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È morto William Foege, il medico che debellò il vaiolo

Donald Millar, William Foege e Michael Lane, succedutisi alla guida del Programma per l'eradicazione globale del vaiolo, leggono l’annuncio del successo dell’iniziativa nel 1980. ©Centers for Disease Control and Prevention/Wikimedia Commons 

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L'epidemiologo statunitense promosse i programmi globali di vaccinazione infantili, oltre a guidare la risposta iniziale Usa all’epidemia di Aids.
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È morto ieri notte all’età di 89 anni William H. Foege, il medico che cancellò il vaiolo dalla storia dell’umanità. L’epidemiologo statunitense si è spento per un’insufficienza cardiaca congestizia nella sua abitazione ad Atlanta, in Georgia. A dare l’annuncio, l’amico e collega Mark Rosenberg al New York Times.

Foege, figura chiave della sanità pubblica mondiale, è stato tra i principali artefici della strategia di “vaccinazione ad anello”, che negli anni Settanta permise di contenere e poi eliminare il vaiolo. Ma fu anche colui che guidò la risposta iniziale degli Stati Uniti all’epidemia di AIDS, difendendo la riservatezza dei pazienti oltre a cercare risorse per la ricerca in un contesto fortemente stigmatizzato. E promosse i programmi globali di vaccinazione infantile in qualità di direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (C.D.C), la principale agenzia sanitaria pubblica della nazione.

È morto ieri notte all’età di 89 anni William H. Foege, il medico che cancellò il vaiolo dalla storia dell’umanità. L’epidemiologo statunitense si è spento per un’insufficienza cardiaca congestizia nella sua abitazione ad Atlanta, in Georgia. A dare l’annuncio, l’amico e collega Mark Rosenberg al New York Times.

Foege, figura chiave della sanità pubblica mondiale, è stato tra i principali artefici della strategia di “vaccinazione ad anello”, che negli anni Settanta permise di contenere e poi eliminare il vaiolo. Ma fu anche colui che guidò la risposta iniziale degli Stati Uniti all’epidemia di AIDS, difendendo la riservatezza dei pazienti oltre a cercare risorse per la ricerca in un contesto fortemente stigmatizzato. E promosse i programmi globali di vaccinazione infantile in qualità di direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (C.D.C), la principale agenzia sanitaria pubblica della nazione.

Sotto i presidenti Carter (democratico) e Reagan (repubblicano), usò la sua posizione da direttore del C.D.C per espandere la visione dell’agenzia, concentrandosi sulle principali cause di morte e non solo alle malattie infettive, interessandosi degli incidenti stradali e della violenza con armi da fuoco. Decisione, quest’ultima, che creò un conflitto con la National Rifle Association e i repubblicani al Campidoglio.

Alto come un giocatore di basket dell’NBA (superava i 2 metri) e dotato di un carattere paziente, il dottor Foege stava prestando servizio come medico missionario della Chiesa luterana in Africa quando, nel 1966, l’Organizzazione mondiale della Sanità lanciò un programma internazionale per eradicare il vaiolo, una malattia altamente contagiosa – oltre che deturpante e mortale - che nel corso dei secoli aveva causato cinquecento milioni di morti. Una persona infetta era ricoperta di piaghe trasudanti pus e sangue. La pelle emanava un odore simile a quello della carne in decomposizione. “Era il profumo della morte” aveva affermato Foege in un recente podcast.

Fu chiamato a partecipare al progetto. Insieme alla moglie e al figlio piccolo si trasferì a Enugu, in Nigeria orientale: all’epoca, la regione più difficile al mondo quando si parlava di vaiolo. Lì, formò e dispiegò squadre di specialisti determinati a vaccinare il maggior numero possibile di persone. Di fronte alla scarsità di vaccini, mise a punto un approccio innovativo: individuare i casi, isolarli e vaccinare rapidamente i contatti diretti e indiretti, creando una barriera attorno ai focolai. Una strategia ispirata – come raccontò lui stesso – alle tecniche di contenimento degli incendi boschivi nell’ovest degli Stati Uniti. “Non una strategia nuova – disse – Ciò che era importante era l’abbandono della prima strategia, la vaccinazione di massa”. Il metodo ad ogni modo si rivelò decisivo. Nel 1970 il vaiolo fu eliminato dall’Africa occidentale e centrale. Nel 1978 venne registrato l’ultimo caso al mondo, in Somalia. Due anni dopo, l’Oms dichiarò ufficialmente eradicata la malattia.

Ma Foege non fu solo riconosciuto come uno dei principali architetti di quel successo storico. Anni dopo guidò la Task Force for Child Survival, contribuendo a portare il tasso di vaccinazione infantile mondiale dal 15 per cento degli anni Ottanta all’80 per cento circa nel 1990. Mentre solo in epoca recente, si era distinto anche come voce critica verso le politiche sanitarie delle amministrazioni Trump e verso le posizioni antivacciniste dell’attuale segretario alla Sanità statunitense Robert F. Kennedy Jr., definite “pericolose per la sanità pubblica”.

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