Non una playlist qualsiasi quella risuonata in chiesa per il funerale di Valentino. Tutti pezzi sacri, e collocati all’interno della messa secondo la funzione liturgica che li distingue. Preghiere in musica, dunque, non generica colonna sonora. La cerimonia in Santa Maria degli Angeli non ha voluto presentarsi come un’estrema celebrazione d’individualismo, l’addio di un personaggio pubblico che pone se stesso al centro della scena. L’uomo Valentino — non la star — per quest’ultimo viaggio si è fatto scortare da opere amate che trascendono il tempo e parlano d’assoluto. Lo Schubert dell’Ave Maria e Mozart, “Lacrimosa” e Kyrie dal Requiem, insieme al minuscolo gioiello dell’Ave verum.
Inoltre, selezione raffinatissima, due pagine da un altro Requiem, quello intimo, privato, che il francese Gabriel Fa…
Non una playlist qualsiasi quella risuonata in chiesa per il funerale di Valentino. Tutti pezzi sacri, e collocati all’interno della messa secondo la funzione liturgica che li distingue. Preghiere in musica, dunque, non generica colonna sonora. La cerimonia in Santa Maria degli Angeli non ha voluto presentarsi come un’estrema celebrazione d’individualismo, l’addio di un personaggio pubblico che pone se stesso al centro della scena. L’uomo Valentino — non la star — per quest’ultimo viaggio si è fatto scortare da opere amate che trascendono il tempo e parlano d’assoluto. Lo Schubert dell’Ave Maria e Mozart, “Lacrimosa” e Kyrie dal Requiem, insieme al minuscolo gioiello dell’Ave verum.
Inoltre, selezione raffinatissima, due pagine da un altro Requiem, quello intimo, privato, che il francese Gabriel Fauré scrisse al crepuscolo dell’800. Solo al termine della messa una concessione alla canzone d’autore: il feretro del couturier (che dieci anni fa aveva firmato i costumi della Traviata per l’Opera di Roma) esce sulle note del Nostro concerto di Bindi. Mentre su Instagram l’ex compagno e braccio destro Giancarlo Giammetti posta la voce della Callas: Puccini, O mio babbino caro.