Venezuela, liberato anche l’imprenditore Luigi Gasperin
di Alessia CanditoIl suo nome era stato fra i primi a circolare quando la “presidente incaricata”, così continua a definirsi, Delcy Rodriguez, ha annunciato una nuova ondata di scarcerazioni. Ma Luigi Gasperin, imprenditore da decenni trapiantato in Venezuela, ha dovuto aspettare più di una settimana prima di uscire dal carcere.
La conferma è arrivata nella notte dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, su X ha scritto “anche Luigi Gasperin è libero. Ora è nella sede della nostra ambasciata a Caracas. Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l'ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere".
L’imprenditore è provato – fa sapere la Farnesina - ma sta bene e vorrebbe restare nel Paese, comunica la Farnesina. Ha 77 anni, era uno dei detenuti più anziani, e i mesi in prigione hanno passato fattura. “Ha annunciato che vorrebbe rimanere in Venezuela e tornare alla città di Maturin, nello stato del Monagas, dove si trova la sua azienda", fanno sapere da Caracas.
Fino a un anno fa era proprietario della Téc…
Il suo nome era stato fra i primi a circolare quando la “presidente incaricata”, così continua a definirsi, Delcy Rodriguez, ha annunciato una nuova ondata di scarcerazioni. Ma Luigi Gasperin, imprenditore da decenni trapiantato in Venezuela, ha dovuto aspettare più di una settimana prima di uscire dal carcere.
La conferma è arrivata nella notte dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, su X ha scritto “anche Luigi Gasperin è libero. Ora è nella sede della nostra ambasciata a Caracas. Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l'ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere".
L’imprenditore è provato – fa sapere la Farnesina - ma sta bene e vorrebbe restare nel Paese, comunica la Farnesina. Ha 77 anni, era uno dei detenuti più anziani, e i mesi in prigione hanno passato fattura. “Ha annunciato che vorrebbe rimanere in Venezuela e tornare alla città di Maturin, nello stato del Monagas, dove si trova la sua azienda", fanno sapere da Caracas.
Fino a un anno fa era proprietario della Técnica Petrolera Wlp, impresa dell’indotto petrolifero, fra le più importanti della regione del Monagas, più volte partner della statale Pdvsa, con cui almeno per sessanta volte aveva chiuso contratti. Spesso la collaborazione si era chiusa con contenziosi amministrativi arrivati fino alla massima Corte, tra ricorsi, controricorsi e appelli.
Nell’agosto scorso invece le squadre d’élite della polizia si erano presentati nella sua azienda con un ordine di perquisizione. Al termine se lo sono portato via. Secondo l’accusa, lui e l’azienda sarebbero stati coinvolti nel presunto attentato contro Maduro che una rete di cospiratori avrebbe organizzato nella centralissima plaza Venezuela, a Caracas. “Avrebbe potuto provocare una strage”. O almeno, così l’aveva raccontata il ministro Diosdado Cabello, promettendo mano dura contro i presunti congiurati. Fra loro, anche Gasperin, accusato di aver fornito l’esplosivo, e dal giorno dell’arresto sparito nelle carceri venezuelane. Fino alla liberazione di stanotte.