Ecco perché alcune stelle non invecchiano. Il segreto della loro longevità è nella vita di coppia
di Elena DusiCi sono stelle che restano sempre bambine. Non vogliono saperne di crescere e rispettare i ritmi della vita. Anche in cielo infatti il brillare di un astro tende a opacizzarsi col tempo, passando dall’azzurro acceso delle prime fasi ai toni più caldi del rosso quando il combustibile si esaurisce e si avvicina il tramonto.
Il segreto della longevità
Loro no, rifiutano di seguire questa legge. Restano azzurre anche quando attorno a loro ci sono solo compagne avviate verso i colori caldi. I segreti della longevità, ovviamente, non interessano solo i ricercatori con gli occhi sulla Terra. Gli astronomi da anni si interrogano sul perché queste stelle, chiamate vagabonde azzurre e osservate per la prima volta nel 1953, seguano leggi diverse dalle altre. Una delle ipotesi era che fossero nate in momenti successivi, magari in seguito a collisioni violente tra due o più stelle.
Su Nature Communications un gruppo dell’Università di Bologna e dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha fo…
Ci sono stelle che restano sempre bambine. Non vogliono saperne di crescere e rispettare i ritmi della vita. Anche in cielo infatti il brillare di un astro tende a opacizzarsi col tempo, passando dall’azzurro acceso delle prime fasi ai toni più caldi del rosso quando il combustibile si esaurisce e si avvicina il tramonto.
Il segreto della longevità
Loro no, rifiutano di seguire questa legge. Restano azzurre anche quando attorno a loro ci sono solo compagne avviate verso i colori caldi. I segreti della longevità, ovviamente, non interessano solo i ricercatori con gli occhi sulla Terra. Gli astronomi da anni si interrogano sul perché queste stelle, chiamate vagabonde azzurre e osservate per la prima volta nel 1953, seguano leggi diverse dalle altre. Una delle ipotesi era che fossero nate in momenti successivi, magari in seguito a collisioni violente tra due o più stelle.
Su Nature Communications un gruppo dell’Università di Bologna e dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha fornito un’altra risposta. Secondo Francesco Ferraro e i suoi colleghi il segreto della prolungata giovinezza delle stelle bambine sta nella vita di coppia.
Le stelle che vivono in coppia
Le vagabonde blu fanno sempre parte di sistemi binari: due stelle che orbitano l’una attorno all’altra. Lungi dall’essere equilibrato, il loro rapporto ricade a volte nello sfruttamento, con una delle due compagne che risucchia il materiale dell’altra in parte o addirittura per intero. Grazie al combustibile fresco la stella prevaricatrice riesce a restare brillante, facendo invecchiare e morire precocemente l’altra.
Come tutti i rapporti squilibrati, anche quello delle stelle binarie ha i suoi svantaggi. Le coppie si formano più facilmente negli ammassi affollati perché la densità favorisce gli incontri. Gli assembramenti eccessivi però facilitano anche la presenza di terze stelle, che con la forza della loro gravità rischiano di smembrare la coppia. Raramente, per questo motivo, i sistemi binari vivono a lungo.
Il catalogo delle vagabonde blu
Il gruppo dell’università di Bologna e dell’Inaf ha chiesto aiuto al telescopio spaziale Hubble per sbrogliare questo mistero. Gli astronomi hanno spiato la vita di coppia dei sistemi binari in 48 ammassi stellari della Via Lattea. Le 3.400 vagabonde blu censite rappresentano il più grande campionario mai messo insieme finora.
Gli scienziati italiani, analizzando il catalogo, si sono accorti poi che le stelle sempre bambine sono più frequenti negli ammassi affollati ma non troppo. Esiste un equilibrio nel quale gli astri sono abbastanza vicini da potersi incontrare, ma senza subire la presenza invadente di estranei destinati a turbarne le orbite.
L’importanza dell’ambiente
“Questo lavoro dimostra che anche l’ambiente gioca un ruolo rilevante nella vita delle stelle” spiega Ferraro. “Le vagabonde blu sono connesse all’evoluzione dei sistemi binari, ma la loro sopravvivenza dipende anche dalle condizioni in cui vivono. Un ambiente in cui la densità è bassa rappresenta l’habitat migliore, permettendo ad alcune stelle di sembrare molto più giovani della loro età”.