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Intelligenza artificiale, il Papa: “Non è un’amica né un oracolo, guardarsi dai chatbot affettuosi”

Nel messaggio per la giornata della comunicazione Prevost punta il dito contro gli “oligopolisti” delle big tech scelti da Time come persone dell’anno: “Possono riscrivere anche la storia della Chiesa”. Appello per un giornalismo di qualità contro la disinformazione
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Il rischio «è grande», il digitale può «modificare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana», la sfida «non è tecnologica, ma antropologica». Papa Leone XIV usa toni drammatici nel suo primo messaggio per la giornata che ogni anno la Chiesa cattolica dedica alle comunicazioni sociali. L’argomento, ovviamente, è l’intelligenza artificiale, che fin da subito Prevost ha individuato come cruciale per la Chiesa.

Enciclica e think tank

La sua prima enciclica, che potrebbe intitolarsi Magnifica Humanitas e sarà pubblicata nei prossimi mesi, dovrebbe essere incentrata sull’intelligenza artificiale, e per promuovere una riflessione etica sull’AI il Papa nato a Chicago intende ospitare in Vaticano un think tank internazionale.

Il buon giornalismo

Nel messaggio pubblicato ieri Leone lancia l’allarme sul potere di cui godono gli algoritmi. I rischi si chiamano cyberbullismo, deepfake, violazione della privacy, disinformazione. I mass media, ricorda il Papa, non devono per…

Il rischio «è grande», il digitale può «modificare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana», la sfida «non è tecnologica, ma antropologica». Papa Leone XIV usa toni drammatici nel suo primo messaggio per la giornata che ogni anno la Chiesa cattolica dedica alle comunicazioni sociali. L’argomento, ovviamente, è l’intelligenza artificiale, che fin da subito Prevost ha individuato come cruciale per la Chiesa.

Enciclica e think tank

La sua prima enciclica, che potrebbe intitolarsi Magnifica Humanitas e sarà pubblicata nei prossimi mesi, dovrebbe essere incentrata sull’intelligenza artificiale, e per promuovere una riflessione etica sull’AI il Papa nato a Chicago intende ospitare in Vaticano un think tank internazionale.

Il buon giornalismo

Nel messaggio pubblicato ieri Leone lancia l’allarme sul potere di cui godono gli algoritmi. I rischi si chiamano cyberbullismo, deepfake, violazione della privacy, disinformazione. I mass media, ricorda il Papa, non devono permettere che l’obiettivo di «vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più» prevalga sulla ricerca della verità. Serve «accuratezza» e «trasparenza», i contenuti generati dall’intelligenza artificiale vanno «distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone», il lavoro dei giornalisti va tutelato.

I padroni delle big tech

Il Papa, più in generale, chiede una «regolamentazione» e punta il dito contro i padroni delle big tech, personaggi come Elon Musk e Mark Zuckerberg che Time ha eletto persone dell’anno 2025: sono «una manciata di aziende» e il «controllo oligopolistico» delle nuove tecnologie desta «preoccupazione», scrive il Papa, possono persino arrivare sottilmente a «riscrivere la storia umana, compresa la storia della Chiesa».

I chatbot affettuosi

Prevost è preoccupato per le persone più vulnerabili, gli anziani che arrancano, ma ancor di più i giovani. «I chatbot resi eccessivamente “affettuosi”», scrive, «possono diventare architetti nascosti dei nostri stati emotivi e in questo modo invadere e occupare la sfera dell’intimità delle persone». Nessuna scomunica, non si tratta di «fermare l’innovazione tecnologica» ma «guidarla». Deve però essere chiaro, dice il Papa, che gli algoritmi «premiano emozioni rapide e penalizzano invece espressioni umane più bisognose di tempo», «indeboliscono la capacità di ascolto e di pensiero critico e aumentano la polarizzazione sociale». L’intelligenza artificiale non è «una amica onnisciente» o «l’oracolo di ogni consiglio».

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