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La madre di Diego, il ragazzo ritrovato a Milano: “Voglio solo riabbracciarlo”

Il quattordicenne era sparito la mattina del 12 gennaio in provincia di Verona
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“Non trovo le parole per dire come sto in questo momento, voglio solo riabbracciare Diego, stringerlo come quando era bambino, lui che adesso è un ometto alto e grosso”. Sara Agnolin è in viaggio per Milano. È partita poco prima di mezzogiorno dalla casa di Pozzo, frazioncina di San Giovanni Lupatoto nel veronese: la casa dove Diego lunedì 12 gennaio alle 6.45 era uscito fingendo di andare a scuola a Verona per poi invece far perdere le sue tracce. Per nove lunghi giorni. Un tempo che alla mamma e alle sorelle è parso infinito: buio, angoscia, strazio. La paura di un finale tragico. Poi la notizia del ritrovamento, questa mattina, a Milano. Che testacoda di emozioni questo inizio di giornata.

Le ricerche e l’appello

Capelli raccolti in una coda, felpa, la mamma di Diego aveva appena realizzato e diffuso ai media un video nel quale si rivolgeva al figlio pregandolo di tornare a casa. Cinquanta secondi di puro dolore, in lacrime, la voce che si strozza in gola. “Diego torna a casa! Mett…

“Non trovo le parole per dire come sto in questo momento, voglio solo riabbracciare Diego, stringerlo come quando era bambino, lui che adesso è un ometto alto e grosso”. Sara Agnolin è in viaggio per Milano. È partita poco prima di mezzogiorno dalla casa di Pozzo, frazioncina di San Giovanni Lupatoto nel veronese: la casa dove Diego lunedì 12 gennaio alle 6.45 era uscito fingendo di andare a scuola a Verona per poi invece far perdere le sue tracce. Per nove lunghi giorni. Un tempo che alla mamma e alle sorelle è parso infinito: buio, angoscia, strazio. La paura di un finale tragico. Poi la notizia del ritrovamento, questa mattina, a Milano. Che testacoda di emozioni questo inizio di giornata.

Le ricerche e l’appello

Capelli raccolti in una coda, felpa, la mamma di Diego aveva appena realizzato e diffuso ai media un video nel quale si rivolgeva al figlio pregandolo di tornare a casa. Cinquanta secondi di puro dolore, in lacrime, la voce che si strozza in gola. “Diego torna a casa! Mettiti in contatto in qualche maniera, vengo a prenderti subito. Io e le tue sorelline non possiamo stare senza di te Diego… Si risolve tutto, torna a casa, non credere a quello che ti hanno raccontato… La tua vita è qua con noi, i tuoi amici e la tua famiglia, Diego… Per piacere mettiti in contatto torna a casa dalla mamma Diego… Ti vogliamo bene, ti voglio bene, mi manchi Diego… Torna a casa ti prego Diego!”.

"Sta bene, siamo felicissimi”

Le parole e il grido di dolore della donna non hanno fatto in tempo ad arrivare al figlio: gli agenti delle Volanti lo avevano già preso in consegna a Milano. “Togliete il video, l’hanno trovato!”. Sara Agnolin, attraverso Irene, un’amica di famiglia, ha subito chiesto di non diffondere più il suo appello perché appunto il figlio non era più un fantasma. Era ed è in buone condizioni di salute. “Siamo felicissimi, siamo usciti da un incubo!”, dice Irene. “Sara sta raggiungendo il figlio a Milano, li aspettiamo a Pozzo”. “Il paese, la nostra comunità, sono sollevati. Che Diego è vivo e sta bene è una notizia meravigliosa. Lo aspettiamo per festeggiare, ma lasciamo ovviamente a lui e alla sua famiglia tutto il tempo per elaborare quello che è successo”. Sono le parole di Attilio Gastaldello, sindaco di San Giovanni Lupatoto.

“Siamo tutti felicissimi - aggiunge Debora Lenin, assessora all’istruzione -. La delicatezza della vicenda adesso impone il massimo rispetto e, allo stesso tempo, se ce ne sarà bisogno, la massima cura da parte delle istituzioni. Noi c’eravamo e ci saremo. Per Diego, per sua mamma e per le sorelline”. Due. Di otto e dieci anni. Il padre è scomparso cinque anni fa, stroncato da un malore improvviso. Una perdita difficile da metabolizzare per la famiglia: Diego aveva nove anni, le due sorelline tre e cinque. Sara Agnolin, con grande dignità, ha tenuto la barra dritta e ha continuato a lavorare in un esercizio commerciale. Lavoratrice e madre con tre figli da crescere, quindi anche casalinga.

Nove giorni di buio

“Diego ha sempre frequentato la parrocchia e l’oratorio - racconta don Michele Zampieri, parroco di Pozzo -. Un ragazzo tranquillo, serio, timido, riservato”. Il basket, la sua grande passione. I compagni di squadra del Sangio Wolves, dopo l’allontanamento di nove giorni fa, avevano provato – come anche i compagni di scuola dell’istituto “Giorgi” di Verona – ad agganciare Diego con messaggini sui social, la piazza digitale sulla quale comunicano gli adolescenti. Due video TikTok condivisi e un’amicizia accettata, mercoledì scorso: erano stati i due barlumi di speranza durante le ricerche del ragazzino, ricerche che si erano concentrate su Milano.

“Vado a trovare degli amici a Milano”, aveva detto Diego a una vecchia compagna di classe incrociata la mattina del 15 in stazione a Verona. Prima di sparire. Aveva in spalla uno zaino con dentro un sacco a pelo e alcuni vestiti, giubbotto con cappuccio, berretta di lana blu e pantaloni della tuta. Se e con chi aveva appuntamento Diego a Milano lo si capirà nelle prossime ore o giorni. In questo momento c’è solo un ragazzino di 14 anni che sta per riabbracciare sua mamma.

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