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Debiti, rate e ipoteche: la vita dorata (in prestito) dei coniugi Moretti

(reuters)

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Il locale della tragedia comprato ufficialmente per un franco. Il sospetto che il resto sia stato versato in contanti. La cauzione bassa perché i giudici non hanno trovato grandi disponibilità
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Mutui milionari, supercar in leasing, conti in banca bloccati e una cauzione da quattrocentomila franchi da pagare, che un anonimo amico ha già versato. Ma anche misteri sull’origine dei soldi e sull’acquisto del Constellation: «Cash...», sussurra una fonte che segue l’inchiesta. Ma chissà che anche questa non sia una leggenda. Non erano gli Elon Musk di Crans-Montana ma certo J&J ora vedono nero: «Viviamo dei redditi delle nostre aziende. Per il futuro siamo pieni di tristezza, non so come possiamo farcela», dice Jacques davanti ai pm.

Da ragazzo, racconta la moglie Jessica, «ha avuto un’infanzia caotica, è rimasto senza casa a 14 anni, ha sofferto la fame». Poi il grande salto nell’imprenditoria. Col suo locale andato in fiamme e con l’altro bar, il Senso, i redditi di famiglia erano di «10 mila franchi al mese», poco più di diecimila euro. Dal 2020, il solo fatturato del Constellation «si attesta tra i 600 e i 700 mila franchi» e nel 2022 il fatturato era cresciuto «del 20-25% …

Mutui milionari, supercar in leasing, conti in banca bloccati e una cauzione da quattrocentomila franchi da pagare, che un anonimo amico ha già versato. Ma anche misteri sull’origine dei soldi e sull’acquisto del Constellation: «Cash...», sussurra una fonte che segue l’inchiesta. Ma chissà che anche questa non sia una leggenda. Non erano gli Elon Musk di Crans-Montana ma certo J&J ora vedono nero: «Viviamo dei redditi delle nostre aziende. Per il futuro siamo pieni di tristezza, non so come possiamo farcela», dice Jacques davanti ai pm.

Da ragazzo, racconta la moglie Jessica, «ha avuto un’infanzia caotica, è rimasto senza casa a 14 anni, ha sofferto la fame». Poi il grande salto nell’imprenditoria. Col suo locale andato in fiamme e con l’altro bar, il Senso, i redditi di famiglia erano di «10 mila franchi al mese», poco più di diecimila euro. Dal 2020, il solo fatturato del Constellation «si attesta tra i 600 e i 700 mila franchi» e nel 2022 il fatturato era cresciuto «del 20-25% rispetto alla media». Si viaggiava a gonfie vele. Ma sommersi dai debiti.

«Abbiamo un’ipoteca sulla nostra residenza principale da 1,3 milioni. Anche le società hanno ipoteche», elenca Jacques. Il Senso ce l’ha da 1,3 milioni, poi un altro mutuo da 1,7 per l’appartamento sopra il bar andato in fiamme, e un altro da un milione per Le Vieux Chalet. Sommando, una zavorra da 4,3 milioni, ai quali vanno aggiunti 380 mila euro per un immobile comprato a Cannes.

La villa di famiglia a Lens affaccia su una vista mozzafiato. Alla porta, c’è ancora attaccata una decorazione natalizia. Nel parcheggio, macchine da star. «Ho diverse auto, tutte in leasing. Non possediamo auto a nostro nome — continua monsieur Moretti – C’è una Porsche Cayenne intestata alla società Le Constellation». Come la «Bentley e la Smart, tutte intestate credo alla Le Constellation. Abbiamo un furgone Mercedes intestato alla società Le Senso». Solo per la Bentley, che vale 175 mila franchi, la rata mensile è di duemila. Certo è che a J&J le macchine non portano bene: durante la pandemia vengono accusati di aver usato parte dei finanziamenti per il Covid (poco più di trentamila franchi) per concedersi una Maserati. Anche quella, dimostrano, non è per uso personale ma per le loro società e il processo finisce in niente.

Il rapporto con i soldi ha molte ombre. Per Le Figaro, nel 2010 l’imprenditore viene condannato a quattro mesi per aver falsificato certificati di alloggio e di affitto al fine di riscuotere gli assegni familiari: quasi settemila euro di sussidi non dovuti tra il 2004 e il 2006. Acqua passata. Molto più strana la risposta che durante l’interrogatorio del 9 gennaio Jacques dà a un avvocato: «Avete pagato il Constellation un franco?». Risposta: «Sì, perché l’attività era chiusa da un anno e ho firmato un contratto di locazione». Poi, nel 2022, l’acquisto a un presunto prezzo stracciato. Ma com’è possibile? Nel verbale non si va oltre. «Ma questo è quello che dice lui», racconta una fonte. Che chiude con la parola magica: «Cash».

Niente trucchi, niente inganni, niente nero. «Tutto viene pagato con carta di credito o bonifico — assicura il Corso – No, a casa non ho una cassaforte né dei contanti». Dal 2015 a oggi il patrimonio netto dei coniugi lievita da 100 mila a 400 mila franchi svizzeri. Proprio l’importo della cauzione. Tutto sommato basso perché, per i pm, questo possono permettersi. Va tutto a rotoli. I conti bloccati. I tre locali chiusi. Per incendio o per imposizione del Comune.

Per la procura, anche questo aspetto sostanzia il pericolo di fuga. «Non ho mai pensato di fuggire e non mi è nemmeno passato per la testa. La mia famiglia e i miei amici sono qui. Non ho una vita da nessun’altra parte — dice in lacrime Jessica davanti al giudice, quando teme pure lei di finire in carcere — Non abbiamo ancora pensato a cosa succederà dopo. Ho delle lauree, se avrò bisogno di trovare un lavoro qui, lo farò».

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