✕

Svizzera, la controffensiva di Moretti per smontare le accuse. L’incubo di un’inchiesta flop

Ascolta l'audio

Il titolare del locale scarica le colpe sui dipendenti. Una strategia che preoccupa le famiglie delle vittime
3 minuti di lettura

Non è stata una battuta di pessimo gusto. Entrando in procura a Sion, Jacques Moretti si è limitato a dire «anche noi siamo vittime». Dai nuovi verbali degli interrogatori emerge che questa è realmente la strategia concordata con i suoi legali: ad oggi certi di riuscire a far assolvere i proprietari del Constellation, o di spuntare condanne a sanzioni, o a pene minime da non scontare in carcere.

La coppia ha scaricato ogni responsabilità su dipendenti morti nella strage di Capodanno, collaboratori stranieri rientrati in patria, autorità e funzionari del municipio di Crans-Montana, fornitori dei pannelli fonoassorbenti che hanno preso fuoco. Addirittura su «due alluvioni che hanno distrutto i documenti». Ad appiccare le fiamme …

Non è stata una battuta di pessimo gusto. Entrando in procura a Sion, Jacques Moretti si è limitato a dire «anche noi siamo vittime». Dai nuovi verbali degli interrogatori emerge che questa è realmente la strategia concordata con i suoi legali: ad oggi certi di riuscire a far assolvere i proprietari del Constellation, o di spuntare condanne a sanzioni, o a pene minime da non scontare in carcere.

La coppia ha scaricato ogni responsabilità su dipendenti morti nella strage di Capodanno, collaboratori stranieri rientrati in patria, autorità e funzionari del municipio di Crans-Montana, fornitori dei pannelli fonoassorbenti che hanno preso fuoco. Addirittura su «due alluvioni che hanno distrutto i documenti». Ad appiccare le fiamme nel seminterrato, in base alle deposizioni dei coniugi, è stata la defunta cameriera Cyane Panine, la ragazza con il casco che teneva le bottiglie con le candele: «A Cyane piaceva farlo, le piaceva abbandonarsi allo spettacolo», dice Jacques. A non formare i dipendenti su antincendio e uscite di emergenza «è stato il serbo Stefan, responsabile della sicurezza», morto cercando di salvare i clienti. Il mancato filtro, che dopo le 22 ha riempito il locale di minorenni e permesso di servire alcolici ai minori di 16 anni, «è colpa di chi era incaricato della security all’ingresso». L’uscita d’emergenza, o di servizio? Adrien, un altro dipendente, «aveva chiuso il chiavistello in cima alla porta. Ho scoperto che se n’era andato quella mattina stessa. Gli ho mandato un messaggio dicendogli che non doveva scappare, doveva assumersi le sue responsabilità affinché giustizia fosse fatta». L’assenza di misure di sicurezza «doveva esserci comunicata dal Comune», per il quale dal 2019 «era invece tutto in regola». I pannelli di schiuma fonoassorbente infiammabili? «Non ho visto alcun avviso. Non ho ricevuto alcuna informazione. Ho specificato che volevo usarle per un bar. Non ricordo di aver specificato del seminterrato». Sulla schiuma, «è possibile che ci sia stato rovesciato sopra dell’alcol».

Inquietante il racconto dei test che ha fatto sulla schiuma: «Ho preso una fiamma per vedere l’effetto. Ha bruciato tutto. L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo, mi ha fatto sentire male». Ma l’ha installata lo stesso: «I vigili del fuoco «l’hanno approvata». Il controsoffitto fatale è stato poi montato «da un manovale rumeno ingaggiato in Corsica, di cui non facciamo il nome per proteggerlo». A metà dicembre, un video mostra che la schiuma si stacca e viene “tenuta” con le stecche da biliardo: «Semplice manutenzione, ho applicato dell’adesivo per fissarla». Infine il trenino dei camerieri con le bottiglie pirotecniche: «Non l’abbiamo mai chiesto — è a verbale — è stata una loro iniziativa per creare un’atmosfera di festa». E le scale del seminterrato ristrette? «La larghezza minima richiesta è di 120 cm, quindi le ho ridotte per risparmiare spazio». I social cancellati dopo la strage? Idea di Jessica: «Per rispetto di Cyane e delle vittime, perché c’erano post di festa».

Crans, le immagini dei pannelli infiammabili del soffitto tenuti con le stecche da biliardo

Per procura e avvocati di parte civile, il punto non è rifiutare questa versione dei fatti. Cruciale è trovare le prove per confutarla: per dimostrare responsabilità penali capaci di resistere nel processo. Per familiari delle vittime e feriti, l’incubo non è solo accettare «miti condanne per reati colposi, punibili con ammende, o pene massime di 3 anni, sospese con la condizionale e convertite in un periodo di messa in prova». «Il problema di contestazioni colpose — dice l’ex procuratrice pubblica federale Rosa Cappa — è che i Moretti sono già liberi di condurre una vita normale, perfino di riaprire subito il loro ristorante Le Vieux Chalet di Lens. Fra tre mesi, in assenza di provati indizi di colpevolezza più gravi, il rinnovo delle attuali misure sostitutive al carcere, non è automatico. Quando poi l’inchiesta verrà estesa a politici e funzionari comunali, come scontato, gli interrogatori ripartiranno da zero per garantire a tutti gli avvocati di essere presenti».

Tutto da rifare, all’orizzonte deposizioni nulle e mesi di istruttoria: un paio d’anni per una prima sentenza penale, tra dieci e quindici per quella civile sui risarcimenti, dai primi calcoli tra 600 milioni e 1 miliardo di franchi. Questione cruciale, anche per individuare chi dovrà contribuire ai saldi: provare che Jacques e Jessica fossero consapevoli del rischio incendio dentro Le Constellation. L’assicurazione Axa ha già comunicato che i Moretti e il Comune di Crans, entrambi suoi clienti, «hanno polizze standard con massimali limitati» e che «solo in assenza di responsabilità accertate» coprirà parzialmente i danni. «La dimensione delle conseguenze di colpe o negligenze — dice l’avvocato di Zurigo André Kuhn — non trasforma i reati in dolosi. La valutazione riguarda piuttosto cura, prevedibilità ed evitabilità dei fatti. Rinviare ad altri ogni responsabilità, può demolire anche l’accusa più insidiosa, quella di negligenza: non si profila semplice provare il contrario».

Contro lo spettro del colpo di spugna, il dossier inviato ieri in procura dall’avvocato Sébastien Fanti e da altri legali: tra le testimonianze che smentiscono l’autoassoluzione dei Moretti, i precedenti documentati di misteriosi roghi nel ristorante Le Vieux Chalet nel 2023 e nello stesso Constellation nel 2024, a cui hanno fatto seguito accelerate ristrutturazioni e richieste di ampliamento. Provare che Jacques e Jessica conoscessero i problemi di sicurezza dei loro locali, oltre che i rischi lasciati correre ai loro clienti, aggraverebbe gli indizi e aprirebbe la strada alla contestazione del dolo eventuale. Si complica la prospettiva che l’Italia possa costituirsi parte civile: l’avvocato Nicolas Mattenberger, difensore di alcune vittime, conferma che «il codice di procedura penale elvetico non lo prevede». Di qui silenzi e mancata collaborazione della procura di Sion.

Leggi i commenti