 167 giorni nello spazio.

Ad accoglierli c’era una nave con i tecnici della Nasa e uno staff medico. I quattro astronauti hanno salutato le telecamere al momento dell’uscita, quello malato è stato poi condotto in ospedale per i primi controlli, prima di volar…

Rientro anticipato sulla Terra per quattro astronauti che erano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Uno di loro – la Nasa non ha rivelato chi per ragioni di privacy – si è ammalato mentre era in orbita. Si trova in una condizione “seria e difficile da diagnosticare con precisione”, anche se è “stabile e ben assistito” aveva spiegato il capo dello staff medico dell’agenzia spaziale americana.

"Siamo una famiglia”

Gli americani Zena Cardman e Mike Fincke, il giapponese Kimiya Yui e il cosmonauta russo Oleg Platonov hanno abbandonato la Stazione verso l’una di notte di giovedì e si sono tuffati al largo di San Diego, in California, quando negli Stati Uniti erano le 3 e 40 di notte (le 9 e 40 in Italia). Avevano trascorso 167 giorni nello spazio.

Ad accoglierli c’era una nave con i tecnici della Nasa e uno staff medico. I quattro astronauti hanno salutato le telecamere al momento dell’uscita, quello malato è stato poi condotto in ospedale per i primi controlli, prima di volare con gli altri verso la base dell’agenzia spaziale americana a Houston.

"Non c’è nulla di sorprendente nella decisione di rientrare prima del previsto” ha detto Cardman prima dei lasciare la Stazione. “Siamo diventati una famiglia. Ci aiutiamo e ci diamo assistenza in ogni circostanza”.

La Crew-11 al momento della partenza (afp)

Platonov, 39 anni, è un ex pilota dell’aeronautica russa. Sarebbe dovuto partire per lo spazio qualche anno fa, ma il suo lancio era stato rimandato proprio per un problema di salute sulla cui natura non si hanno informazioni.

Anche la missione di Cardman era stata rimandata di un anno, quando la Nasa era stata costretta a rivedere i suoi programmi per far rientrare Butch Wilmore e Suni Williams, i due astronauti costretti a restare a bordo della Stazione dieci mesi a causa di un danno alla navicella sperimentale sulla quale avevano viaggiato all’andata.

Ammalarsi in orbita

E’ la prima volta nella storia della Stazione che si procede e un rientro d’urgenza per ragioni mediche. Nel 2020 un astronauta aveva sofferto di un trombo alla carotide, ma era stato curato a bordo con pasticche di anticoagulanti. Quando l’armadietto delle medicine le aveva esaurite, un’altra confezione era stata spedita nello spazio con una navicella cargo.

Ai sovietici un’emergenza medica era capitata nel 1985, quando il cosmonauta Vladimir Vasyutin era stato colpito da un’infezione ed era dovuto tornare urgentemente a Terra.

Mal d’orecchi, mal di denti e mal di stomaco che avevano colpito altri astronauti erano sempre stati curati in orbita senza particolari ansie. Parte dell’addestramento per lo spazio è dedicato proprio al trattamento dei problemi di salute più comuni. A bordo della Stazione c’è un armadietto dei medicinali ben nutrito, apparecchi per eseguire elettrocardiogramma ed ecografie.

Chi parte e chi resta

Oggi insieme all’astronauta malato sono tornati i tre compagni di volo che facevano parte della cosiddetta Crew-11: il gruppo partito il primo agosto e di ritorno – secondo le previsioni originarie – a fine febbraio. A bordo della Stazione restano altri tre astronauti, in attesa che il quartetto successivo (la Crew-12) completi frettolosamente l’addestramento e si prepari a partire. Non succederà prima del 15 febbraio.

I sette astronauti a bordo della Stazione 

Ora l’astronauta malato dovrà affrontare lo stress del rientro. Una permanenza nello spazio di mesi fa perdere al corpo la capacità di stare in equilibrio, di camminare e fa indebolire i muscoli della postura. Il cuore deve riprendere a pompare con più forza per far vincere al sangue la forza di gravità. Ogni astronauta descrive i primi giorni sulla Terra come una sofferenza. Il programma di riabilitazione richiede in genere diverse settimane.

La decisione della Nasa in questo caso è stata presa soprattutto per chiarire quali sono le cause del problema di salute. A bordo della Stazione non è stato possibile stabilire con chiarezza di quale malattia si tratti. “A Terra sarà possibile effettuare tutti i controlli, con tutti gli strumenti diagnostici a disposizione” ha spiegato Fincke, che della Stazione era anche comandante. Prima di partire, con una cerimonia che si ripete a ogni cambio di equipaggio, ha ceduto la campanella (il simbolo del comando) al russo Sergey Kud-Sverchkov.

L'aurora fotografata dall'astronauta giapponese 

Yui la settimana scorsa ha celebrato il 300esimo giorno nello spazio condividendo immagini dell’aurora e del Monte Fuji innevato. “Voglio imprimere queste immagini nei miei occhi e ancor più nel mio cuore. Presto tornerò a essere una di quelle lucine lì a terra” aveva scritto su X, lasciandoci sfuggire la sola nota di nostalgia di tutta questa vicenda.

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