La Svizzera: “Sì all’Italia. Indaghiamo insieme sulla strage di Crans”
di Alessandra ZinitiGli investigatori italiani sono i benvenuti, fa sapere la Svizzera. Il team specializzato della squadra mobile di Roma, incaricato dai pm italiani, potrà condividere con i colleghi del Cantone Vallese le indagini sul rogo di Crans- Montana già dalla prossima settimana.
La risposta della Confederazione elvetica alla ferma presa di posizione del governo italiano è stata quella che ci si attendeva: il via libera alla squadra investigativa comune prevista dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria richiesta dalle autorità italiane come condizione indispensabile per il ritorno a Berna dell’ambasciatore italiano Gianlorenzo Cornado che era stato richiamato a Roma dopo la scarcerazione per cauzione di Jacques Moretti.
"La competenza è dei giudici non della politica”
Un sì della politica, dunque, ma condizionato alla scelta dell’autorità giudiziaria elvetica. Perché- come ha ribadito il Dipartimento degli Affari esteri di Berna – la competenza resta «della giustizia vallesana e no…
Gli investigatori italiani sono i benvenuti, fa sapere la Svizzera. Il team specializzato della squadra mobile di Roma, incaricato dai pm italiani, potrà condividere con i colleghi del Cantone Vallese le indagini sul rogo di Crans- Montana già dalla prossima settimana.
La risposta della Confederazione elvetica alla ferma presa di posizione del governo italiano è stata quella che ci si attendeva: il via libera alla squadra investigativa comune prevista dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria richiesta dalle autorità italiane come condizione indispensabile per il ritorno a Berna dell’ambasciatore italiano Gianlorenzo Cornado che era stato richiamato a Roma dopo la scarcerazione per cauzione di Jacques Moretti.
"La competenza è dei giudici non della politica”
Un sì della politica, dunque, ma condizionato alla scelta dell’autorità giudiziaria elvetica. Perché- come ha ribadito il Dipartimento degli Affari esteri di Berna – la competenza resta «della giustizia vallesana e non della politica. Un principio fondamentale del nostro sistema democratico è la separazione dei poteri, che attribuisce a ciascun potere dello Stato ruoli, compiti e responsabilità propri».
L’autorità giudiziaria del Cantone non ha obiezioni.La conferma arriva dall’Ufficio federale di giustizia che annuncia che la Procura di Roma e quella di Sion «avranno la possibilità di unirsi per le indagini in cosiddette squadre investigative comuni. Tale possibilità è prevista esplicitamente dall’articolo 20 del secondo protocollo aggiuntivo della Convenzione europea di assistenza giudiziaria». L’impegno dell’autorità federale è di chiarire le responsabilità dell’incendio «in modo rapido, trasparente e completo».
Dalla Farnesina ancora prudenza
È ancora presto per dire se l’apertura delle autorità svizzere sarà ritenuta sufficiente per la normalizzazione dei rapporti diplomatici . I due ministri degli Esteri torneranno a sentirsi ancora oggi.«Le indagini, così come sono state svolte - ha ribadito ieri Antonio Tajani - hanno pregiudicato i diritti dei cittadini italiani. La cauzione per una cosa così grave non può essere di 200mila franchi svizzeri. Se vuoi dare un segnale dai una cauzione da 1 milione di franchi svizzeri».