Cronaca

Alex Pretti, infermiere ucciso dall’Ice. Si mobilitano i colleghi italiani: “Verità e giustizia”

Alex Pretti, infermiere ucciso dall’Ice. Si mobilitano i colleghi italiani: “Verità e giustizia”
(afp)

Sconcerto per l’omicidio a Minneapolis anche tra i professionisti italiani del settore, preoccupati per la possibile presenza di agenti della polizia federale nelle settimane delle Olimpiadi

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Scavalca l’oceano e arriva anche in Italia l’ondata di indignazione per l’omicidio di Alex Pretti, l’infermiere di Minneapolis ammazzato dagli agenti dell’Ice, la polizia anti migranti spedita da Trump in Minnesota. Alle note dell’associazione americana degli infermieri e di quella dei professionisti di area critica, che ha pubblicamente chiesto “un’indagine completa e trasparente” e incoraggiato “gli infermieri a sostenersi a vicenda", hanno risposto anche i colleghi italiani, scossi dalle violenze negli Stati Uniti, e preoccupati per la possibile presenza di agenti Ice in Italia nelle settimane delle Olimpiadi.

"Il silenzio pesa”

All’indirizzo della Federazione nazionale ordini delle professioni infermieristiche e a quelli provinciali sono arrivate pec con la richiesta di una presa di posizione pubblica e ufficiale sull’omicidio di Pretti. “La nostra professione si fonda sulla tutela della vita e della dignità umana: il silenzio, davanti a una tragedia di questa portata che coinvolge un collega, rischierebbe di pesare”. La Fnopi però si era nel frattempo già mossa autonomamente, con tanto di nota ufficiale che rilancia il comunicato diffuso dall’associazione infermieri statunitense.

“Siamo costernati - dice l’ordine italiano - per quanto accade a Minneapolis ed esprimiamo solidarietà alla comunità infermieristica americana, come noi impegnata a sostenere e rafforzare il sostegno alla vita e al benessere delle persone”. Va oltre la Cnai, Consociazione nazionale delle associazioni infermieristiche, che scrive: “Ci uniamo alla richiesta di un'indagine piena e trasparente. Ribadiamo la nostra posizione contro ogni forma di guerra, repressione e brutalità. Non c'è salute senza giustizia, né cura possibile in un mondo che risponde al disagio sociale con la violenza armata”. E sempre nella stessa nota promette: “La Cnai si impegna a sostenere le iniziative per proteggere gli infermieri da ogni violenza e promuovere ambienti basati su rispetto reciproco e pace”.

"Giustizia e trasparenza”

Reazioni arrivano anche da ordini cittadini e regionali, che anche attraverso i canali social hanno espresso solidarietà ai colleghi statunitensi e chiesto verità e giustizia su quanto successo. Le parole sono diverse, la richiesta univoca: “Chiarezza e piena trasparenza su quanto accaduto, nella convinzione che la tutela, la sicurezza e il rispetto per chi si prende cura delle persone non siano mai negoziabili”.

Da Bergamo, sottolineano che “onorare la memoria di Alex significa non distogliere lo sguardo e continuare a difendere la dignità della professione infermieristica e i valori umani di tutti”. A Viterbo ricordano che “anche al di fuori della divisa, Alex Pretti ha incarnato l’essenza più autentica dell’infermieristica: tutelare la vita, la dignità e i diritti fondamentali della persona”.

Firenze e Pistoia ci tengono a sottolineare che la morte di Pretti “interpella la coscienza di tutti e apre a riflessioni che vanno oltre la solidarietà: la fraternità globale di una professione che cura senza politica, senza confini, senza religione. Gli infermieri stanno dalla parte della vita, sempre”. Un coro a cui sono aggiunti fra gli altri anche Bologna, Torino, Massa Carrara, Ravenna, Sassari, la provincia di Trento, mentre l’associazione nazionale degli infermieri di area critica invita “tutti gli infermieri a rimanere uniti, a sostenersi reciprocamente e a non rinunciare ai valori che guidano quotidianamente il nostro lavoro di cura. Siamo tutti Alex Pretti”.

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