Trentino, pensionato ucciso in casa con bastonate alla testa: “Ha lottato con il suo assassino”
di Federica AngeliSi è svegliata sotto shock la piccola comunità di Strigno, frazione del comune di Castel Ivano in Valsugana, dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Mauro Sbetta, 68 anni, nella sua abitazione di via Marconi nella notte tra il 13 e il 14 gennaio. Un uomo conosciuto e stimato, molto facoltoso, una presenza discreta ma familiare per molti, la cui morte improvvisa ha gettato un’ombra di inquietudine sull’intero paese.
La scena del crimine
A fare la tragica scoperta è stato un conoscente, in possesso delle chiavi di casa, avvisato da un cugino che da giorni non riusciva più a mettersi in contatto con lui. Quando la porta si è aperta, la scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori ha subito fatto capire che non si trattava di una morte naturale: Sbetta era steso sul pavimento del soggiorno, in una pozza di sangue, con profonde ferite alla nuca.
La colluttazione
Nella camera da letto, i vetri infranti della porta-finestra e altre tracce di sangue lasciano intuire una violenta colluttazione segno che l’uomo ha provato a difendersi prima di morire. I carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Davide Ognibene, hanno immediatamente aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti. Fin dai primi rilievi, infatti, gli investigatori hanno escluso che le ferite potessero essere compatibili con una semplice caduta accidentale. Al contrario, tutto lascia pensare che l’uomo sia stato aggredito e colpito più volte alla testa con un oggetto, che al momento non è stato ancora ritrovato.
Il movente
Resta da chiarire un punto fondamentale: chi è entrato in quella casa e perché. Sbetta potrebbe aver aperto volontariamente la porta a qualcuno che conosceva, oppure essere stato sorpreso da uno o più sconosciuti. È una delle domande centrali dell’inchiesta. Per questo i carabinieri stanno passando al setaccio sia la vita privata della vittima – amicizie, abitudini, eventuali tensioni o rapporti problematici – sia le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare movimenti sospetti nelle ore precedenti o successive al delitto.
Le tracce di sangue
La scientifica ha lavorato a lungo all’interno dell’appartamento, analizzando le macchie di sangue sui muri, le impronte e ogni possibile traccia utile a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione. L’autopsia, programmata per le prossime ore, dovrà stabilire con precisione la causa della morte e chiarire se Sbetta abbia tentato di difendersi prima di essere colpito a morte.
Paese sotto shock
Intanto, Strigno vive ore di forte tensione emotiva. Mauro Sbetta era un pensionato, ex dipendente magazziniere per Set Distribuzione, la società del Gruppo Dolomiti Energia che si occupa della distribuzione dell’energia elettrica in provincia. I vicini lo descrivono come una persona tranquilla, riservata, senza nemici apparenti. Proprio per questo la sua morte violenta ha colpito ancora di più la comunità, che fatica a trovare una spiegazione a quanto accaduto. Il sindaco di Castel Ivano ha parlato di una comunità sconvolta e preoccupata, invitando però a lasciare lavorare gli inquirenti. Per ora, nessuna pista viene esclusa: si indaga in tutte le direzioni, dall’ipotesi di un’aggressione maturata in un contesto personale fino a quella di un intruso entrato in casa per altri scopi.
Casa sotto sequestro
Nel frattempo, la casa di via Marconi resta sotto sequestro e le indagini proseguono senza sosta. L’obiettivo è dare un nome e un volto a chi ha tolto la vita a Mauro Sbetta e restituire, almeno in parte, un senso di giustizia a una comunità improvvisamente ferita da un delitto tanto brutale quanto inatteso.