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Nella moda lo sconto è tabù, così la battuta di Cucinelli fa infuriare il socio di Valentino

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Il racconto dell’imprenditore del cachemire, la replica dello storico socio: “Neanche lo conosceva”
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Matrimoni e funerali, si sa, sono momenti delicati. Le sensibilità sono in massima allerta e una parola fuori posto, o mal interpretata, può scatenare una tempesta, a volte in un bicchiere d’acqua.

Il funerale di Valentino Garavani non è stato da meno. Scenografia perfetta, musiche intonate all’occasione, discorsi commossi e sentiti, parterre reale: moda, celebrities arrivati da tutto il mondo insieme a gente comune riuniti a Roma per piangere l’ultimo dei grandi couturier.

Insomma tutto era filato liscio fino a che su social non è comparso un post piccato e risentito. E come oramai è arcinoto, un cerino su Instagram o Facebook in pochi istanti rischia di trasformarsi in un incendio. E così è successo.

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Matrimoni e funerali, si sa, sono momenti delicati. Le sensibilità sono in massima allerta e una parola fuori posto, o mal interpretata, può scatenare una tempesta, a volte in un bicchiere d’acqua.

Il funerale di Valentino Garavani non è stato da meno. Scenografia perfetta, musiche intonate all’occasione, discorsi commossi e sentiti, parterre reale: moda, celebrities arrivati da tutto il mondo insieme a gente comune riuniti a Roma per piangere l’ultimo dei grandi couturier.

Insomma tutto era filato liscio fino a che su social non è comparso un post piccato e risentito. E come oramai è arcinoto, un cerino su Instagram o Facebook in pochi istanti rischia di trasformarsi in un incendio. E così è successo.

Roma, Morte Valentino Garavani - Funerale nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri - Nella foto: Brunello Cucinelli (Roma - ,

Ma partiamo dai fatti. Brunello Cucinelli, lo stilista umanista, il mago del cachemire è scivolato, probabilmente involontariamente, su una battuta che ha urtato la sensibilità di Giancarlo Giammetti, lo stratega, il socio, il compagno di una vita ma forse in questo momento soprattutto il custode dell’immagine di Valentino. Diretto, orgoglioso, protettivo, Giammetti è il garante dell’eredità culturale di Valentino. E guai a chi ne intacca la sacralità.

Cucinelli nella trasmissione su Rai Radio 1 un Giorno da Pecora ha raccontato che Valentino vestiva spesso con abiti Cucinelli e che quando si recava in negozio chiamava per avere uno sconto. Ha poi aggiunto che lui rispondeva: «Maestro, ci mancherebbe che non glielo faccia, per me è un onore». La replica di Giammetti è arrivata veloce e tagliente via Instagram: «Valentino non ha mai conosciuto né chiamato Cucinelli. Io non l’ho neanche visto al funerale. Forse era troppo occupato a parlare con la stampa». Il terreno si è fatto incandescente.

Giancarlo Giammetti al termine del funerale di Valentino Garavani alla Basilica degli Angeli e dei Martiri a Roma, 23 gennaio 2026. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI (ansa)

Innegabilmente Cucinelli ai funerali c’era e il suo necrologio parlava chiaro “Alla memoria e all’onore del nostro straordinario Valentino, geniale artista che sempre ha amato il lavoro, la bellezza e la raffinatezza; al simbolo prestigioso della moda italiana del ventesimo secolo, va il più alto pensiero della mente e il più commosso sentimento del cuore. Il creato lo accolga nel suo grande splendore”.

Lodi quindi sperticate e incondizionate all’appena scomparso stilista. Niente lasciava intendere che ci potesse essere un’ombra di critica, forse solo un po’ di orgoglio nel pensare, e nel comunicare, che Valentino, arbitro incontrastato di eleganza, decidesse qualche volta di indossare un suo golfino di cachemire. E come poi ha precisato all’Ansa si trattava di “una battuta scherzosa”. Per Giammetti le cose evidentemente non stanno così e la parola “sconto” non gli è proprio andata giù. Per capire il perché forse bisognerebbe diventare invisibili, entrare nel mondo della moda e capirne i meccanismi. Lì i soldi sono un tabù. Gli abiti costano ormai cifre stellari ma il lusso è silenzioso, ovattato, e se qualcuno, e non sono pochi, si lamenta che i prezzi sono diventati inarrivabili salvo che per i neo miliardari arabi o tech, lo fa sottovoce. La parola sconto è impronunciabile, almeno apertamente. Per Giammetti è impensabile quindi accostarla proprio a Valentino, il più elegante, il più raffinato tra gli stilisti. Ogni universo ha le sue regole e infrangerle accende gli animi. Speriamo solo temporaneamente. E speriamo che, calata l’intensità emotiva, Giammetti abbia ancora voglia di entrare in un negozio Cucinelli e soprattutto che nel frattempo Brunello gli abbia fatto recapitare una tessera di sconto in modo da non dovergli più telefonare per ottenere una piccola riduzione di prezzo.

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