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Crans-Montana, l’omaggio delle azzurre di sci alle vittime della strage: “Gesto doveroso”

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Per la Coppa del Mondo, niente sponsor sulle piste, un minuto di silenzio prima del via alle discese ed eventi collaterali cancellati
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CRANS-MONTANA – Un minuto di silenzio e un grande mazzo di fiori lasciato sotto la neve, sulla scala della veranda che ha imprigionato vittime e feriti della strage di Capodanno. Le atlete della nazionale italiana di sci arrivano in gruppo davanti a Le Constellation con il capo abbassato, lo sguardo fisso sui vetri anneriti dal fumo, visibilmente commosse.

È Sofia Goggia, a nome di tutte, ad appoggiare il gagliardetto della Fisi davanti ai fiori. “Un gesto doveroso – dice il responsabile della comunicazione Andrea Facchinetti – condiviso tra le ragazze e la Federazione: per rendere omaggio a chi non c’è più e alle persone che ancora soffrono per questa tragedia”.

Le prime prove della discesa libera, disturbate dal vento, sono appena terminate e le atlete sono ancora copert…

CRANS-MONTANA – Un minuto di silenzio e un grande mazzo di fiori lasciato sotto la neve, sulla scala della veranda che ha imprigionato vittime e feriti della strage di Capodanno. Le atlete della nazionale italiana di sci arrivano in gruppo davanti a Le Constellation con il capo abbassato, lo sguardo fisso sui vetri anneriti dal fumo, visibilmente commosse.

È Sofia Goggia, a nome di tutte, ad appoggiare il gagliardetto della Fisi davanti ai fiori. “Un gesto doveroso – dice il responsabile della comunicazione Andrea Facchinetti – condiviso tra le ragazze e la Federazione: per rendere omaggio a chi non c’è più e alle persone che ancora soffrono per questa tragedia”.

Le prime prove della discesa libera, disturbate dal vento, sono appena terminate e le atlete sono ancora coperte sotto i cappotti termici. La scelta, per non alimentare polemiche, è non commentare i fatti di cronaca e le parole dei famigliari che avevano chiesto di non scendere in pista in Svizzera, boicottando l’ultima tappa della Coppa del Mondo prima delle Olimpiadi invernali. “Siamo solo persone di sport – dice Facchinetti – e dobbiamo fare il nostro dovere: con il massimo rispetto per la sensibilità di chi è stato colpito da un dramma inaccettabile”.

Resta il fatto che per ora quella italiana è l’unica nazionale ad aver sentito il bisogno di venire qui, sul luogo del massacro, per un momento di raccoglimento e di preghiera. Da domani e nei tre appuntamenti del fine settimana chi sarà in gara per l’Italia lo farà con il lutto al braccio. “Già la settimana scorsa al gigante di Plan de Corones – dice una delle azzurre – volevamo dare un segnale di partecipazione al dolore di chi è travolto da una simile tragedia. Non farlo qui a Crans-Montana ci avrebbe fatto vergognare”.

L’idea concordata con le campionesse delle altre nazioni prevedeva un altro segno importante già al mattino. Le prime trenta atlete al cancelletto per le prove avrebbero dovuto partire con una rosa bianca in mano, lasciandola cadere vicino alla prima porta. Il forte vento e la nevicata lo hanno impedito. “Certe cose – dice Federica Brignone lasciando la pista - non devono succedere”. Assente al comune minuto di silenzio, come altre colleghe di Paesi diversi ha scelto di sostare da sola e lontana dalle telecamere davanti al Constellation.

Domenica sarà trascorso un mese esatto dall’incendio: a Crans-Montana, per la Coppa del Mondo, niente sponsor sulle piste, un minuto di silenzio prima del via alle discese ed eventi collaterali cancellati. Profilo basso in un paese umiliato, che fatica a uscire dal proprio disastro: lo sci però qui non si ferma, come il sangue nelle vene.

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