Crans, per liberare i Moretti cauzione di 430mila euro
dal nostro inviato Rosario Di RaimondoCRANS-MONTANA – Il 20 e il 21 gennaio i coniugi Moretti saranno di nuovo interrogati in procura. Jacques spera di tornarci da uomo (quasi) libero. Il titolare del Le Constellation è in carcere, la moglie ha il divieto di espatrio. La procura di Sion chiede una cauzione di 400 mila franchi (430 mila euro) per alleggerire le misure cautelari, nonché il braccialetto elettronico per lui. Per i pm non c’è rischio che la coppia inquini le prove. I giudici decideranno nelle prossime ore. Nei giorni scorsi hanno motivato così le esigenze cautelari: «Il rischio che l’imputato si sottragga al procedimento fuggendo o nascondendosi è probabile e quindi molto reale». Un amico dei coniugi si offre di versare la cauzione per loro. «Chiedo che vengano adottate misure di protezione, garantendo il rigoroso anonimato», scrive alla procura Patrick Michod, uno dei legali dei Moretti.
CRANS-MONTANA – Il 20 e il 21 gennaio i coniugi Moretti saranno di nuovo interrogati in procura. Jacques spera di tornarci da uomo (quasi) libero. Il titolare del Le Constellation è in carcere, la moglie ha il divieto di espatrio. La procura di Sion chiede una cauzione di 400 mila franchi (430 mila euro) per alleggerire le misure cautelari, nonché il braccialetto elettronico per lui. Per i pm non c’è rischio che la coppia inquini le prove. I giudici decideranno nelle prossime ore. Nei giorni scorsi hanno motivato così le esigenze cautelari: «Il rischio che l’imputato si sottragga al procedimento fuggendo o nascondendosi è probabile e quindi molto reale». Un amico dei coniugi si offre di versare la cauzione per loro. «Chiedo che vengano adottate misure di protezione, garantendo il rigoroso anonimato», scrive alla procura Patrick Michod, uno dei legali dei Moretti.
Le carte della procura aggiungono dettagli alla strage che ha causato 40 morti e 116 feriti a Le Constellation. Un disastro in 2 minuti: all’1,26 l’ordine con le bottiglie di champagne e le candele pirotecniche; all’1,27 le prime fiamme; all’1,28 il flashover che brucia tutto. Nel seminterrato rimangono intrappolate e muoiono 37 persone. Alle 3,30 Edoardo S., italiano di 15 anni che era nel bar, chiama la polizia e consegna due video: grazie alla sua testimonianza si è chiarita subito la causa del rogo.
Il Papa riceve i parenti dei ragazzi morti a Crans-Montana: “Sono commosso, domandiamo a Dio perché”
I pm chiedono ora di acquisire tutte le registrazioni delle chiamate effettuate il primo gennaio «tra l’1,25 e le 3 del mattino». Si chiedono a Uber le informazioni sulle tratte per rue Centrale 35, indirizzo del locale. E dalla catena di negozi Hornbach, dove Jacques dice di aver comprato la schiuma isolante nel 2015, si vogliono le vecchie fatture e le schede tecniche del prodotto. A loro volta gli avvocati si organizzano e chiedono ai testimoni di mandare video e foto. In un atto, i pm scrivono che «numerose misure investigative devono ancora essere intraprese», «sono coinvolti diversi reati» e «le responsabilità saranno probabilmente molteplici».
Fischiano le orecchie in Comune, che non ha fatto controlli per sei anni. Intanto il sindaco Nicolas Féraud lascia l’organizzazione dei Campionati del mondo di sci del 2027. L’inchiesta «verrà condotta con rigore e indipendenza», è la rassicurazione che l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha ricevuto durante un incontro dal consigliere di Stato per la Sicurezza Stéphane Ganzer.