Teolo (Padova) – Nel buio di una notte sottozero l’ultima immagine impressa negli occhi di Annabella Martinelli, molto probabilmente, è stata quella degli alberi di acacia e i roveri attorno a lei illuminati solo dalla luna. Spogli, ghiacciati, grigi. Su uno di questi Annabella ha agganciato la corda che aveva nel suo zainetto rosso. E, secondo quanto hanno ricostruito da carabinieri e procura, ha deciso di farla finita. A quasi venticinque chilometri dalla sua casa di Padova e immersa nella terra dei Colli Euganei. In un taccuino ha spiegato, in diverse pagine, i motivi della sua inquietudine, di quel malessere che poche ore prima l’aveva spinta a dire una bugia nel giorno dell’ultima festa natalizia, l’Epifania, fingendo di uscire di casa per andare a dormire da un’amica. «Mi dispiace, scusatemi», sono le parole per i suoi genitori.
Si sono concluse così le ricerche senza sosta che da nove giorni avevano coinvolto un’imponente macchina dei soccorsi con circa ottanta uomini. In cielo c’erano droni e elicotteri e a terra anche i cani molecolari dei vigili del fuoco. Annabella però non era nel sottobosco ma più vicina di quanto si pensasse. Ad appena cinquecento metri dalla sua bicicletta viola che aveva agganciato a un palo. A notare Annabella sospesa è stata una donna che stava passeggiando con il suo cane su quella collinetta a 100 metri da via Euganea Teolo.
Tutti gli indizi, a partire dal taccuino, portano ad un gesto autolesionistico. Nella tasca del giubbotto verde aveva il suo borsellino con i soldi, il cellulare e nello zaino c’era anche una buona parte di quelle due pizze acquistate la sera del 6 gennaio e che, in un primo momento, avevano fatto ipotizzare che Annabella non fosse sola in quella notte di fuga. Il sopralluogo della Scientifica ha escluso la presenza di un’altra persona attorno all’albero dov’era Annabella. Il procuratore Antonello Racanelli ha comunque deciso di disporre l’autopsia che sarà eseguita martedì: «Per non lasciare nulla al caso».
Annabella negli ultimi mesi stava scomparendo a poco a poco. Aveva lasciato il suo ragazzo, non frequentava più la facoltà di Giurisprudenza a Bologna, aveva allontanato anche le poche amiche. La sera del 6 gennaio ha pedalato fino a Teolo, ha anche incrociato una ragazza che le aveva chiesto se avesse bisogno di aiuto. Lo ha rifiutato ed è andata dritta per la sua strada. Molto probabilmente ha scelto quel luogo nel parco regionale perché lì, lei che era amante della natura, era andata con suo padre. Era un giorno dello scorso agosto e il sentiero li aveva portati fino al santuario del Monte della Madonna. Cinque chilometri di curve e stradine da dove Annabella ha trovato la sua pace per sempre.