La vicina di casa dei Carlomagno: “Ho sentito le urla della sorella e ho capito che si erano uccisi”
dalla nostra inviata Romina MarcecaANGUILLARA SABAZIA (ROMA) – Un urlo straziante, alle 19,30 di sabato sera: “Non è giusto, non è giusto”. Così, dalle grida della sorella di Maria Messenio, Lorenza Vittorini – vicina da oltre trent’anni della famiglia Carlomagno – ha scoperto il suicidio di Pasquale e Maria. “Per fortuna non mi sono affacciata da questa parte del cortile”, racconta in vestaglia rosa nel giardino di casa e indica con un dito il portico della morte. Nella trave di legno scuro che si scorge dalla sua proprietà Pasquale e Maria, i genitori di Claudio Carlomagno, hanno appeso le corde con le quali l’hanno fatto finita.
Cosa è successo ieri?
“C’era silenzio da giorni qui. Non li ho più visti dalla morte di Federica, pensavo anche io che avessero cambiato casa. Era sempre tutto sbarrato e non c’erano mai panni stesi. Pioveva a dirotto quando ho sentito quelle grida. Ho guardato dalla finestra che dà sulla strada e ho visto le macchine dei carabinieri. Poi ho saputo. E’ una fine assurda, secondo me non hanno…
ANGUILLARA SABAZIA (ROMA) – Un urlo straziante, alle 19,30 di sabato sera: “Non è giusto, non è giusto”. Così, dalle grida della sorella di Maria Messenio, Lorenza Vittorini – vicina da oltre trent’anni della famiglia Carlomagno – ha scoperto il suicidio di Pasquale e Maria. “Per fortuna non mi sono affacciata da questa parte del cortile”, racconta in vestaglia rosa nel giardino di casa e indica con un dito il portico della morte. Nella trave di legno scuro che si scorge dalla sua proprietà Pasquale e Maria, i genitori di Claudio Carlomagno, hanno appeso le corde con le quali l’hanno fatto finita.
Cosa è successo ieri?
“C’era silenzio da giorni qui. Non li ho più visti dalla morte di Federica, pensavo anche io che avessero cambiato casa. Era sempre tutto sbarrato e non c’erano mai panni stesi. Pioveva a dirotto quando ho sentito quelle grida. Ho guardato dalla finestra che dà sulla strada e ho visto le macchine dei carabinieri. Poi ho saputo. E’ una fine assurda, secondo me non hanno retto alla gogna”.
Aveva visto il loro furgone lasciare la villa?
“No, ripeto era silenzio da giorni e loro non si facevano più vedere in giro”.
Vi conoscevate da decenni. Ha mai sentito liti col figlio Claudio?
“Erano molto riservati. Ho visto crescere i ragazzi e la casa, che è stata costruita dopo la mia. Quando Maria era rimasta incinta del secondo figlio ricordo che era felice, raggiante. Claudio veniva qui col bambino, era molto affezionato ai nonni. Li cercava”.
E Federica?
“Federica non la vedevo da oltre un mese, cioè da novembre. Poi abbiamo saputo della sua scomparsa e della sua terribile fine”.